Nazionale, weekend con il ct. Spalletti in azzurro senza il via libera di De Laurentiis
di Enrico CurròLuciano Spalletti
MILANO — Da oggi ogni momento è buono per l’annuncio: Luciano Spalletti nuovo ct della Nazionale. La scadenza ultima è sabato sera, tutt’al più domenica. La Figc, dopo le dimissioni di Roberto Mancini, sì è esposta parecchio, anche se Antonio Conte non è un’alternativa di secondo piano: mercoledì ha nuovamente ribadito la disponibilità a trattare se dovesse saltare Spalletti. Ma il colloquio del presidente federale Gravina con l’ex allenatore del Napoli — al quale il presidente del club De Laurentiis minaccia una causa di lavoro per il pagamento di una penale a scalare in caso di interruzione dell’anno sabbatico concordato — ha confermato che il candidato numero uno alla panchina azzurra è motivatissimo. Resta però l’intreccio caotico, legale e sportivo, nelle ore in cui prende il via (da domani) la Serie A. La presentazione a Roma non può slittare oltre la conclusione della prima giornata, quando il nuovo ct dovrà diramare le preconvocazioni dei calciatori che giocano all’estero…
MILANO — Da oggi ogni momento è buono per l’annuncio: Luciano Spalletti nuovo ct della Nazionale. La scadenza ultima è sabato sera, tutt’al più domenica. La Figc, dopo le dimissioni di Roberto Mancini, sì è esposta parecchio, anche se Antonio Conte non è un’alternativa di secondo piano: mercoledì ha nuovamente ribadito la disponibilità a trattare se dovesse saltare Spalletti. Ma il colloquio del presidente federale Gravina con l’ex allenatore del Napoli — al quale il presidente del club De Laurentiis minaccia una causa di lavoro per il pagamento di una penale a scalare in caso di interruzione dell’anno sabbatico concordato — ha confermato che il candidato numero uno alla panchina azzurra è motivatissimo. Resta però l’intreccio caotico, legale e sportivo, nelle ore in cui prende il via (da domani) la Serie A. La presentazione a Roma non può slittare oltre la conclusione della prima giornata, quando il nuovo ct dovrà diramare le preconvocazioni dei calciatori che giocano all’estero: il 4 settembre la squadra si raduna a Coverciano per le partite del 9 a Skopje con la Macedonia del Nord e del 12 a Milano con l’Ucraina, decisive per la qualificazione a Euro 2024.
De Laurentiis e Spalletti
Il contenzioso minacciato da De Laurentiis, in teoria, può durare anni. L’accordo con Spalletti è stato siglato davanti alla camera di conciliazione del lavoro e davanti al giudice del lavoro si dovrebbero presentare le parti. Le interpretazioni giuridiche si moltiplicano: da quella che attribuirebbe a De Laurentiis un risarcimento per i mancati introiti derivati dall’immagine dell’allenatore dello scudetto a quella che, fondata su una sentenza della Cassazione, favorirebbe Spalletti, perché non è possibile limitare in modo irragionevole la libertà professionale di un dipendente. Nulla impedisce comunque il contratto con la Figc, i cui termini economici sono stati anticipati da De Laurentiis stesso: 3 milioni di euro netti l’anno, esclusi eventuali accordi con gli sponsor della Nazionale come quelli di Mancini, che coprirebbero l’ipotetica penale.
Il futuro di Spalletti in Nazionale
Di sicuro non è l’ideale lo scontro con il presidente campione d’Italia, che fornisce 4 giocatori alla Nazionale (Meret, Di Lorenzo, Politano e Raspadori). Peraltro proprio lo scudetto ha fatto entrare Spalletti, con Guardiola e Simone Inzaghi, fra i tre candidati al premio Uefa per l’allenatore dell’anno. Nel suo nuovo staff figurerebbero i collaboratori storici Marco Domenichini e Daniele Baldini e il preparatore atletico Francesco Sinatti. Del gruppo di Mancini, il casus belli, uscirebbero Salsano, Gagliardi e Lombardo, con la possibile proposta a Bollini di passare all’Under 20 e con la conferma di Barzagli assistente e Buffon capo delegazione. I media sauditi continuano a dare Mancini nuovo ct dell’Arabia, che ha virato su di lui dopo il no di Zidane. Filtrano poi voci sull’interesse del Messico, forse tardivo. Un’altra panchina azzurra è libera: quella della Nazionale femminile. Tra i candidati spunta un nome illustre: l’ex ct della maschile Roberto Donadoni. Che nel 2016, quando Tavecchio lo voleva per la Nazionale del post Conte, non ottenne la liberatoria dal presidente del Bologna Saputo. E che adesso è per la Figc una tra le idee sull’onda di Renard, attuale ct della Francia femminile, che al Mondiale maschile dello scorso dicembre guidava l’Arabia Saudita. Gli intrecci non finiscono mai.