CESENA - Quindicimila biglietti venduti e l'entusiasmo della gente: l'accoglienza della Romagna per la Nazionale non risente della batosta del Mondiale mancato. L'attesa, però, è anche per qualche nuovo debuttante, dopo i sei visti con la Germania. Mancini non esclude l'eventualità: "Da qui alla fine del girone altri ragazzi esordiranno. Non dico la formazione perché devo ancora fare la lista dei 23, ci saranno un po' di cambi sicuramente: non credo tutti, ma molti sì". Nel trio di centrocampo il cambiamento potrebbe riguardare il ruolo del giocatore davanti alla difesa, perché le partite ravvicinate impongono il dosaggio, ma il ct non esclude l'impiego di Cristante, anche se il ballottaggio è aperto e nella rifinitura è stato provato anche Scalvini: "In generale Locatelli per me è più una mezzala, Cristante ed Esposito sono gli unici che possono giocare da playmaker".
Di sicuro l'idea del possesso palla, che all'Europeo era stata il marchio azzurro, non è accantonata, ma l'assenza di Jorginho e Verratti la rende più complicata: "Non c'è una ricetta particolare, si può vincere con tutti i sistemi. Forse con la Germania nella prima mezzora non siamo riusciti a prenderli in alto, ma poi si è visto totale equilibrio, li pressavamo bene. Nel possesso palla, senza Jorginho e Verratti, c'è più difficoltà, c'è bisogno di un po' di tempo per ritrovarla". Donnarumma vuole giocare nonostante la lussazione al dito e Mancini ammette che si tratta di un segnale importante: "Per me rimane il migliore portiere d'Europa. Ha un po' sofferto l'alternanza nel Psg con Navas, essendo portiere. Ha un piccolo problema fisico, valuteremo domani e se se la sente gioca. Sono rimasti anche Bonucci e Belotti, ai quali avevo detto di andare a riposarsi. Il gruppo, comunque, si ridurrà ancora nei prossimi giorni. Qualcuno tornerà certamente a casa in anticipo".
Scamacca potrebbe essere risparmiato in vista delle trasferte in Inghilterra e in Germania, comunque ha superato l'esame: "Ha tutte le qualità per diventare un centravanti molto forte: è completo, ha tecnica, forza, velocità, magari deve nonostante sia alto deve migliorare un po' lo stacco. Però non dimentichiamoci che è al primo anno da titolare in serie A, può diventare un grande attaccante". Su Gnonto il pronostico deve essere più prudente, ma anche lui ha convinto a Bologna: "Ha 18 anni, è un ragazzo, non gli va data tanta pressione, gli va concesso il tempo di crescere e di migliorarsi. Per l'età che ha sa giocare a calcio come pochi ed è molto veloce: una qualità che ai nostri attaccanti mancava. Il ruolo più adatto per lui è seconda punta, ma può fare anche l'esterno. La cosa importante è che un ragazzo intelligente, la sua qualità migliore". Il duello col ct dell'Ungheria, l'italiano Marco Rossi, è speciale: "Marco è stato mio compagno di squadra alla Sampdoria, è un ragazzo perbene e sta facendo un grande lavoro, straordinario. L'Ungheria ha battuto anche con merito l'Inghilterra e all'Europeo ha pareggiato con Francia e Germania: squadra fisica, difficile da affrontare. Difende molto bene, ha tre centrali forti fisicamente. Non sarà una partita scontata o semplice, del resto questo tipo di partite non esiste più".
Barella e la maglia da onorare
Lo stakanovista azzurro - 57 partite giocate finora in stagione - non vuole fermarsi: è un implicita critica a quei compagni che nei giorni scorsi hanno lasciato in anticipo il ritiro? "Non sta a me dire se la Nations League è un torneo superfluo, certo questo è un periodo dell'anno in cui c'è tanta stanchezza. Ma vestire questa maglia deve essere sempre un onore e non un peso. Non sono tra quelli ai quali il mister ha dato il permesso di andare a casa. Quando indossi questa maglia, non esiste stanchezza". L'annata di gioie e dolori ha lasciato tracce, ma Barella non rimane sul colpo: "E' un dispiacere enorme non essere andato al Mondiale e non avere vinto lo scudetto. Ma non può andare sempre tutto bene, voglio di apprendere più che posso ed essere equilibrato nella vittoria e nella sconfitta. Abbiamo dominato il nostro girone in tutte le partite, poi dispiace essere usciti con la Macedonia in una partita che avremmo dovuto vincere 3-0 o 4-0. Avevo vissuto la prima eliminazione da casa ed ero stato male, per la seconda mi sono sentito doppiamente male, perché ero protagonista in negativo. Ma se avessimo saputo che cosa bisognava fare per evitare l'eliminazione, l'avremmo fatta. Possiamo solo cercare di fare un grande Europeo per rimediare".