Spagna-Italia 2-1: decide Joselu, Furie Rosse in finale
dal nostro inviato Enrico CurròENSCHEDE - Nessun riscatto: l'Italia è rimandata a settembre. Spettatrice al Mondiale qatarino e zoppicante nell'avvio delle qualificazioni a Euro 2024, non potrà vincere la Nations League: la Spagna del discusso De La Fuente, che ha salvato la panchina, l'ha battuta in extremis e domenica a Rotterdam contenderà il trofeo alla Croazia, mentre gli azzurri restano a Enschede per la malinconica finalina coi padroni di casa dell'Olanda. Forse è stata questione di fame, forse di tecnica: la Nazionale di Mancini non ha sfigurato e ha mantenuto in bilico il risultato, però nella ripresa ha giocato prevalentemente in contropiede e Donnarumma ha corso più pericoli di Simon.
<< La cronaca della partita >>
Appendice della più estenuante stagione della storia, col Mondiale in mezzo, la Nations mette comunque appetito ai calciatori spossati, onnivori di titoli e disposti agli straordinari, come Rodri e Barella che meno …
ENSCHEDE - Nessun riscatto: l'Italia è rimandata a settembre. Spettatrice al Mondiale qatarino e zoppicante nell'avvio delle qualificazioni a Euro 2024, non potrà vincere la Nations League: la Spagna del discusso De La Fuente, che ha salvato la panchina, l'ha battuta in extremis e domenica a Rotterdam contenderà il trofeo alla Croazia, mentre gli azzurri restano a Enschede per la malinconica finalina coi padroni di casa dell'Olanda. Forse è stata questione di fame, forse di tecnica: la Nazionale di Mancini non ha sfigurato e ha mantenuto in bilico il risultato, però nella ripresa ha giocato prevalentemente in contropiede e Donnarumma ha corso più pericoli di Simon.
<< La cronaca della partita >>
Appendice della più estenuante stagione della storia, col Mondiale in mezzo, la Nations mette comunque appetito ai calciatori spossati, onnivori di titoli e disposti agli straordinari, come Rodri e Barella che meno di una settimana fa a Istanbul si contendevano la Coppa Campioni. Il più affamato è il prodigioso Rodri, decisivo anche stavolta: nel finale il suo tiro da fuori area, recapitato al neoentrato Joselu dopo un paio di carambole, si è trasformato nell'assist perfetto per il 2-1. L'Italia - che già si preparava ai supplementari, avendo rimediato nel primo tempo con un rigore del redivivo Immobile (non giocava da 15 mesi, dal triste spareggio di Palermo con la Macedonia) a un precoce pasticcio di Bonucci - non aveva più tempo per provare la rimonta.
Mancini sceglie il 3-5-2
Il ct si è convertito in nome della caccia alla vittoria al massimo pragmatismo. Mai come stavolta la sua squadra ha accantonato il manifesto del palleggio, esibito con successo all'Europeo e con esito decisamente peggiore proprio dalla semifinale di Nations del 2021 con la Spagna, infelice precedente bissato anche nel punteggio. La tormentata vigilia tattica ha partorito un modulo sofferto: il 3-5-2, preferito al 4-3-3 canonizzato all'Europeo e sempre più precario, è nato dalla strategia difensiva contro un'avversaria dal palleggio superiore e dalla constatazione che ormai praticamente tutti i difensori della serie A giocano in una linea a 3. Completavano il progetto l'incursore Frattesi al posto di Verratti e Zaniolo accanto a Immobile, in veste di possente contropiedista: pareva chiara la volontà di pungere ripartendo all'improvviso.
Bonucci sbaglia, Immobile rimedia
Ma l'attempato trio arretrato Toloi-Bonucci-Acerbi è scivolato sulla topica del capitano, che si è lasciato soffiare il pallone per il pressing di Gavi (debuttò nella semifinale del 2021, l'Italia gli porta fortuna). Yeremi Pino ha mirato l'angolino e la serata della Nazionale è cominciata con un Tourmalet. Lo ha spianato subito Jorginho, con un lancio per Zaniolo, che ha centrato al volo la mano di Le Normand, oriundo francese naturalizzato ad hoc proprio come il partner di reparto Laporte. Il rigore di Immobile ha raddrizzato tutto. Ma quando il Var ha sentenziato che il 2-1 di Frattesi, imbeccato da Jorginho, era da annullare per fuorigioco, si è capito che le stelle stavano a guardare la Nazionale.
Simon mura Frattesi, decide Joselu
In effetti nella ripresa, che la Spagna ha trascorso nella metà campo italiana grazie anche all'ingresso di Asensio (lancio per Merino, prodezza di Donnarumma, poi girata fuori di Morata, infine rovesciata appena alta di Rodri a porta vuota), ha spento le speranze la sola vera parata di Simon: su Frattesi, liberato da una discesa di Zaniolo. Nel frattempo Mancini aveva inserito Dimarco e Darmian dopo l'intervallo e intorno all'ora di gioco Chiesa e Cristante. Invece De La Fuente, oltre ad Asensio, ha pescato via via dalla panchina un po' di jolly e con l'ultimo, il centravanti dell'Espanyol retrocesso Joselu, ha vinto la partita. "Hanno meritato loro": l'onesta chiosa di Mancini chiude ogni discorso.
Spagna-Italia 2-1 (1-1)
Spagna (4-2-3-1): Unai Simon, Jesus Navas, Le Normand, Laporte, Jordi Alba, Rodi, Merino (29' st Fabian Ruiz), Rodrigo (1' st Asensio), Gavi (23' st Canales), Yeremy (29' st Ansu Fati), Morata (38' st Joselu). (1 Arrizabalaga, 13 Raya, 2 Carvajal, 4 Nacho, 17 Fran Garcia, 5 Zubimendi, 21 Olmo). All.: De La Fuente.
Italia (3-5-2): Donnarumma, Di Lorenzo, Toloi, Acerbi, Bonucci (1' st Darmian), Spinazzola (1' st Dimarco), Frattesi (31' st Verratti), Jorginho (15' st Cristante), Barella, Immobile (15' st Chiesa), Zaniolo. (12 Meret, 21 Vicario, 23 Bongiorno, 10 Pellegrini, 9 Retegui, 20 Gnonto, 22 Raspadori). All.: Mancini
Arbitro: Vincic (Slo).
Reti: nel pt 3' Pino, 7' Immobile su rigore; nel st 43' Joselu.
Recupero: 1' e 4'.
Angoli: 5-2 per la Spagna.
Note: ammoniti Immobile, Gavi e Zaniolo per gioco falloso; Jordi Alba e Morata per proteste.