Da stagista della Nazionale a uomo chiave di Italia-Germania. Wilfried Gnonto, attaccante dello Zurigo, ha esordito in azzurro al 65' e cinque minuti dopo ha servito a Pellegrini l'assist del vantaggio. "È stata una settimana emozionante - ha detto a Rai Uno a fine partita -. Ho avuto l'occasione dello stage che mi ha concesso il ct Mancini e l'ho sfruttata al massimo. Mi godo il momento, ogni allenamento, essere qui è un onore e un privilegio".
Gnonto: "Un attaccante deve rischiare"
Forza, tecnica, talento. Nella giocata che ha portato in vantaggio l'Italia c'è stato tutto questo. "Sapevo che Kehrer era ammonito, quindi non ho pensato ad altro che a puntarlo, che ad andare all’uno contro uno. La palla che ho messo è la più difficile per il portiere e per i difensori. Un attaccante deve prendersi dei rischi, avere il coraggio di scegliere".
Gnonto: "Sono arrivato fin qui grazie ai miei genitori"
E di coraggio, Gnonto, 18 anni, ne ha avuto quando ha lasciato le giovanili dell'Inter per andare a fare esperienza in Svizzera. "A questa età bisogna giocare. So di aver rischiato molto lasciando i nerazzurri, la mia comfort zone, per andare a giocare in un altro campionato. Per fortuna i miei genitori e i miei procuratori hanno reso la mia scelta facile".
Gnonto: "Mi chiamavano 'il latinista' del gol"
Padre operaio, madre cameriera, Gnonto è un ragazzo di Verbania. "Ai miei genitori devo tutto, da quando ero piccolo hanno fatto tanti sacrifici per me. Spero siano soddisfatti e orgogliosi. Da ragazzo mi chiamavano il latinista del gol, perché ho fatto il classico per qualche anno e il latino mi piaceva molto. Quale calciatore ammiro? Provo a essere duttile e determinante come Sterling".