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Flick e il cantiere Germania: "L'Italia resta una grande, batterla per noi sarebbe importante"

Hansi Flick
Hansi Flick  (reuters)
Il nuovo ct tedesco fa i complimenti a Mancini ("Agli Europei annamo tifato tutti per lui") e prosegue la ricostruzione dopo l'eterno Loew. Chiare le idee sulla Mannschaft: "Riportarla dove deve stare, ai suoi livelli tra le migliori del mondo. Questo ciclo di partite di giugno in Nations League è essenziale per noi"
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La nuova era della Germania, dopo i 15 intensi anni di Joachim Loew, è targata Hans-Peter Flick, il tecnico che nel 2020 ha guidato il Bayern di Monaco alla conquista della Champions nella Final Eight di Lisbona e che trova contro l'Italia, nella prima partita della Nations League, un'avversaria classica del calcio tedesco, ridotta però stavolta all'inconsueto ruolo di sparring-partner: "Siamo rimasti tutti sorpresi dal fatto che non si sia qualificata per il Mondiale. Ma questo dimostra che si può inciampare anche con le squadre più piccole e che bisogna sempre tenere alta la soglia dell'attenzione". Flick confessa di avere tifato per gli azzurri, durante l'Europeo: "Tutti abbiamo fatto il tifo per l'Italia, per come giocava, per il suo spirito, per il suo calcio offensivista. Davvero sono un ammiratore di Mancini per quello che ha saputo dare alla sua squadra, per l'identità non solo tattica che le ha garantito, per il suo lavoro fantastico. Sono sicuro che saprà costruire di nuovo un gruppo vincente".

"Battere una grande come l'Italia sarebbe fonfamentale"

Il nuovo ct della Germania è uno sperimentatore, il suo è in parte ancora un cantiere, però di lusso: "Battere una squadra come l'Italia, una grande squadra, sarebbe molto importante: vincere aiuta sempre, partite di questo livello sono fondamentali, vogliamo entusiasmare i nostri tifosi. Tutti i miei giocatori vogliono migliorarsi, abbiamo lavorato bene a Marbella e poi qui al centro tecnico in Germania. Abbiamo parlato di come dobbiamo lavorare. A me piace la chiarezza: sul modulo, sul lavoro difensivo, sulla velocità di azione. Le nozioni le abbiamo impartite, speriamo che i giocatori le abbiano recepite".

"Giocare con coraggio"

La tattica sarà aggressiva: "Cercheremo di mettere l'Italia sotto pressione e di essere coraggiosi come lo siamo stati a marzo contro l'Olanda. Certo, non è facile rientrare nel ritmo partita dopo 3 settimane di pausa". Una cosa è certa: le sostituzioni serviranno e qui la Germania, con la sua rosa ricca e intercambiabile, ha un certo vantaggio, perché l'avversario in più, a Bologna, sarà la temperatura: "L'abbondanza non è mai una cattiva cosa, permette di scegliere. Sfrutteremo le sostituzioni, farà molto caldo. Ma la Nations League darà forti motivazioni". Sarà in qualche modo una prova ambientale per il Mondiale del Qatar, altra anomalia del calendario, visto che per la prima volta si giocherà d'inverno: "Ci stiamo preparando già, anche se nello specifico vedremo a novembre. Dal primo allenamento sappiamo dove vogliamo andare, svilupparci, crescere".

Al Bayern un caso Gnabry

L'obiettivo è quello storico, il solito: "Portare la Germania dove deve stare, ai suoi livelli tra le migliori del mondo. Questo ciclo di partite di giugno in Nations League è essenziale per noi. Analizzeremo tutti i dati e a settembre ci concentreremo sugli aspetti da migliorare". C'è un caso di mercato: Gnabry, che non ha firmato il rinnovo del contratto col Bayern, e che era stato accostato tra i vari club possibili al Real Madrid, al Liverpool e anche alla Juventus: "Serge è un attaccante molto flessibile, un eclettico, e dopo Lewandowski è stato il goleador. Non credo che ci siano motivazioni economiche alla base della sua situazione. Io non penso che andrà via dal Bayern, ma ciò che spero è che giochi dove è contento e dove può ulteriormente crescere. Intanto è qui con noi". E la Mannschaft, assicura Kimmich, che è uno dei leader in Nazionale e nel Bayern, è un buon modo per affrontare poi le questioni extracalcistiche con lo spirito giusto: "Quando ci sono partite come questa contro l'Italia, un calciatore professionista ha una sola priorità: godersele. Servono a capire a che livello siamo, sono partite speciali. Poi si pensa al resto. Io posso solo dire che Gnabry è uno dei miei migliori amici. E che sarò felice se lui lo sarà, qualunque decisione prenda".

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