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Nazionale, Di Lorenzo: "Battere l'Inghilterra, dobbiamo farlo anche per Vialli"

Di Lorenzo
Di Lorenzo 
Il difensore ricorda l'attaccante scomparso a gennaio: "Sentiamo la sua assenza, ne parliamo nelle nostre chat di gruppo. Era sempre bello ascoltare le sue parole"
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FIRENZE - Tra una piccola cabala e una canzone da scegliere è arrivata al secondo giorno l'avventura in Nazionale di Mateo Retegui. La canzone, quella che ogni neofita deve cantare a tavola davanti a Mancini e ai compagni, il nuovo centravanti oriundo dell'Italia deve ancora deciderla. Sta imparando l'italiano, ma per andare sul sicuro potrebbe pescare dal repertorio argentino. La cabala è invece già in atto da tempo: si tratta della fasciatura al polso sinistro che Retegui tiene durante gli allenamenti e le partitelle: è l'eredità di una vecchia caduta, ma ormai è rimasta come scaramanzia, un po' come la maschera al volto che Osimhen, centravanti del Napoli, porta quasi come amuleto e che sulle bancarelle napoletane va ormai a ruba, insieme alle bandiere e alle sciarpe. I tifosi la indossano per andare allo stadio e alcuni la useranno probabilmente anche giovedì per quello che Giovanni Di Lorenzo, capitano del Napoli, definisce come l'emozionante ritorno della Nazionale, dopo 10 anni, nella città che sta per festeggiare il terzo scudetto, nello stadio intitolato a Maradona: 37.500 i biglietti già venduti per Italia-Inghilterra sui 47 mila autorizzati: "La spinta che può darci lo stadio è tanta. Spero che ci sia la stessa atmosfera delle partite del Napoli, so che cosa può trasmettere il Maradona". 

 

Ma c'è un'altra ragione per la quale i giocatori della Nazionale vogliono cominciare il cammino verso l'Europeo con un successo: il migliore omaggio possibile a Gianluca Vialli: "Sentiamo la sua assenza, ne parliamo nelle nostre chat di gruppo. Era sempre bello ascoltare le sue parole. Ora abbiamo un motivo in più per cercare la vittoria, dobbiamo farlo per lui". Di Lorenzo rifiuta l'idea che questa, tra le sfide all'Inghilterra dopo la vittoria nella finale dell'Europeo a Wembley 2021, sia la versione più debole della squadra azzurra: "Non ci siamo indeboliti, è solo cambiato un po' il gruppo, ma abbiamo sempre giocatori di grande qualità".

L'osmosi tra il Napoli vincente di Spalletti e questa Nazionale che Mancini sta ricostruendo, dopo il Mondiale mancato e la conquista della Final Four della Nations League, sarebbe comunque preziosa: "Credo che si veda bene, da fuori, quanto al Napoli ci divertiamo sul campo. Era così anche nella Nazionale dell'Europeo, poi qualche risultato ha cambiato un po' questo sentimento. Ma ora dobbiamo ritrovare questo entusiasmo e questa spensieratezza". L'elogio della gavetta, di cui lui è simbolo, è l'altra missione che Di Lorenzo sente come propria: "Ho avuto un percorso difficile, pieno di sacrifici, poi tutto sta anche nel trovare le persone giuste, che ti danno l'occasione: una di queste è Mancini, che mi ha fatto esordire in Nazionale e che ha la stessa concentrazione massima sul lavoro di Spalletti. Oggi ci sono pochi italiani che giocano titolari nei club, ma ce ne sono tanti di grande tecnica".

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