Buffon e la prima estate tra spiaggia, gazebo e tv: “Almeno ho deciso io di smettere”
dal nostro inviato Maurizio CrosettiMARINA DI MASSA — Adesso Gigi guarda questo mare color azzurro Nazionale, sotto un cielo ventoso di nuvole color bianco linea di porta. Un addio fresco di quattro giorni è un bambino appena nato, si contempla come un mistero e fa anche un po’ paura. Ma Gigi Buffon, ex di niente, tantomeno di sé stesso, agli amici e alla famiglia ripete una frase soltanto: “Sono felicissimo, perché l’ho deciso io”.
Buffon, pranzi in spiaggia con Ilaria D’Amico e i figli
Lo stabilimento balneare “La Romanina” è suo, l’ha comprato nel 2003 e lo gestiscono il cognato Mario e la sorella Guendalina che sussurra: “Un po’ di tristezza c’è, ma questa è comunque una storia magnifica. Le cose finiscono, Gigi ha dato e avuto tutto. È una persona buona, limpida, che si fida degli altri. Ha meritato ogni cosa. Io mi ripeto sempre che chiamarsi Buffon è un grande onore”. Quanto baccano fanno queste onde che provano a coprire i pensieri. Gigi di solito arriva verso l’ora di pranzo con Ilaria D’Amico e i ragazzi,…
MARINA DI MASSA — Adesso Gigi guarda questo mare color azzurro Nazionale, sotto un cielo ventoso di nuvole color bianco linea di porta. Un addio fresco di quattro giorni è un bambino appena nato, si contempla come un mistero e fa anche un po’ paura. Ma Gigi Buffon, ex di niente, tantomeno di sé stesso, agli amici e alla famiglia ripete una frase soltanto: “Sono felicissimo, perché l’ho deciso io”.
Buffon, pranzi in spiaggia con Ilaria D’Amico e i figli
Lo stabilimento balneare “La Romanina” è suo, l’ha comprato nel 2003 e lo gestiscono il cognato Mario e la sorella Guendalina che sussurra: “Un po’ di tristezza c’è, ma questa è comunque una storia magnifica. Le cose finiscono, Gigi ha dato e avuto tutto. È una persona buona, limpida, che si fida degli altri. Ha meritato ogni cosa. Io mi ripeto sempre che chiamarsi Buffon è un grande onore”. Quanto baccano fanno queste onde che provano a coprire i pensieri. Gigi di solito arriva verso l’ora di pranzo con Ilaria D’Amico e i ragazzi, si siede a tavola (in sala hanno appeso una sua maglia arancione della Juve e quella del mondiale 2006, tinta vinaccia), ordina un antipasto leggero e un po’ di pasta, poi va in spiaggia perché è la cosa che gli piace di più. Petunie, rondini. La gente lo lascia tranquillo, i clienti abituali lo conoscono da una vita. Rimane lì quasi fino a sera, poi passa a trovare i genitori a Carrara, la mamma Stella (75 anni), il papà Adriano (78), quindi rientra a Forte dei Marmi. Ora che la lunga storia ha preso un’altra forma, i Buffon si divideranno tra Parma e Milano. Non sono previste feste clamorose, non è nello stile di queste persone che al massimo brinderanno a cena.
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Buffon, la maledizione Champions
I primi giorni della vita nuova sono trascorsi nel silenzio del lungomare di Levante, sotto i gazebo. Dentro un grosso vaso c’è uno scudettone con scritto 38, e sul banco del bar alcune bottiglie di vini del Salento a etichetta “Buffon”. Qui, il 23 luglio, gran parte della famiglia (compreso Gigi) ha assistito sullo schermo in spiaggia alla vittoriosa finale degli Europei femminili Under 17 di pallavolo: in campo anche Stella Caruso, figlia di Guendalina, a sua volta ex campionessa di volley. “Per consolare mio fratello gli dico che gli regalerò la Champions che vinsi a Matera, mentre lui — accidenti — l’ha sempre rincorsa invano”, scherza Guendalina. In questo stesso posto, in una notte di luglio del 2006, molti dei Buffon videro la finale di Berlino. “Per la Nazionale ho pianto quando ho vinto il Mondiale e quando non ci siamo qualificati, io sogno ancora come il ragazzino che trent’anni fa entrava per la prima volta a Coverciano”, scrive Gigi dopo la sua nomina a capo delegazione azzurro. Come Gigi Riva. Come Luca Vialli.
La Nazionale e il pensiero agli amici scomparsi
Davanti alle onde scure, Buffon ha pensato agli amici che non ci sono più, a Luca, a Davide Astori, a Pietro “Spazzolino” Lombardi, storico magazziniere dell’Italia, sicuro che il no agli arabi sia stata la cosa più giusta da fare, non c’è pioggia di milioni che valga il tempo da dedicare a genitori, figli e amici, sempre troppo veloce. Il nuovo ruolo in azzurro l’ha accettato senza indugio, ora vuole aiutare i giovani a crescere, “ma lì entro in punta di piedi”. Ed è tutto un garbuglio di emozioni, dal momento che suo figlio Louis Thomas, 16 anni, tra poco giocherà nel Pisa da attaccante, un Buffon va, l’altro viene. Per il nonno e il padre, Louis Thomas (un antico omaggio a N’Kono, leggenda del Camerun) avrebbe in realtà avuto anche la lucentezza del numero 1, ma pare che a suo tempo il ragazzo non se la sia sentita di fare, nella vita, il portiere di nome Buffon. Come dargli torto. La dinastia resta comunque lunga e solida attorno a papà, mamma, zio, zie, nonna e cugine: l’albero genealogico dei Buffon atleti e atlete sembra quello dei Buendia, e non a caso alcuni battesimi ricorrono (Stella la giovane campionessa, Stella la mamma di Gigi e Guendalina, oltre che di Veronica, pure lei pallavolista e insomma non si finisce più).
Buffon: “Temevo mi chiedessero di smettere”
Ma è poi vero che non si finisce? Il ritiro di Gigi, qui a casa se l’aspettavano tutti, semmai erano stupefatti che non si fosse ancora manifestato. Ma dirlo e immaginarlo è una cosa, un’altra sceglierlo e viverlo. Quarantacinque anni, ventotto sul campo. Un solo terrore, evitato: “Che un giorno fossero gli altri a dirmi è ora di smettere, invece l’ho deciso io”. Questo il senso di una vita nuova e di un addio fresco come una rosa.