Processo alla Nazionale, da Mancini ai giocatori tutti sotto esame
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròMOENCHENGLADBACH - Minimizzare la terza grande batosta subita dall'Italia nella stagione 2021-22, per molti versi la più traumatica della sua storia lunga 122 anni, è un esercizio decisamente acrobatico. Ci sono state fasi della partita in cui la Germania ha fatto una specie di torello, c'è stato un tentativo di pallonetto chilometrico a Donnarumma ai confini dello sfottò e sullo 0-5 è scoccata sul prato del Borussia Park qualche scintilla, non certo d'amore, con gli avversari pronti a infierire. Il palese nervosismo è fatalmente sconfinato nel dopogara, anche se Barella ("tutto, in campo, si esaurisce quando l'arbitro fischia la fine") ha evitato a nome di tutti la ricerca degli alibi: "I tifosi italiani non si meritano un risultato del genere".
MOENCHENGLADBACH - Minimizzare la terza grande batosta subita dall'Italia nella stagione 2021-22, per molti versi la più traumatica della sua storia lunga 122 anni, è un esercizio decisamente acrobatico. Ci sono state fasi della partita in cui la Germania ha fatto una specie di torello, c'è stato un tentativo di pallonetto chilometrico a Donnarumma ai confini dello sfottò e sullo 0-5 è scoccata sul prato del Borussia Park qualche scintilla, non certo d'amore, con gli avversari pronti a infierire. Il palese nervosismo è fatalmente sconfinato nel dopogara, anche se Barella ("tutto, in campo, si esaurisce quando l'arbitro fischia la fine") ha evitato a nome di tutti la ricerca degli alibi: "I tifosi italiani non si meritano un risultato del genere".
Il contrappasso dell'Europeo
In effetti la stagione del post Europeo, del titolo vinto contro pronostico e con un gioco bellissimo, è diventata un contrappasso. Lo spiegano perfettamente i numeri: le valutazioni tecniche e tattiche sono spesso opinioni, i risultati no. Nel 2021-22 l'Italia ha giocato 14 partite. Ne ha vinte 4, pareggiate 6 e perse 4, ma purtroppo sono state tutte sconfitte dolorosissime. L'1-2 di Milano con la Spagna, nella semifinale della Final Four della scorsa Nations League, si è rivelato un allarme inascoltato: ogni volta che hanno dovuto affrontare una squadra più tecnica (Spagna, Argentina, Germania) gli azzurri privati del possesso palla, determinante all'Europeo, non hanno mai esibito un credibile piano B. O il palleggio riusciva oppure niente, al massimo i rinvii spicci e il contropiede. Così l'impronosticabile 0-1 di Palermo con la Macedonia del nord ha scritto la seconda consecutiva mancata qualificazione al Mondiale.
Lo 0-3 con l'Argentina nella Finalissima di Londra tra campioni d'Europa e del Sudamerica, umiliazione bissata appunto col suddetto 2-5 in Germania, è diventato unità di misura della differenza tecnica tra gli azzurri e le favorite del Mondiale. Ma anche i pareggi hanno fatto malissimo alla Nazionale. Lo 0-0 e l'1-1 contro la Svizzera, con i due rigori sbagliati da Jorginho, hanno precluso all'Italia il viaggio in Qatar quanto l'1-1 con la Bulgaria e lo 0-0 in Irlanda del nord, mentre l'1-1 di Bologna con la Germania e lo 0-0 di Wolverhampton con l'Inghilterra - squadre entrambe in vena di esperimenti sulla rotta per il Mondiale - hanno un po' illuso: in 5 partite su 14 la Nazionale non è riuscita a segnare nemmeno un gol.
A settembre a Milano spareggio con l'Inghilterra
Moenchenglabach ha definitivamente impedito i voli di Pindaro, che del resto Mancini stesso non ha assecondato, riconoscendo che "la Germania è molto più forte di noi". Ma perfino le 4 vittorie non sono dorate: il 5-0 alla fragile Lituania, il 2-1 nella finalina di Nations col Belgio, che ha colpito pali e traverse, il 3-2 di Konya sulla Turchia, in amichevole, il 2-1 sull'Ungheria nell'attuale Nations, con piccolo patema finale. Né il dato in pareggio dei gol fatti e subiti (18 e 18) può essere giudicato confortante: senza i 5 segnati alla Lituania la differenza reti sarebbe in serio difetto. Non si può tacere come il confronto con tre favorite del Mondiale - Spagna, Argentina, Germania - sia stato tecnicamente impietoso. L'Italia non va in Qatar, ma se si fosse qualificata avrebbe rischiato figuracce. Derubricare la disfatta di Moenchengladbach a incidente di percorso, fisiologico nel percorso di rinnovamento, pare un atto troppo autoassolutorio.
Nessuno pensa di sminuire il valore dell'Europeo tatticamente rivoluzionario di Mancini, né l'impresa dei suoi giocatori, né il promettente debutto dei neofiti da lui scovati e lanciati (Gnonto, Gatti, Scalvini), né il peso delle assenze croniche per infortunio (soprattutto Chiesa, ma anche Spinazzola durante le qualificazioni a Qatar 2022). Però nessuno può immaginare che un'altra stagione come quella appena conclusa possa essere archiviata senza scossoni. Il 9 ottobre prossimo a Francoforte il sorteggio dei gironi di qualificazione a Euro 2024 avrà come criterio per l'assegnazione delle teste di serie il piazzamento in Nations League, dove diventa dunque fondamentale evitare la retrocessione in Lega 2. Italia-Inghilterra del 23 settembre a Milano, riedizione al ribasso della finale di Wembley 2021, e Ungheria-Italia del 26 a Budapest non saranno partite qualsiasi: per Mancini, per la Figc di Gravina e per un gruppo di giocatori, vecchi e nuovi, che nella stagione più amara per la Nazionale hanno gettato al vento buona parte del credito dell'Europeo.