Mancini, confessioni azzurre: "Dopo la Macedonia ho pensato di lasciare la Nazionale"
di Matteo Pinci , di Matteo PinciFIRENZE - Non un senso di colpa. Non un messaggio di scuse, solo una timida ammissione: in questi due mesi passati dalla sconfitta con la Macedonia che ha escluso l’Italia dai Mondiali in Qatar del prossimo autunno, il ct Roberto Mancini s’è fatto sfiorare dal dubbio. Lasciare, nella sua testa, è stata una possibilità. Lo dice, dall'aula magna di Coverciano semi deserta, stringendo i denti quasi a non volerlo riconoscere: “È chiaro che uno ci pensi. Ma la gioia della vittoria dell’Europeo è stata così bella che vale la pena aspettare. Poi certo, non si sa mai”.
"Si poteva far di più per aiutarci prima di Italia-Macedonia"
Gli stimoli, quindi, li ha trovati nei ricordi. E li ha innaffiati con la speranza di replicare in futuro un successo come quello di Londra: “È chiaro ci sia delusione. Io ce l’ho ancora dentro, ma bisogna ricominciare. Mi sembra che i tifosi siano a…
FIRENZE - Non un senso di colpa. Non un messaggio di scuse, solo una timida ammissione: in questi due mesi passati dalla sconfitta con la Macedonia che ha escluso l’Italia dai Mondiali in Qatar del prossimo autunno, il ct Roberto Mancini s’è fatto sfiorare dal dubbio. Lasciare, nella sua testa, è stata una possibilità. Lo dice, dall'aula magna di Coverciano semi deserta, stringendo i denti quasi a non volerlo riconoscere: “È chiaro che uno ci pensi. Ma la gioia della vittoria dell’Europeo è stata così bella che vale la pena aspettare. Poi certo, non si sa mai”.
"Si poteva far di più per aiutarci prima di Italia-Macedonia"
Gli stimoli, quindi, li ha trovati nei ricordi. E li ha innaffiati con la speranza di replicare in futuro un successo come quello di Londra: “È chiaro ci sia delusione. Io ce l’ho ancora dentro, ma bisogna ricominciare. Mi sembra che i tifosi siano ancora attaccati, undici mesi fa abbiamo vinto un campionato d’Europa strameritandolo. Meritavamo di andare ai Mondiali, la partita con la Macedonia la dice lunga: una serie di episodi negativi hanno condizionato tutto”. Insomma, sfortuna. E magari responsabilità delle società che non gli hanno permesso di avere più giorni per preparare la partita: “Qualcosa di più poteva essere fatto”, dice Mancini.
"Abbiamo giovani bravi, perché non giocano in Serie A?"
Per inseguire un bis europeo ha iniziato un lavoro sui giovani, quelli ancora fuori dal giro azzurro: vorrebbe una stage mensile di un paio di giorni con i ventenni, intanto li ha iniziati a studiare: “Non possiamo cambiare tutta la squadra, ma possiamo inserire qualcuno dei giovani che hanno giocato meno. Giocare contro Inghilterra, Germania, Ungheria, può essere formativo. Abbiamo il girone più difficile della Champions, ma se ci presentiamo con qualche giovane può essere divertente”. Anche perché qualcuno lo ha apprezzato particolarmente. Non fa i nomi ma il messaggio – anche ai colleghi allenatori – è chiaro: “In questi tre giorni di stage ho visto ragazzi che non conoscevamo bene e ci sono alcuni bravi, ti chiedi: come è possibile che non giochino in Serie A? Quando ero ragazzo una volta al mese venivamo qua, erano due allenamenti, ma credo si possa fare anche adesso. Qualcuno lo terremo ancora qui: non perché sia stato migliore degli altri, ma per allenarli e valutare ancora meglio e farli un po’ migliorare lavorandoci la mattina: Hanno grandi qualità, possiamo far accorciare loro i tempi. Dobbiamo rimboccarci le maniche, cercare giocatori, con qualità, che possano essere veloci ad arrivare nella nazionale A”.
"Ringrazierò Chiellini"
Se il ricambio è pronto, la sensazione è che Italia-Argentina a Wembley mercoledì, la sfida un po’ amichevole un po’ “finalissima” tra la vincente dell’Europeo e i campioni del Sudamerica, possa essere la partita degli addii per tanti azzurri: “L’ultima in azzurro? Per alcuni sarà l’ultima della stagione, magari. Dobbiamo valutare anche altri e provare i giovani”. Unico certamente ai saluti è Chiellini: “Giorgio ha fatto la sua scelta, io credo che vada rispettata, non è stato neanche così semplice per lui. Ci parlerò per ringraziarlo, con cose che si dicono in intimità. È giusto abbia scelto di prendere un’altra strada”. Anche l’Italia forse è pronta a fare lo stesso.