Giorgio Chiellini non ha potuto partecipare alla visita degli azzurri all’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma. Ma prima di rientrare a Torino a causa dell’infortunio che gli impedirà di giocare con la Svizzera, il capitano della Nazionale ha rivelato a Raisport e Radiorai che il legame con i bambini ricoverati nell’ospedale romano è ormai talmente saldo da potere essere considerato una risorsa in più. Merito anche di uno striscione, che i bambini hanno regalato alla squadra prima dell’Europeo, con la richiesta di vincere per loro: “Lo abbiamo portato in tutti gli spogliatoi degli stadi dove abbiamo giocato, ci ha dato tanta forza. Loro sono piccoli guerrieri, circondati da un team che dà tutto per loro. Pensare a quello che succede ogni giorno al Bambin Gesù è per noi una motivazione forte”. Ora, in caso di qualificazione al Mondiale, arriverà un nuovo striscione.
Chiellini ha illustrato la ricetta per il duello dell’Olimpico: “Calma e lucidità. Purtroppo mi dispiace non esserci, se non a fare il tifo e a stare il più possibile con i miei compagni prima della gara. Pensavo di riuscire a recuperare, la partita è molto importante. Però io sono tranquillo, la squadra ha la consapevolezza e la maturità necessarie per una grande prestazione e cinquantamila persone la spingeranno”. Al capitano il paragone col fatale spareggio del 2017 con la Svezia sembra improprio: “Semmai vedo questa vigilia molto simile a quella dell’esordio dello scorso giugno all’Europeo con la Turchia: la tensione è normale. La Svizzera non è la stessa che abbiamo battuto all’Europeo, ha un allenatore nuovo e in poco tempo ha raggiunto la quadratura, ma l’equilibrio nelle partite con loro resta una costante, come abbiamo già potuto misurare a settembre a Basilea, dove abbiamo giocato bene, in maniera molto concreta, ma purtroppo non siamo stati cinici”. Prima della partenza della squadra per Roma Federico Chiesa ha donato al Museo del Calcio la sua prima maglia azzurra - la numero 21 della Nazionale sperimentale, indossata il 31 maggio 2017 contro San Marinoa al Castellani di Empoli - e i suoi scarpini.