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Gol maledetti: Immobile si ferma, Italia spuntata

Ciro Immobile contro la Svizzera agli Europei 
Mancini richiama Scamacca e prova Insigne, ma tra infortuni e cali di rendimento l'attacco della Nazionale è da reinventare
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FIRENZE - Che il gol possa diventare il problema della Nazionale campione d'Europa, nello spareggio virtuale per prenotare venerdì prossimo all'Olimpico con la Svizzera il Mondiale 2022, sembra un paradosso statistico: da quando è ct Mancini, l'Italia ha segnato 101 volte in 44 partite, media 2,29. Ma il destino si sta divertendo a disseminare ostacoli sulla strada verso la serata in cui bisogna segnare per forza. E il guaio più fresco porta il nome del calciatore azzurro più titolato a farlo, al di là delle critiche perenni attorno al suo ruolo: Ciro Immobile, 31 anni, capocannoniere in attività con 15 reti, già Scarpa d'oro, si è arreso a un incidente del mestiere: uno stiramento al polpaccio sinistro. "Sono troppo triste, ci tenevo tanto". Ieri pomeriggio il capitano della Lazio si è dovuto mettere in viaggio da Firenze per Roma in forzato anticipo sui compagni, che preparano a Coverciano la sf…

FIRENZE - Che il gol possa diventare il problema della Nazionale campione d'Europa, nello spareggio virtuale per prenotare venerdì prossimo all'Olimpico con la Svizzera il Mondiale 2022, sembra un paradosso statistico: da quando è ct Mancini, l'Italia ha segnato 101 volte in 44 partite, media 2,29. Ma il destino si sta divertendo a disseminare ostacoli sulla strada verso la serata in cui bisogna segnare per forza. E il guaio più fresco porta il nome del calciatore azzurro più titolato a farlo, al di là delle critiche perenni attorno al suo ruolo: Ciro Immobile, 31 anni, capocannoniere in attività con 15 reti, già Scarpa d'oro, si è arreso a un incidente del mestiere: uno stiramento al polpaccio sinistro. "Sono troppo triste, ci tenevo tanto". Ieri pomeriggio il capitano della Lazio si è dovuto mettere in viaggio da Firenze per Roma in forzato anticipo sui compagni, che preparano a Coverciano la sfida con gli svizzeri: l'appuntamento più atteso, da lui stesso etichettato come tale soltanto un paio d'ore prima.

Nell'auditorium del centro tecnico federale aveva esternato tutta la sua voglia di vestire di nuovo la maglia dell'Italia, dopo la Final Four della Nations League saltata un mese fa per un altro infortunio muscolare: "Certe cattiverie mi hanno fatto davvero male, pareva quasi che non fossi uno dei 26 campioni d'Europa. Il gioco di Sarri mi abitua a non avere una punta accanto, proprio come in Nazionale con Mancini. In Qatar, tra un anno, voglio assolutamente essere io il centravanti titolare". Non è affatto escluso che così accada, ma intanto lo ha tradito proprio la sua voglia di giocare sempre, scendendo in campo in campionato e in Europa League malgrado la lieve distorsione al ginocchio sinistro. Strappato alla leggenda Silvio Piola il record di massimo goleador della Lazio, con la Salernitana Immobile ha probabilmente caricato i muscoli del polpaccio: l'avvisaglia dopo la gara, lunedì l'allenamento differenziato a Coverciano, ieri il responso della risonanza magnetica, dopo la conferenza stampa piena di dichiarazioni d'intenti, leggibili a posteriori come scaramanzia: si trasforma in involontario congedo l'abbraccio col ct, che è entrato nell'auditorium per la presentazione della nuova app del Museo del calcio mentre il centravanti usciva dalla sala.

Mancini, oltre a convocare d'urgenza Scamacca, ha lasciato qualche indizio per l'attacco anti Svizzera: nella partitella ha schierato Insigne falso nove, con Berardi e Chiesa ai lati, anche se le altre soluzioni - Bernardeschi nel tridente leggero per uno tra Berardi e Chiesa oppure Belotti o Raspadori centravanti - non vanno scartate a priori. Valuterà tutto tra oggi e domani, come del resto il recupero degli acciaccati Bonucci (arruolato), Chiellini (in dubbio, pronto Acerbi) e Barella (in progresso, ieri è stato provato come incursore il neoconvocato Pobega). 

Rimane il fatto che l'approdo al gol, a prescindere da Immobile, ultimamente non è fluido come a inizio Europeo. E che nessuna tra le punte azzurre sta attraversando il suo miglior momento: Chiesa per la falsa partenza della Juventus, Insigne per il rinnovo del contratto col Napoli, Belotti per l'infortunio e per l'impiego a singhiozzo nel Torino, Berardi, Raspadori e Scamacca per i saliscendi del Sassuolo. Alla fine è ancora di Immobile il messaggio più ottimistico: sul prato dell'Olimpico, a lui ben noto: "Non è buono, ma neanche malvagio: basta che non piova e migliora subito". In fondo, sulla Nazionale, è già piovuto abbastanza.