MOENCHENGLADBACH — La partita con la Germania, per la quarta giornata del girone di Nations League che l'Italia comanda, riconsegnerà ai club giocatori giovani valorizzati da Mancini anche dal punto di vista economico. Ma il ct non si aspetta alcun grazie, solo la possibilità di tirare avanti per questa strada: "No, il grazie non è importante per me. Lo è il fatto che i ragazzi più giovani si siano allenati con altri più esperti: così sono migliorati anche a livello di personalità, perché tecnicamente erano già bravi". Ci saranno cambi di formazione ("ne prevedo abbastanza, dopo 25 giorni di ritiro è normale"), ma a non cambiare sarà la filosofia del rinnovamento: "Sotto un certo aspetto siamo più avanti di quanto mi aspettassi. Abbiamo fatto un buon lavoro, c'è da fare ancora tanto. Nel momento in cui inizieremo a essere dominanti come lo siamo stati nel ciclo precedente e fluidi in fase realizzativa, saremo un bel passo avanti".
L'importanza dello stage per i giovani
Pescare in Serie B o all'estero o nelle giovanili dei club: il setaccio di un ct non era mai stato di questa portata: "Serve andare a pescare ovunque, ma i giocatori della B magari a volte sono in prestito dai club di Serie A, che li mandano altrove perché si facciano le ossa. Certo, si può cercare in B, nelle giovanili, nelle squadre Primavera. Ci sono tanti esempi nella storia: bisogna andare a cercare e qualcosa troveremo sicuramente". L'istituzionalizzazione degli stage per giovani a Coverciano è il prossimo passo: "Sì, può essere importante, perché ci dà la possibilità di conoscere i ragazzi un po' più da vicino. Dopo, un ragazzo è un po' più pronto. Va considerato che stavolta ne abbiamo lasciati indietro diversi, per via dei play-off della B, dell'Under 21, delle finali Primavera. Noi vediamo le capacità e chiamiamo i ragazzi: se poi sfruttano l'occasione, li chiamiamo ancora". Le Leghe di A, B e C hanno comunque dato l'ok in Consiglio federale a questi stage: "Quando ero ragazzo, questi raduni c'erano sempre. Non ricordo quando sono stati tolti, però c'erano".
L'Italia e il problema del gol
Il problema del gol, che alla Nazionale è costato il Mondiale, non è stato risolto da questa Nations League ed è fatale che il vero centravanti di ruolo schierato dal ct - Scamacca - sia diventato il giocatore più sotto osservazione: "L'altra sera in Inghilterra è uscito distrutto, vediamo come sta oggi. Deve imparare a muoversi con la squadra, deve farla salire in avanti, col fisico che ha, e iniziare a fare quello che fa di norma un attaccante: in area deve avere l'intuizione della punta, per capire dove andrà a finire il pallone. Se uno sta fermo ad aspettare, difficilmente fa gol".
Altri tre possibili esordi
Scalvini, Luiz Felipe e Caprari, nelle intenzioni del ct, esordiranno tutti e tre, magari a partita in corso: "Scalvini è un ragazzo forte, può giocare in più ruoli, ha tecnica e fisico: deve solo fare esperienza. Io vorrei farli debuttare tutti e tre, anche Luiz Felipe può diventare un grande difensore. Caprari è stato fermato da un piccolo infortunio". A settembre il recupero di Chiesa e Berardi, attaccanti ma anche rifinitori, dovrebbe migliorare la squadra nell'ultimo passaggio. Per il momento a migliorare potrà essere linea mediana, attaccando di più: "La mediana deve fare la stessa cosa che ha fatto contro l'Ungheria: uno solo deve rimanere in copertura e gli altri devono attaccare. Nell'area avversaria devono arrivare in molti". A settembre, invece, non è chiaro se ci sarà o meno Insigne, che ne frattempo avrà cominciato la sua esperienza a Toronto: "Lorenzo ci ha dato tanto. Bisogna vedere che cosa farà lì: dipenderà dal campionato americano".
Mancini: "I giovani devono poter sbagliare"
Non sarà automatico che i nuovi azzurri facciano subito bene: "A un giovane va data la possibilità di sbagliare. Ricordo quando Radice mi fece giocare per la prima volta in prima squadra, nel 1981. Entro in campo, arriva la prima palla e io mi dico: adesso che cosa faccio? Ho alzato il piede e la palla è passata. Questo per dire che all'inizio è sempre difficile. Ma se uno ha qualità, ha fisico, ha gamba, è solo questione di tempo". La Germania, stavolta, appare più talentuosa dell'Italia, che però può compensare col gioco: "Anche loro giocano bene e rispetto al passato anche meglio. Hanno talmente tanto talento che tengono bene il campo, fanno un possesso palla ottimo: sono una delle migliori squadre al mondo. Noi abbiamo la vivacità dei giovani, ma loro sono forti". Il bilancio di queste due settimane di partite sarà completo solo dopo la quinta, ma un primo consuntivo Mancini già può farlo: "Sono stati giorni belli per il lavoro. Solo con l'Argentina non abbiamo giocato bene, un po' come ci era capitato nel 2018 con la Francia. Ma sono solo due partite in quattro anni, ci può stare".