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Baldanzi: "Devo tanto all'Empoli, ma serve anche fortuna. Le big mi cercano? Non ci credo"

Tommaso Baldanzi in azione durante Italia-Repubblica Dominicana ai Mondiali U20 (ansa)
Intervista al numero 10 dell'Italia che stasera sfida l'Inghilterra negli ottavi del Mondiale Under 20. La passione per il calcio nata grazie al nonno, i consigli della mamma e quel gol all'Inter
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"Una volta ho detto in un'intervista di ispirarmi a Dybala, ma non è che fosse proprio vero". A Tommaso Baldanzi scappa un sorriso. A vent'anni qualche piccola bugia può scappare, soprattutto se è di quelle che non fanno male. Il numero dieci dell'Italia che questa sera a La Plata (ore 23) affronta l'Inghilterra negli ottavi del Mondiale Under 20 è più sincero col pallone tra i piedi. Una passione cresciuta come un fiore sul cemento.  

Baldanzi, dove nasce il suo amore per il calcio?
"Merito di mio nonno Luigi. Non vengo da una famiglia che vive per il calcio, papà non è alto ma giocava a basket nella squadra del bar, come play. È stato nonno, che ora non c'è più, a trasferirmi la passione".  

Poi come è cresciuta?
"Un campetto sotto casa: non sono mai stato un grande tifoso, non avevo una squadra preferita, ma passavo su quel campetto tutte l…

"Una volta ho detto in un'intervista di ispirarmi a Dybala, ma non è che fosse proprio vero". A Tommaso Baldanzi scappa un sorriso. A vent'anni qualche piccola bugia può scappare, soprattutto se è di quelle che non fanno male. Il numero dieci dell'Italia che questa sera a La Plata (ore 23) affronta l'Inghilterra negli ottavi del Mondiale Under 20 è più sincero col pallone tra i piedi. Una passione cresciuta come un fiore sul cemento.  

Baldanzi, dove nasce il suo amore per il calcio?
"Merito di mio nonno Luigi. Non vengo da una famiglia che vive per il calcio, papà non è alto ma giocava a basket nella squadra del bar, come play. È stato nonno, che ora non c'è più, a trasferirmi la passione".  

Poi come è cresciuta?
"Un campetto sotto casa: non sono mai stato un grande tifoso, non avevo una squadra preferita, ma passavo su quel campetto tutte le ore possibili della giornata, con gli amici, gli stessi che frequento oggi". 

Da quel campetto al Mondiale Under 20: una bella strada.
"Prima partita di un Mondiale per tutti noi e l'abbiamo giocata contro il Brasile: un'emozione forte. L'abbiamo vinta, ma lo sapevo, ci tenevamo tanto a partire bene, a dire che l'Italia c'è, che noi ci siamo". 

In mezzo ha infilato un gol non male a San Siro, contro l'Inter. Se lo ricorda?
"Sì, l'ho rivisto mille volte. Poi quel gol da un diciannovenne non te lo aspetti. In una stagione bellissima, quello è stato il punto più alto. Finora".  

Eppure in Italia si dice sempre che i club non diano abbastanza spazio ai ragazzi.
"Io devo tanto all'Empoli, non so se altri mi avrebbero dato l'opportunità di giocare con continuità a nemmeno vent'anni. Ma è difficile, serve anche fortuna". 

I suoi le hanno detto qualcosa?
"Sono molto orgogliosi, questo sì".  

E basta?
"Mamma mi dice di non lamentarmi con gli arbitri, che mi devo comportare bene". 

Nello spogliatoio invece di cosa si parla?
"Eeeh...".  

Capito. E cose riferibili?
"Principalmente scherziamo, ci prendiamo in giro, riusciamo anche a parlare della partita che verrà. Il clima qui è meraviglioso, siamo ragazzi tutti della stessa età, ci conosciamo da tempo".  

Fate anche il fantacalcio?
"Non ci ho mai giocato. Gioco alla playstation e a volte mi prendo nelle partite contro gli amici, per scherzarci: però fa piacere vedere se stessi nel videogioco".  

E il mercato? Ha letto le voci che vorrebbero il Napoli, la Roma, il Milan interessate a lei?
"Le leggo, le leggo. Ma posso essere sincero? Non ci credo molto".