Maglia e spogliatoio di Euro 2020 anche la scaramanzia come alleata
di Matteo Pinci , di Matteo PinciPer la partita con la Svizzera, fondamentale per la qualificazione ai Mondiali, gli azzurri vogliono ricreare il clima che li ha portati sul tetto d'Europa
ROMA - L'ultima arma a disposizione di Mancini non è una sostituzione inattesa o una novità tattica. È la scaramanzia. Quando ti giochi tutto in 90 minuti, non puoi lasciare al caso nulla, nemmeno l'irrazionale. Così i calciatori azzurri hanno chiesto alla Federcalcio un piccolo "aiutino". Oggi contro la Svizzera hanno ottenuto di riavere lo stesso spogliatoio che avevano avuto nella gara degli Europei vinta per 3-0. All'epoca l'Italia era ospite della Uefa, non padrona di casa come oggi, e gli spogliatoi furono assegnati dall'organizzazione del torneo. L'Olimpico infatti ha tre spogliatoi, uno della Roma, uno della Lazio e uno neutro, quello che avevano in quell'occasione Bonucci & C. Hanno rivoluto lo stesso, dichiarando l'intento superstizioso. In fondo, è su una accentuatissima ritualità che la Nazionale ha costruito la vittoria degli Europei: la canzone Ma quale dieta, cantata da tutti sul pul…
ROMA - L'ultima arma a disposizione di Mancini non è una sostituzione inattesa o una novità tattica. È la scaramanzia. Quando ti giochi tutto in 90 minuti, non puoi lasciare al caso nulla, nemmeno l'irrazionale. Così i calciatori azzurri hanno chiesto alla Federcalcio un piccolo "aiutino". Oggi contro la Svizzera hanno ottenuto di riavere lo stesso spogliatoio che avevano avuto nella gara degli Europei vinta per 3-0. All'epoca l'Italia era ospite della Uefa, non padrona di casa come oggi, e gli spogliatoi furono assegnati dall'organizzazione del torneo. L'Olimpico infatti ha tre spogliatoi, uno della Roma, uno della Lazio e uno neutro, quello che avevano in quell'occasione Bonucci & C. Hanno rivoluto lo stesso, dichiarando l'intento superstizioso. In fondo, è su una accentuatissima ritualità che la Nazionale ha costruito la vittoria degli Europei: la canzone Ma quale dieta, cantata da tutti sul pullman prima delle partite, la grigliata a Coverciano dopo ogni vittoria, lo striscione dei bambini dell'ospedale nello spogliatoio.
Per tornare a respirare l'aria di quelle Notti Magiche era necessario provare a ricostruire la stessa atmosfera, riprendere quelle medesime abitudini che avevano accompagnato la squadra alla vittoria. E infatti anche la maglia sarà la stessa: dopo appena 180 minuti infatti andrà in soffitta la divisa utilizzata nelle sfortunate finali di Nations League. Stasera (ma anche a Belfast lunedì) si tornerà alla maglia degli Europei. Per sperare di poter indossare quella che lo sponsor Puma sta preparando per il Mondiale, fatta di un tessuto leggerissimo (troppo?). Mentre Adidas già lavora ai modelli futuri, di un azzurro più scuro e con le tre strisce bianche sulle maniche.
Mancherà qualche talismano, stasera: Spinazzola, in tribuna a Wembley, non sarà all'Olimpico per motivi personali, ma tra la presidente del Senato Casellati e il sindaco Gualtieri, ci saranno gli infortunati Immobile e Pellegrini: il romanista ieri è andato a "spiare" - si fa per dire - la Svizzera nell'hotel che la ospita, e dove lui ha cenato con la moglie.
L'altra arma su cui Mancini punta sono i calci piazzati, studiati dallo specialista Gianni Vio: un quarto d'ora ogni giorno gli azzurri lo passano provando schemi da fermo. In Nations a ottobre Berardi aveva finto di allontanarsi dal pallone per poi batterlo lui a sorpresa, schema usato pure da Zielinski nel Napoli. E poi il raddoppio della barriera avversaria e giocatori che prima della battuta di una punizione fanno massa davanti al portiere per confonderlo. Vale tutto, purché - come ha detto Mancini - non piova: un campo pesante aiuterebbe gli svizzeri. Annunciarlo forse è l'ennesima scaramanzia.