Infantino: "La Fiorentina ha vinto, la Juve ha perso, l'Inter ha vinto. Va tutto bene"
di Matteo Dovellini , di Matteo DovelliniFIRENZE — "Se penso che l'Italia è rimasta fuori dai Mondiali per la seconda volta di fila, mi viene da piangere. Non solo a me ma anche a tutti i tifosi del calcio". Gianni Infantino, presidente della Fifa, torna sul tema della mancata qualificazione degli azzurri da Qatar 2022. Lo fa a margine dell'evento organizzato dalla Lega Pro, insieme al Comune di Firenze e alla Fondazione Museo del calcio, per ricordare lo storico dirigente ed ex presidente della Figc Artemio Franchi, a cento anni dalla sua nascita.
"È un'assenza molto pesante - continua Infantino - le maglie azzurre hanno fatto la storia dei Mondiali e se penso che sono due volte di fila che non si qualifica, dico che non è facile per i ragazzi e per noi che siamo cresciuti con questa idea di Italia. Pensare che una o due generazioni di ragazzi non arrivino ai Mondiali, fa riflettere. Bisogna pensare a come organizzare il calcio mondiale, perché adesso …
FIRENZE — "Se penso che l'Italia è rimasta fuori dai Mondiali per la seconda volta di fila, mi viene da piangere. Non solo a me ma anche a tutti i tifosi del calcio". Gianni Infantino, presidente della Fifa, torna sul tema della mancata qualificazione degli azzurri da Qatar 2022. Lo fa a margine dell'evento organizzato dalla Lega Pro, insieme al Comune di Firenze e alla Fondazione Museo del calcio, per ricordare lo storico dirigente ed ex presidente della Figc Artemio Franchi, a cento anni dalla sua nascita.
"È un'assenza molto pesante - continua Infantino - le maglie azzurre hanno fatto la storia dei Mondiali e se penso che sono due volte di fila che non si qualifica, dico che non è facile per i ragazzi e per noi che siamo cresciuti con questa idea di Italia. Pensare che una o due generazioni di ragazzi non arrivino ai Mondiali, fa riflettere. Bisogna pensare a come organizzare il calcio mondiale, perché adesso meno del 20% dei Paesi nel mondo può partecipare ai Mondiali. E c'è dunque un 80% che potrebbe farlo. Non dico quale sia la soluzione migliore: se farlo ogni due anni oppure se fare un'altra competizione ma bisogna dare un'opportunità e anche più speranza ad altri. Molti bambini non possono vivere queste emozioni, penso che sia un peccato. È importante per il calcio, ma in questo mondo sempre più diviso è fondamentale avere occasioni di unione, fare sport insieme e giocare in modo pacifico".