Malta-Italia 0-2: Retegui segna ancora, gli azzurri non incantano ma si rialzano
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròTA’ QALI - Corta e maltese, la settimana dell’Italia di Mancini è finita secondo logica tecnica: ha vinto senza patemi contro l’avversaria più debole del girone di qualificazione all’Europeo (Malta appunto, da sempre dedita alla sconfitta), tre giorni dopo avere perso con quella più forte, l’Inghilterra già in fuga grazie al 2-0 rifilato all’Ucraina. Ma anche se altre volte l’esito consueto del viaggio nell’isola del calcio minore era stato meno agevole (vedi Sacchi e Conte), il ct non può rallegrarsi troppo di questa partita. Già archiviato dopo nemmeno mezz’ora con i gol di Retegui (testata puntuale su corner di Tonali, l’oriundo ha segnato di nuovo, come a Napoli) e Pessina (tocco a correggere il diagonale di Emerson, così il ragazzo di Monza porta il Monza nella storia), il risultato è stato poi custodito con traccheggio noiosetto.
TA’ QALI - Corta e maltese, la settimana dell’Italia di Mancini è finita secondo logica tecnica: ha vinto senza patemi contro l’avversaria più debole del girone di qualificazione all’Europeo (Malta appunto, da sempre dedita alla sconfitta), tre giorni dopo avere perso con quella più forte, l’Inghilterra già in fuga grazie al 2-0 rifilato all’Ucraina. Ma anche se altre volte l’esito consueto del viaggio nell’isola del calcio minore era stato meno agevole (vedi Sacchi e Conte), il ct non può rallegrarsi troppo di questa partita. Già archiviato dopo nemmeno mezz’ora con i gol di Retegui (testata puntuale su corner di Tonali, l’oriundo ha segnato di nuovo, come a Napoli) e Pessina (tocco a correggere il diagonale di Emerson, così il ragazzo di Monza porta il Monza nella storia), il risultato è stato poi custodito con traccheggio noiosetto.
Ormai è lecito affermare che l’argentino, sottratto all’oblio sudamericano nel piccolo Tigre, abbia confermato il suo buon diritto alla maglia azzurra, nell’attuale penuria di centravanti convocabili: ha incassato un’altra favorevole relazione dell’Inter (in tribuna per lui c’era l’osservatore Baccin) e ha congelato le discussioni politiche sul tema oriundi. Ma per il resto c’è poco da entusiasmarsi. Ora la Nazionale verrà chiusa nella sua campana di vetro dai club, che la vivono come un evidente fastidio. Ne uscirà solo a metà giugno per la Final Four della Nations League contro l’Olanda padrona di casa, la Croazia e la nuova Spagna di De La Fuente, che gli azzurri affronteranno in semifinale con qualche ansia, dopo averla vista infierire sulla Norvegia. Al dilemma sull’opportunità di precettare per la Nations i giovani migliori - che attraverso l’Europeo Under 21 possono portare l’Italia alle Olimpiadi dopo tre imbarazzanti mancate partecipazioni consecutive (e a fine maggio c’è anche il Mondiale Under 20, altro obiettivo non banale per un movimento in crisi) - si sovrappone il vero nodo: l’egoismo dei club, accentuato dalla prospettiva di rendere scintillante la loro stagione nelle coppe europee.
Peccato che le squadre italiane di Champions, Europa League e Conference siano straniere a larga maggioranza e che le loro esigenze abbiano scritto anche la formazione di ieri: a parte il Napoli con Di Lorenzo e Politano, le altre avevano al massimo un azzurro titolare in campo, come da manuale Cencelli. Certo, contro Malta non si è notato troppo e gli otto cambi di Mancini, rispetto alla partita con l’Inghilterra (superstiti in partenza solo Donnarumma, Di Lorenzo e Retegui), sono stati archiviati come opportuno segnale di svecchiamento. D'altronde a Marcolini, il ct italiano degli avversari, è andata in proporzione perfino peggio: non tanto perché Satariano, prestito del Frosinone al Balzan, dopo 5’ si sia fatto parare da Donnarumma il potenziale 1-0 e da lì la squadra si sia un po’ dissolta, quanto perché è emerso un dubbio: che l’unico talento dichiarato, il fantasista Teuma, abbia scelto di preservarsi per l’Europa League con i belgi dell’Union Saint-Gilloise, entrando in scena solo per l’ultimo quarto d’ora, scandito da un anonimo trombettiere. Scamacca ha cercato invano di segnare il suo primo gol all’undicesima presenza: il dato dice parecchio.
Malta-Italia 0-2 (0-2)
Malta (3-4-2-1): Bonello; Apap (38' st Brown), Borg, Attard (19' st Z. Muscat), J. Mbong, Yankam, Guillamier, N.Muscat (31' st Dimech), Corbolan, Satariano (19' st Nwoko), Jones (31' st Teuma). All.: Marcolini.
Italia (4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo (1' st Darmian), Scalvini (38' st Toloi), Romagnoli, Emerson Palmieri, Pessina, Cristante, Tonali (21' st Verratti), Politano, Retegui (21' st Scamacca), Gnonto (22' pt Grifo).All.: Mancini.
Arbitro: Kabakov (Bulgaria)
Reti: nel pt 15' Retegui, 27' Pessina
Angoli: 8-3 per l'Italia
Recupero: 3' e 3'
Ammoniti: Di Lorenzo, Scalvini per gioco scorretto Spettatori: 17.797.