Mancini, il futuro è ancora azzurro: "Nuovo ciclo per ripartire, resto per vincere il Mondiale"
di Enrico Currò , di Enrico Currò"Sono ancora giovane. Il mio obiettivo era di vincere un Europeo e un Mondiale e per il Mondiale bisogna rinviare un po'". Sta in queste frasi di Roberto Mancini, pronunciate con decisione, il senso della scelta, non ancora ufficializzata ma di fatto anticipata pubblicamente, di restare ct della Nazionale fino al 2026, alla naturale scadenza del contratto. Ricevendo poi un Tapiro d'oro gigante da 'Striscia la notizia', il ct conferma la voglia di proseguire: "Ero fiducioso, purtroppo ogni tanto le cose vanno male. Ma io non mollo: ci riproviamo per il prossimo Mondiale".
"Con Gravina allineati su tutto"
L'annuncio del presidente della Figc Gravina potrebbe avvenire dopo la partita con la Turchia o nei prossimi giorni, ma il com…
"Sono ancora giovane. Il mio obiettivo era di vincere un Europeo e un Mondiale e per il Mondiale bisogna rinviare un po'". Sta in queste frasi di Roberto Mancini, pronunciate con decisione, il senso della scelta, non ancora ufficializzata ma di fatto anticipata pubblicamente, di restare ct della Nazionale fino al 2026, alla naturale scadenza del contratto. Ricevendo poi un Tapiro d'oro gigante da 'Striscia la notizia', il ct conferma la voglia di proseguire: "Ero fiducioso, purtroppo ogni tanto le cose vanno male. Ma io non mollo: ci riproviamo per il prossimo Mondiale".
"Con Gravina allineati su tutto"
L'annuncio del presidente della Figc Gravina potrebbe avvenire dopo la partita con la Turchia o nei prossimi giorni, ma il commissario tecnico, che da Gravina aveva ricevuto pieno sostegno già pochi minuti dopo la sconfitta di Palermo con la Macedonia del nord, è già abbastanza esplicito: "Ho parlato col presidente in questi giorni, siamo allineati su tutto. Ne parleremo nei prossimi giorni, adesso abbiamo questa partita. Poi ne parleremo con calma, anche su quali aspetti migliorare nel futuro".
"Speriamo giovani possano avere più esperienza nei loro club"
Il ciclo che porterà al Mondiale di Usa-Canada-Messico, quello del riscatto con l'intermezzo non banale dell'Europeo tedesco nel 2024, si fonderà obbligatoriamente su innesti giovani e forse anche su qualche variazione tattica: "Il nuovo ciclo? Bisogna ripartire, pensando anche a situazioni diverse. Si inseriranno ragazzi più giovani, che speriamo possano avere esperienze più importanti nei loro club, lavoreremo su questo. Per la tattica è presto, dipende da chi avremo a disposizione". Sul necessario miglioramento delle questioni esterne al campo, a cominciare dai rapporti coi club che certamente hanno influito sul rendimento della squadra durante la stagione intasata da campionati e coppe, Mancini demanda la risposta a Gravina: "Sono cose che vedrà il presidente, noi possiamo vedere le cose tecniche. Questa è una squadra che con qualche ritocco avrebbe potuto giocare il Mondiale per vincere. Ora dobbiamo guardare all'Europeo tra due anni".
La "fuga" dei giocatori nei club
Il ct smentisce che alla base dello stillicidio dei molti ritorni anticipati nei club (Florenzi e Politano si aggiungono alla lista degli indisponibili per Konya) ci siano state pressioni sui giocatori: "È bene chiarire questa cosa. Sono stato io a obbligare i giocatori ad andare via, se possiamo fare qualcosa per aiutare i club la facciamo. Mi sembra inutile tenere giocatori che hanno problemi fisici o che sarebbero andati in tribuna, l'abbiamo già fatto in altre trasferte. Il Chelsea ci ha mandato Jorginho tre giorni prima, non lo ha fatto giocare in coppa. Anche Florenzi e Politano non erano al meglio, li ho rispediti a casa perché non avrebbero giocato. Insigne aveva problemi fisici già da prima di arrivare. Immobile con la Turchia sarebbe andato in tribuna, Mancini e Verratti avevano problemi fisici. Insigne al 50% sarebbe andato in tribuna per provare soluzioni alternative".
