Malta, la piccola colonia italiana che vuole fare uno scherzo agli azzurri
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròTA' QALI - Da tempo il calcio maltese è una piccola colonia italiana. Come spiega il ct della Nazionale Michele Marcolini, 47 anni, savonese, ex centrocampista di Bari, Atalanta e Chievo, che ha raccolto l'eredità da Devis Mangia dopo il caso che ha portato alla sospensione dell'ormai ex commissario tecnico, la partita con gli azzurri non può essere mai banale da queste parti: "Sentire l'inno di Mameli da avversario sarà un'emozione forte. Per il tempo della partita sarò maltese". Lui è il quarto a provare questa sensazione, dopo il pioniere Terenzio Polverini, che negli anni Settanta ottenne la prima vittoria (nel 1975 con la Grecia), Pietro Ghedin in due riprese (a metà degli anni 90 e dal 2012 al 2017) e appunto Mangia (dal 2019 al 2022, ci sono voci di un suo ritorno in un club del campionato locale).
TA' QALI - Da tempo il calcio maltese è una piccola colonia italiana. Come spiega il ct della Nazionale Michele Marcolini, 47 anni, savonese, ex centrocampista di Bari, Atalanta e Chievo, che ha raccolto l'eredità da Devis Mangia dopo il caso che ha portato alla sospensione dell'ormai ex commissario tecnico, la partita con gli azzurri non può essere mai banale da queste parti: "Sentire l'inno di Mameli da avversario sarà un'emozione forte. Per il tempo della partita sarò maltese". Lui è il quarto a provare questa sensazione, dopo il pioniere Terenzio Polverini, che negli anni Settanta ottenne la prima vittoria (nel 1975 con la Grecia), Pietro Ghedin in due riprese (a metà degli anni 90 e dal 2012 al 2017) e appunto Mangia (dal 2019 al 2022, ci sono voci di un suo ritorno in un club del campionato locale).
Malta, un campionato all'italiana
È il torneo a 12 squadre, che si gioca in tre stadi, a essere tradizionalmente ancora pieno di tecnici italiani. Questa stagione, in cui il titolo l'ha già aritmeticamente vinto l'Hamrun, l'avevano iniziato in 4 (Agostinelli, Potenza, Giovanni Tedesco e Pisanu, poi esonerato dallo Sliema). Una figura certo molto importante per lo sviluppo del calcio maltese è stata quella di Riccardo Gaucci, figlio di Luciano e già dirigente di Perugia e Catania: qui è stato demiurgo del Floriana, col quale ha vinto campionati e coppe. Il movimento è cresciuto nel tempo, con l'ingaggio di qualche straniero di buon livello. Anche se la Nazionale non esce dalla serie D della Nations League, la scuola italiana di Coverciano ha portato di recente un'impostazione non più difensivista, che Marcolini ribadisce: "Saremo sicuramente costretti ad arretrare, ma non metteremo mica i pullman davanti alla porta". È italiana anche la guida della Nazionale maltese femminile, Manuela Tesse, sassarese, 48 anni: "Qui c'è un grande potenziale, è bello lavorare su quest'isola". Lo stadio nazionale sarà pieno (17 mila spettatori), a differenza delle partite di campionato. I tifosi maltesi sono grandi appassionati di calcio, ma sono anche di palato fino. La Premier League e la Champions League, a volte con trasferte blitz, sono in cima alle loro preferenze. Malta è anche l'isola delle scommesse (agenzie ovunque, quattro casinò, tornei internazionali di poker a ciclo continuo): è più facile trovare il pienone lì.
Marcolini: "Con l'Italia è come scalare l'Everest"
Marcolini, nel cui staff spicca l'ex compagno di squadra dei tempi del Chievo Paolo Mandelli, analizza le difficoltà di un duello storicamente impari, anche se Malta, sempre battuta dagli azzurri, li ha anche sempre fatti soffrire: Conte e Sacchi ne sanno qualcosa: "Mi hanno raccontato di un'espulsione di Baresi. Il rischio per una grande squadra, in questo tipo di partite, è di deconcentrarsi. Ma non credo che stavolta possa succedere, perché l'Italia ha perso con l'Inghilterra e non può più distrarsi. Per noi è come scavare l'Everest".
Teuma la punta di diamante
Il debutto di Marcolini non è stato male: sconfitta per 2-1 in casa della Macedonia del nord, con rimonta sfumata nel finale: "Il girone per noi è incredibilmente difficile. Ma in Macedonia abbiamo saputo reagire e rendere emozionanti gli ultimi 10 minuti. C'è una differenza soprattutto fisica con le grandi Nazionali, però Mangia ha lavorato bene. L'Italia me la aspetto superaggressiva. Non sono così critico con gli azzurri, Mancini sta lavorando bene. Fa male saltare due Mondiali, ma per prestazioni la squadra c'è sempre stata". L'asso nella manica? L'estroso Teddy Teuma, 29 anni, esterno dell'Union Saint-Gilloise, arrivata ai quarti dell'Europa League, dove affronterà i tedeschi del Leverkusen: "Teddy e la sua squadra, in Belgio, stanno facendo cose straordinarie. Speriamo che ne abbia tenute un po' anche per questa sfida".