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C'è Messi per l'Italia: la prima volta contro gli azzurri del (quasi) paisà

Lionel Messi  (ansa)
Il fuoriclasse, origini marchigiane, ha giocato con la Selecciòn 160 partite, ma quando le strade si sono incrociate con gli italiani è sempre stato bloccato per infortunio. Stavolta a Londra ci sarà: "In Qatar la squadra di Mancini sarebbe stata favorita..."
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Gigio Donnarumma durante uno degli ultimi allenamenti a Parigi, gli si è avvicinato e spintonandolo scherzosamente lo ha avvisato: "Oh Leo, vi ammazziamo". Chissà se Leo Messi ha colto la bonaria presa in giro del portiere che un anno fa, proprio a Wembley, s'è preso la coppa d'Europa. Di certo per lui, questa Finalissima contro l'Italia - operazione commerciale congiunta di Uefa e confederazione sudamericana da inserire nel quadro del continuo braccio di ferro politico con la Fifa - sarà una prima volta.

In questi anni Messi lo abbiamo visto a San Siro e allo Stadium. Lo abbiamo visto in lacrime allo stadio Olimpico e proiettato come un sogno - meglio, un'illusione - sul Duomo di Milano. Ma…

Gigio Donnarumma durante uno degli ultimi allenamenti a Parigi, gli si è avvicinato e spintonandolo scherzosamente lo ha avvisato: "Oh Leo, vi ammazziamo". Chissà se Leo Messi ha colto la bonaria presa in giro del portiere che un anno fa, proprio a Wembley, s'è preso la coppa d'Europa. Di certo per lui, questa Finalissima contro l'Italia - operazione commerciale congiunta di Uefa e confederazione sudamericana da inserire nel quadro del continuo braccio di ferro politico con la Fifa - sarà una prima volta.

In questi anni Messi lo abbiamo visto a San Siro e allo Stadium. Lo abbiamo visto in lacrime allo stadio Olimpico e proiettato come un sogno - meglio, un'illusione - sul Duomo di Milano. Ma non lo abbiamo mai visto contro l'Italia. Sembra incredibile, quasi un mistero: dal giorno del suo debutto (con espulsione), il 17 agosto del 2005, il marziano ha giocato 160 partite con la Seleccion. Ma le due volte in cui, da quel giorno, Italia e Argentina si sono pestate i piedi, lui non c'era. Alla vigilia di ferragosto del 2013 non si era potuto presentare all'Olimpico per un problema alla coscia, cinque anni dopo all'Etihad Stadium a tradirlo furono gli adduttori.

E pensare che la famiglia Messi in Italia ha le proprie origini. per la precisione nelle Marche, a San Severino, da dover partirono gli avi della mamma di Lionel, la signora Maria Celia Cuccittini. E proprio dal sindaco di San Severino Leo ha ricevuto la cittadinanza onoraria, che lo rende nei fatti anche un po' paisà. Ma non è l'unico laccio che lo lega all'Italia: anche da parte paterna Lionel ha origini del nostro Paese, visto che Angelo Messi, trisavolo della Pulga, lasciò Recanati nel 1883 per andare in Argentina. Magari è anche per questo che il fuoriclasse ha strizzato un po' l'occhio al nostro calcio: "L’Italia è campione d’Europa, se si fosse qualificata per la Coppa del Mondo sarebbe stata la favorita. Se fosse stata presente nel sorteggio, nessuno avrebbe voluto affrontarla, quindi per noi è un bel banco di prova". Magrissima consolazione.

A seguire la logica, sarà quindi l'Argentina campione del Sudamerica la favorita, adesso, in Qatar. Pensare che quel trofeo per Lionel sembrava una maledizione: nel 2015 e nel 2016 s'era arreso due volte in finale, sempre col Cile, sempre ai rigori: nemmeno la barba scaramantica che s'era fatto crescere come ex voto era servita. Ha dovuto perdere molto di più: a un mese da quel trionfo, è arrivato il divorzio dal Barça, trasformando l'estate del trionfo in quell'addio alla Catalogna e delle lacrime al Camp Nou, asciugate a Parigi con banconote qatarine. Ora l'Italia, l'ultimo tabù. In bocca al lupo, paisà Messi.