"Creato un gruppo speciale"
L'appassionata arringa a favore del gruppo ripercorre il tragitto iniziato nel 2018: "I ragazzi in questi anni hanno meritato tanto, non è stato solo un Europeo ma un percorso lungo tre anni con una serie di partite senza sconfitte, cosa di cui va dato merito a questi ragazzi. Ci sono qui calciatori speciali, è stato creato un gruppo speciale: non solo il gruppo inteso come squadra, ma anche tutto ciò che c'è intorno". L'autodifesa è articolata: "A parte la delusione grande di non andare al Mondiale, mi fa piacere che il lavoro di questi anni sia stato apprezzato: dietro l'Europeo vinto meritatamente giocando bene, ci sono tre anni di percorso".
"Dobbiamo accettare quello che è accaduto"
Da settembre in poi qualcosa, però, si è guastato, fino alla dolorosa partita di Palermo: "Mi pare inutile stare a trovare spiegazioni. Il nostro girone avremmo dovuto vincerlo con almeno due, se non quattro, punti di vantaggio sulla Svizzera, a Basilea doveva finire 3-0. Ci sono andate tutte storte, ma non posso dire che la squadra non abbia giocato: magari può essere stata imprecisa, ma è inutile pensarci o cercare scuse, è andata così. Riguarderemo noi tecnici quello che abbiamo fatto, dobbiamo accettare quello che è accaduto". L'assoluzione al ct, malgrado il Mondiale mancato, è già arrivata da molta parte degli addetti ai lavori e della critica: un fatto inusuale: "Mi sembra una cosa anormale nel calcio, mi può fare grande piacere. Di sicuro abbiamo cercato di fare il massimo, provando a giocare in maniera diversa. Non è stato un percorso casuale e questo sicuramente è stato importante. Quando ci sono le sconfitte, si deve analizza più profondamente il perché. Ma ci sono Nazionali importanti che non vincono nulla da 60-70-80 anni, l'Italia da questo punto di vista è un po' più avanti. A volte le motivazioni di una sconfitta stanno semplicemente nel momento, un momento in cui le cose vanno in un certo modo. A me piace questo lavoro e coi ragazzi voglio riorganizzare qualcosa di importante. A parte la delusione, il resto va avanti".
Bonucci: "Mancini ci ha dato qualcosa di unico"
La squadra è dalla sua parte, come spiega il vicecapitano Bonucci, che non darà l'addio alla maglia azzurra ("non so quello che farà Giorgio Chiellini, da parte mia c'è la voglia di continuare per potere essere da esempio e da guida") e che racconta la volontà collettiva di lavorare ancora con Mancini: "Il mister ci ha dato qualcosa di unico, si è creata un'empatia che raramente si è respirata all'interno di Coverciano. Poi una partita secca può cambiare la visione per chi sta fuori, ma chi sta dentro la Nazionale ha solo voglia di continuare il percorso".
Bonucci racconta anche il dopo Macedonia del nord: "Le quarantott'ore dopo l'eliminazione sono state veramente dure, ci siamo ritrovati a bocca chiusa. Poi abbiamo cercato di sdrammatizzare, dicendo che ai giovani che loro avranno tante possibilità di giocare un Mondiale e invece noi no. Quando ha parlato il mister, ha messo un punto sul futuro e il futuro è adesso, come leggiamo sulla porta dello spogliatoio. Ci sono le basi per una risalita".
"Ne abbiamo parlato tra noi a Coverciano. La formula dei play-off per il Mondiale è assurda, ci ha penalizzato. Non si può affidare la qualificazione a una partita secca, dopo che una squadra ne ha giocate dieci nel girone. Così noi siamo andati fuori per un gol al 92', senza avere perso una sola volta nel girone, mentre in altri continenti ci sono squadre che andranno in Qatar avendo perso quattro o cinque volte"