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Baldanzi, Fagioli e Udogie: le stelle dell'Under 21 snobbate da Mancini per la Nazionale

(reuters)
Uno ha incantato San Siro, uno è titolare con la Juve, l'altro è stato già acquistato dal Tottenham. Nonostante ciò il ct ancora non vara un drastico rinnovamento puntando su di loro
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ROMA - Sono protagonisti ogni fine settimana in Serie A. Eppure a Coverciano non sono mai stati, o quasi, al seguito della Nazionale dei grandi. Prima della sconfitta contro l’Inghilterra Roberto Mancini ha lamentato come pochi calciatori italiani giochino nelle squadre di vertice di Serie A. Le vere sorprese del campionato, però, il ct le ha lasciate all’Under 21.  

Fagioli: titolare nella Juve, 13 minuti con Mancini 

C’è un italiano che, venuto dalla Serie B, si è preso un posto fisso in una delle squadre più forti del campionato italiano. Eppure, in azzurro non si è visto. Perché la Nazionale possa fare a meno di Nicolò Fagioli resta un mistero. Il centrocampista di …

ROMA - Sono protagonisti ogni fine settimana in Serie A. Eppure a Coverciano non sono mai stati, o quasi, al seguito della Nazionale dei grandi. Prima della sconfitta contro l’Inghilterra Roberto Mancini ha lamentato come pochi calciatori italiani giochino nelle squadre di vertice di Serie A. Le vere sorprese del campionato, però, il ct le ha lasciate all’Under 21.  

Fagioli: titolare nella Juve, 13 minuti con Mancini 

C’è un italiano che, venuto dalla Serie B, si è preso un posto fisso in una delle squadre più forti del campionato italiano. Eppure, in azzurro non si è visto. Perché la Nazionale possa fare a meno di Nicolò Fagioli resta un mistero. Il centrocampista di Piacenza, 22 anni compiuti da poco, ha sette mesi più dell’inglese Saka, star dell’Arsenal e della nazionale inglese. Eppure, dopo i 13 minuti contro l’Albania a novembre, è rimasto confinato in una Under 21 che inizia ad andargli stretta. Titolare della Juventus di Allegri, che anche grazie a lui ha ritrovato un’identità e una continuità di risultati, gioca regolarmente l’Europa League – come Saka, mai sceso in campo in Champions – e da ottobre non è praticamente più uscito, trovando anche due gol. Sicuri che in un centrocampo in cui Jorginho fatica terribilmente, in cui Tonali e Barella non stanno vivendo le migliori stagioni della loro carriera, non meritasse un posto anche lui?  

Il caso Udogie: Mancini preferisce Emerson 

Non è l’unico. In azzurro, non riesce a trovare posto Destiny Udogie, ragazzo di Nogara, vicino Verona, figlio di genitori nigeriani: velocità e forza fisica che il Tottenham si è già assicurato per18 milioni di euro lasciandolo però in prestito a Udine per crescere. Classe 2002, come Camavinga e Pedri, ma anche Musah o Gvardiol, tutta gente in campo ai Mondiali. Invece Udogie, un anno più “vecchio” di Gnonto, non va oltre l’Under 21. Nemmeno una chiamata coi grandi, se non per uno stage: al posto dell’infortunato Dimarco, Mancini ha preferito richiamare l’oriundo Emerson Palmieri. Un destino ricorrente per Udogie, che fin da ragazzo veniva scalzato in azzurro dove gli veniva preferito Ruggeri dell’Atalanta, nonostante relazioni straordinarie degli osservatori. 

Pafundi azzurro con 9’ in A, a Baldanzi non basta il gol a San Siro  

Il terzo caso è Baldanzi. La rivelazione dell’Empoli, classe 2003, ha già illuminato San Siro ma non i ritiri azzurri. Gioca con l’Under, come baby da aggregare all’Italia finora Mancini preferisce Simone Pafundi, tre anni più giovane, l’etichetta di “Messi italiano”, un talento abbagliante in tutte le categorie giovanili, ma appena 9 minuti in Serie A divisi in due comparsate (una da 5, una da 4 minuti). Il tecnico Dell’Udinese Sottil evidentemente lo ritiene ancora acerbo, non il commissario tecnico. Che scommette sul suo talento: ma solo, o quasi, sul suo.