Southgate: "Giocare a porte chiuse è imbarazzante per un paese come l'Inghilterra"
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico Currò“Giocare a porte chiuse è imbarazzante per l’Inghilterra, imbarazzante come Paese”. Alla vigilia della partita di Nations League con l’Italia a Wolverhampton la frase del ct inglese Gareth Southgate da Saint George’s Park, il centro tecnico della federazione calcistica inglese, contiene un’implicita ammissione di colpa da parte dell’intero movimento calcistico di cui la Nazionale rappresenta il simbolo: “Io non sono sicuro che molte di quelle persone che hanno causato gli incidenti dello scorso anno a Wembley fossero tifosi. Ne abbiamo già parlato tante volte, sia dopo la finale sia quando è stata data la prima sanzione dell’Uefa. No, non penso che quelle persone fossero tifosi”.
Southgate, per illustrare il concetto, utilizza la recente trasferta in Germania dei fans dell’Inghilterra, per seguire la partita della seconda giornata della Nations. Sette inglesi sono stati arrestati prima della gara per avere fatto il saluto nazista e aggredito e insultato la polizia tedesca e per “comportamento antisociale alimentato dall’alcol”, ma il ct sottolinea che si è trattato di una minoranza: “La stragrande maggioranza dei nostri tifosi si è comportata benissimo. A loro va il nostro ringraziamento, perché l’opinione comune sui tifosi inglesi è negativa e loro invece hanno meritato elogi”.
Quanto all’aspetto tecnico, secondo il ct inglese la stanchezza accumulata nel corso di un’estenuante stagione non condizionerà la formazione da opporre agli azzurri, anche se sono ipotizzabili alcuni cambi rispetto alla squadra schierata a Monaco di Baviera: Philips e Foden, in particolare, sono in dubbio per i rispettivi problemi fisici: “Tutti in teoria sono in grado di giocare, ma certo tra le valutazioni che devo fare c’è la freschezza degli undici che metterò in campo dall’inizio. Questa partita rappresenta una buona opportunità per chi finora ha giocato meno: è un confronto di alto livello e può permettere a qualcuno di misurarsi tatticamente contro avversari forti. Se un giocatore viene convocato in nazionale, significa che è stato all’altezza col suo club e che merita un’occasione. Sul piatto della bilancia dobbiamo mettere la necessità di vincere le partite, ma anche la necessità di conoscere i giocatori e di fare in modo che accumulino esperienza”.