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Nazionale, weekend con il ct. Spalletti in azzurro senza il via libera di De Laurentiis

Luciano Spalletti

 
Due giorni per arrivare al sì più complicato. Inevitabile lo scontro in giudizio con il Napoli
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MILANO — Da oggi ogni momento è buono per l’annuncio: Luciano Spalletti nuovo ct della Nazionale. La scadenza ultima è sabato sera, tutt’al più domenica. La Figc, dopo le dimissioni di Roberto Mancini, sì è esposta parecchio, anche se Antonio Conte non è un’alternativa di secondo piano: mercoledì ha nuovamente ribadito la disponibilità a trattare se dovesse saltare Spalletti. Ma il colloquio del presidente federale Gravina con l’ex allenatore del Napoli — al quale il presidente del club De Laurentiis minaccia una causa di lavoro per il pagamento di una penale a scalare in caso di interruzione dell’anno sabbatico concordato — ha confermato che il candidato numero uno alla panchina azzurra è motivatissimo. Resta però l’intreccio caotico, legale e sportivo, nelle ore in cui prende il via (da domani) la Serie A. La presentazione a Roma non può slittare oltre la conclusione della prima giornata, quando il nuovo ct dovrà diramare le preconvocazioni dei calciatori che giocano all’estero…

MILANO — Da oggi ogni momento è buono per l’annuncio: Luciano Spalletti nuovo ct della Nazionale. La scadenza ultima è sabato sera, tutt’al più domenica. La Figc, dopo le dimissioni di Roberto Mancini, sì è esposta parecchio, anche se Antonio Conte non è un’alternativa di secondo piano: mercoledì ha nuovamente ribadito la disponibilità a trattare se dovesse saltare Spalletti. Ma il colloquio del presidente federale Gravina con l’ex allenatore del Napoli — al quale il presidente del club De Laurentiis minaccia una causa di lavoro per il pagamento di una penale a scalare in caso di interruzione dell’anno sabbatico concordato — ha confermato che il candidato numero uno alla panchina azzurra è motivatissimo. Resta però l’intreccio caotico, legale e sportivo, nelle ore in cui prende il via (da domani) la Serie A. La presentazione a Roma non può slittare oltre la conclusione della prima giornata, quando il nuovo ct dovrà diramare le preconvocazioni dei calciatori che giocano all’estero: il 4 settembre la squadra si raduna a Coverciano per le partite del 9 a Skopje con la Macedonia del Nord e del 12 a Milano con l’Ucraina, decisive per la qualificazione a Euro 2024.

De Laurentiis e Spalletti

Il contenzioso minacciato da De Laurentiis, in teoria, può durare anni. L’accordo con Spalletti è stato siglato davanti alla camera di conciliazione del lavoro e davanti al giudice del lavoro si dovrebbero presentare le parti. Le interpretazioni giuridiche si moltiplicano: da quella che attribuirebbe a De Laurentiis un risarcimento per i mancati introiti derivati dall’immagine dell’allenatore dello scudetto a quella che, fondata su una sentenza della Cassazione, favorirebbe Spalletti, perché non è possibile limitare in modo irragionevole la libertà professionale di un dipendente. Nulla impedisce comunque il contratto con la Figc, i cui termini economici sono stati anticipati da De Laurentiis stesso: 3 milioni di euro netti l’anno, esclusi eventuali accordi con gli sponsor della Nazionale come quelli di Mancini, che coprirebbero l’ipotetica penale.

Il futuro di Spalletti in Nazionale

Di sicuro non è l’ideale lo scontro con il presidente campione d’Italia, che fornisce 4 giocatori alla Nazionale (Meret, Di Lorenzo, Politano e Raspadori). Peraltro proprio lo scudetto ha fatto entrare Spalletti, con Guardiola e Simone Inzaghi, fra i tre candidati al premio Uefa per l’allenatore dell’anno. Nel suo nuovo staff figurerebbero i collaboratori storici Marco Domenichini e Daniele Baldini e il preparatore atletico Francesco Sinatti. Del gruppo di Mancini, il casus belli, uscirebbero Salsano, Gagliardi e Lombardo, con la possibile proposta a Bollini di passare all’Under 20 e con la conferma di Barzagli assistente e Buffon capo delegazione. I media sauditi continuano a dare Mancini nuovo ct dell’Arabia, che ha virato su di lui dopo il no di Zidane. Filtrano poi voci sull’interesse del Messico, forse tardivo. Un’altra panchina azzurra è libera: quella della Nazionale femminile. Tra i candidati spunta un nome illustre: l’ex ct della maschile Roberto Donadoni. Che nel 2016, quando Tavecchio lo voleva per la Nazionale del post Conte, non ottenne la liberatoria dal presidente del Bologna Saputo. E che adesso è per la Figc una tra le idee sull’onda di Renard, attuale ct della Francia femminile, che al Mondiale maschile dello scorso dicembre guidava l’Arabia Saudita. Gli intrecci non finiscono mai.

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