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Italia-Ungheria 2-1: gol di Barella e Pellegrini, azzurri in testa al girone di Nations League

Pellegrini festeggiato dai compagni dopo il gol del 2 a 0 (ansa)
A Cesena la squadra di Mancini ritrova il successo piegando i magiari grazie alle reti nel primo tempo dei centrocampisti di Inter e Roma, nella ripresa autogol di Mancini
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CESENA - La vulgata vuole che l'Italia abbia gettato via il biglietto per il Mondiale soprattutto con i due rigori sperperati da Jorginho con la Svizzera. Ma il 2-1 di stasera all'Ungheria (prima vittoria in partite ufficiali dopo quella col Belgio a ottobre), nel girone di Nations League che adesso gli azzurri comandano perché la Germania si è fatta agguantare nel finale sull'1-1 dall'Inghilterra, alimenta ulteriori rimpianti per i pareggi contro Bulgaria e Irlanda del nord, inferiori all'Ungheria, e naturalmente per la beffa di Palermo con la Macedonia del nord. Poiché tuttavia non c'è più nulla da fare, conviene prendere atto che il nuovo ciclo comincia dalla ritrovata capacità di battere gli avversari abbordabili e di segnare con una certa facilità. La sicurezza tattica è l'altro aspetto convincente e per nulla accessorio. Con la Germania la scioltezza nel contropiede era nata in fondo da una scelt…

CESENA - La vulgata vuole che l'Italia abbia gettato via il biglietto per il Mondiale soprattutto con i due rigori sperperati da Jorginho con la Svizzera. Ma il 2-1 di stasera all'Ungheria (prima vittoria in partite ufficiali dopo quella col Belgio a ottobre), nel girone di Nations League che adesso gli azzurri comandano perché la Germania si è fatta agguantare nel finale sull'1-1 dall'Inghilterra, alimenta ulteriori rimpianti per i pareggi contro Bulgaria e Irlanda del nord, inferiori all'Ungheria, e naturalmente per la beffa di Palermo con la Macedonia del nord. Poiché tuttavia non c'è più nulla da fare, conviene prendere atto che il nuovo ciclo comincia dalla ritrovata capacità di battere gli avversari abbordabili e di segnare con una certa facilità. La sicurezza tattica è l'altro aspetto convincente e per nulla accessorio. Con la Germania la scioltezza nel contropiede era nata in fondo da una scelta forzata, perché concedere il possesso palla era quasi ovvio, date la superiore tecnica dei tedeschi e l'assenza dei palleggiatori Jorginho, Verratti e Insigne. Stavolta invece, visto l'attendismo dell'Ungheria e considerato il problema del gol, serviva la capacità di variare di continuo lo spartito: c'è stata.

Col tridente leggero Politano-Raspadori-Gnonto, con Cristante davanti alla difesa e con la licenza a Barella e Pellegrini di infilarsi nei corridoi utili, Mancini ha varato un ibrido tra il 4-1-4-1 di Bologna e il 4-3-3 dell'Europeo. Il palleggio mancava comunque: i lanci di Cristante e di Gianluca Mancini, surrogato di quelli di Bonucci, miravano invano a premiare le discese di Spinazzola, preziosa risorsa riscoperta, e le sponde di Raspadori, centravanti di manovra sovrastato dall'Orban marcatore sotto gli occhi dell'Orban premier ungherese. Gnonto, a sinistra, si inseriva con difficoltà nell'azione. Ma dopo un suo tiro al volo mancato e una parata del neocapitano Donnarumma su diagonale di Sallai, il ct si è alzato dalla panchina e ha intimato a gesti il 3-2-5 offensivo, marchio tattico dell'Europeo, magari non proprio ortodosso: doppio regista Cristante-Barella, ali Spinazzola e Politano, incursore Pellegrini, duo di punta ravvicinato Gnonto-Raspadori. L'effetto è stato immediato. La manovra del gol ha riportato all'Europeo: sventagliata di Cristante, conversione e cross basso di Spinazzola, velo di Pellegrini e destro da fuori di Barella che ora è a quota 8 gol in 38 presenze azzurre, media quasi da attaccante.

Il vantaggio ha liberato il fanciullino che è nella squadra - in mattinata si era allenata a San Mauro Pascoli - e in particolare in Raspadori, che ha spalancato con tocco fulmineo la prateria per Pellegrini, troppo altruista nell'appoggio per Gnonto, anticipato da Nego. Tuttavia il 2-0 è arrivato prima dell'intervallo, ancora in stile Europeo: Politano ha offerto dal fondo a Pellegrini il secondo gol consecutivo.

L'Ungheria sembrava a un passo dal crollo, quando Politano ha schiaffeggiato la traversa e Barella, smarcato da Gnonto, si è allungato la palla in area. Però l'Italia si è distratta all'improvviso e il ct non ha nascosto il disappunto: la manata alla panchina non era solo per lo sciagurato autogol dell'omonimo Gianluca Mancini in scivolata, sul cross basso di Fiola, quanto per la libertà concessa al crossatore. Ma il supplemento di apprensione è dipeso più che altro dal punteggio in bilico e dalla stanchezza. Il debutto finale dell'ex Cesena Zerbin (mentre cominciavano le cariche della polizia per gli scontri con gli ultrà del Cesena) è già il settimo del nuovo ciclo. Sabato 11 a Wolverhampton è in programma la riedizione della finale europea di Wembley. L'Inghilterra, se non vince, rischia la serie B della Nations League.

Italia-Ungheria 2-1 (2-0)
Italia (4-3-3): Donnarumma, Calabria, G.Mancini, Bastoni, Spinazzola (30'st Dimarco), Pellegrini (20'st Locatelli), Cristante, Barella (39'st Tonali), Politano (30'st Belotti), Raspadori (39'st Zerbin), Gnonto. (20 Cragno, 21 Meret, 2 Di Lorenzo, 4 Luiz Felipe, 7 Esposito, 12 Pessina, 19 Bonucci). All.: Mancini.
Ungheria (3-4-2-1): Dibusz, Lang, Orban, Szalai, Nego (12'st Fiola), A.Nagy (12'st Styles), 13 Schafer (42'st Adam), Z.Nagy (36'st Bolla), Sallai, Szoboszlai, Szalai (42'st Vancsa). (1 Gulacsi, 22 Szappanos, 3 Kecskes, 11 Salloi, 15 Barath, 21 Spandler. 23 Vecsei). All.: Rossi.
Arbitro: Scharer (Svi).
Reti: nel pt 30' Barella, 45' Pellegrini; nel st 16' G.Mancini (aut).
Recupero: 0' e 4'.
Angoli: 9 a 5 per l'Italia.
Ammoniti: Barella, Schafer, Cristante per gioco falloso.
Spettatori: 14.942 per un incasso di 239.328 euro.