Mancini: "L'azzurro va amato sempre. Con l'Inghilterra voglio spirito di squadra"
di Enrico Currò , di Enrico CurròFIRENZE - "Contano le scelte tecniche prima di tutto, ma poi i giocatori devono essere contenti di essere qui, non certi mesi sì e certi mesi no". Il messaggio duro di Mancini sembra chiaramente diretto a Zaccagni, Lazzari e probabilmente anche a Zaniolo, che non sono stati convocati per quest'ultima tornata della Nations League. Nella finestra di giugno tornarono a casa prima del tempo per presunti guai fisici, fonte di più di un sospetto sul fatto che volessero partire per le vacanze. Il ct ha chiarito il suo punto di vista alla vigilia di Italia-Inghilterra. È l'ufficializzazione del codice etico non scritto, del giro di vite in corso.
Un momento delicatissimo
Il momento è molto deli…
FIRENZE - "Contano le scelte tecniche prima di tutto, ma poi i giocatori devono essere contenti di essere qui, non certi mesi sì e certi mesi no". Il messaggio duro di Mancini sembra chiaramente diretto a Zaccagni, Lazzari e probabilmente anche a Zaniolo, che non sono stati convocati per quest'ultima tornata della Nations League. Nella finestra di giugno tornarono a casa prima del tempo per presunti guai fisici, fonte di più di un sospetto sul fatto che volessero partire per le vacanze. Il ct ha chiarito il suo punto di vista alla vigilia di Italia-Inghilterra. È l'ufficializzazione del codice etico non scritto, del giro di vite in corso.
Un momento delicatissimo
Il momento è molto delicato. Nell'aula magna di Coverciano le foto dei ct che hanno vinto i sei titoli mondiali ed europei della Nazionale - Pozzo, Bearzot, Lippi, Valcareggi, Mancini - sono un arredo ingombrante, il giorno prima di Italia-Inghilterra, altra riedizione della finale europea di Wembley, che a San Siro accompagnerà la Nazionale verso il suo malinconico finale del 2022 da spettatrice del Mondiale. È Mancini stesso a rivelare i suoi sentimenti contrastanti: "Le sfide sono belle, soprattutto quando si parte dalle difficoltà. L'Europeo vinto dopo 50 anni rimarrà per sempre lì, nessuno lo può togliere. Oggi i problemi ci sono, anche per via delle assenze, sappiamo già che Tonali non potrà esserci nemmeno a Budapest. Ma troveremo le soluzioni. Ci troviamo ancora in ballo per la Final Four, nonostante i guai. Non sarà una partita facile, l'Inghilterra è una grande squadra, una tra le migliori al mondo, piena di talento, di giocatori giovani e forti. Ha perso due volte con l'Ungheria soltanto perché a fine stagione i calciatori inglesi arrivano stanchissimi, con tutte le partite che fanno".
Nessun allarme retrocessione
L'allarme per l'ipotetico rischio di retrocessione in Lega B viene ridimensionato dal ct: "Non sono preoccupato, magari è un momento delicato per le assenze e per il fatto che loro, a inizio stagione, fisicamente stanno meglio rispetto a giugno". Manca un po' di entusiasmo, hanno detto nei giorni scorsi Raspadori e Immobile: "L'entusiasmo c'è sempre, soprattutto in vista di una partita così bella, che qualcosa ci ricorda". La chiave tattica è il dilemma sul sistema di gioco, tra il 4-3-3 dell'Europeo e l'alternativa del 3-5-2 o del 4-4-2: "Se cambiando modulo si vincesse, lo cambieremmo tutte le partite, ma purtroppo non è così. La nostra Nazionale ha un'identità, certo poi il modulo si deve adattare al tipo di giocatori che ci sono in quel determinato momento. Quattro anni fa, con giocatori bravi tecnicamente, dovevamo gestire il gioco, cercando di non allungarci sul campo". L'impiego di Gabbiadini, la cui ultima partita in maglia azzurra risale al fatale spareggio di San Siro con la Svezia, cinque anni fa: "Avrei voluto chiamarlo prima, ha avuto problemi fisici. Qui un esterno mancino serviva, non è che ne abbiamo tanti". Per Mancini è una fase delicata, proprio mentre i sui colleghi degli altri sport di squadra, De Giorgi nel volley, Volandri nel tennis, Pozzecco nel basket, Campagna nella pallanuoto, stanno incontrando successi: "Ho fatto i complimenti a tutti i ct delle altre Nazionali. Lo sport dà soddisfazioni, a volte capita di soffrire, quando si perde. A Milano voglio vedere soprattutto tre cose: lo spirito di squadra, giocare bene e giocare semplice".
L'accordo con Ita
La Figc ha annunciato l'accordo con Ita Airways: nei prossimi due anni tutte le 23 Nazionali di calcio italiane viaggeranno sugli aerei della compagnia di bandiera, colorati di azzurro, alcuni col nome dei grandi eroi dei 112 anni della Nazionale, da Bearzot a Paolo Rossi. Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha presentato la nuova partnership insieme all'amministratore delegato di Ita, Fabio Lezzerini: "Si tratta di un connubio naturale. Cercheremo di onorare il marchio in giro per il mondo. Il calcio è una delle nostre eccellenze". In questo momento assai meno dei tempi più gloriosi, che Lezzerini ha sottolineato con un paragone impegnativo: "Nel 2019 l'Italia esportava passeggeri, adesso li importa. Abbiamo quattro stelle mondiali, più di chi sostiene di avere inventato il calcio". È esplicita l'allusione all'Inghilterra. L'avversaria di domani, sconfitta l'anno scorso a Wembley nella finale dell'Europeo, però andrà al Mondiale.