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Nazionale, le prime scelte di Spalletti. Bonucci sulla graticola, Immobile resiste

(ansa)
Per il neo-ct, il cui contratto scatta dall’1 settembre, è già una giornata campale tra preconvocazioni, varo dello staff e studio della tattica per le partite di qualificazione a Euro 2024 con Macedonia del nord e Ucraina
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MILANO –  Anche se il suo contratto con la Figc scatta formalmente dall’1 settembre, Luciano Spalletti si è calato subito nel nuovo ruolo e ha dunque cominciato a guardare le partite del turno inaugurale della serie A con l’occhio interessatissimo del ct della Nazionale. Insomma, per lui è già una giornata campale. In queste ore il neo-commissario tecnico scioglierà i dubbi sullo staff, in particolare sul nome dell’allenatore dei portieri, ma soprattutto inizierà a scremare, con le preconvocazioni degli azzurri che giocano all’estero, i potenziali protagonisti del raduno del 4 settembre a Coverciano, preludio alle due partite di qualificazione a euro 2024, il 9 a Skopje con la Macedonia del nord e il 12 a Milano con l’Ucraina. Non si tratta di un dettaglio, perché tra gli illustri emigrati ci sono Donnarumma, Tonali, Zaniolo, Jorginho, Verratti, Vicario, Udogie, Gnonto, Casadei, Ndour, Vicario, Grifo, Ogbonna, Luiz Felipe e al limite anche Bernardeschi. Le preconvocazio…

MILANO –  Anche se il suo contratto con la Figc scatta formalmente dall’1 settembre, Luciano Spalletti si è calato subito nel nuovo ruolo e ha dunque cominciato a guardare le partite del turno inaugurale della serie A con l’occhio interessatissimo del ct della Nazionale. Insomma, per lui è già una giornata campale. In queste ore il neo-commissario tecnico scioglierà i dubbi sullo staff, in particolare sul nome dell’allenatore dei portieri, ma soprattutto inizierà a scremare, con le preconvocazioni degli azzurri che giocano all’estero, i potenziali protagonisti del raduno del 4 settembre a Coverciano, preludio alle due partite di qualificazione a euro 2024, il 9 a Skopje con la Macedonia del nord e il 12 a Milano con l’Ucraina. Non si tratta di un dettaglio, perché tra gli illustri emigrati ci sono Donnarumma, Tonali, Zaniolo, Jorginho, Verratti, Vicario, Udogie, Gnonto, Casadei, Ndour, Vicario, Grifo, Ogbonna, Luiz Felipe e al limite anche Bernardeschi. Le preconvocazioni sono spesso un atto formale ed è difficile aspettarsi sorprese, però potrebbero già contenere qualche indizio importante.

Il capitano: un caso annunciato

Ovviamente l’attesa è per le convocazioni vere e proprie, per le quali Spalletti ha due settimane di tempo. Il primo caso da gestire è annunciato: quello del capitano. Bonucci, messo ai margini dalla Juventus, capeggia la lista delle presenze in Nazionale (121) tra i calciatori in attività e non ha dato addio alla maglia azzurra: il suo taglio sarebbe perciò la fine di un ciclo. Lo seguono nell’elenco Immobile (56), Verratti (55), Donnarumma (54) e Jorginho (48). Soltanto il portiere del Psg sembra al momento sicuro del posto da titolare, malgrado l’assalto di Meret e la crescita di Vicario. Per Verratti e Jorginho, secondo il borsino dei pronostici tentato da chi vuole leggere nella mente dell’abbottonatissimo ct, è in dubbio la convocazione stessa. Di sicuro il 4-3-3, assai elastico e con frequenti interscambi in attacco, pare il sistema di gioco più probabile, mutuato dal Napoli dominatore dello scorso campionato.

La sfida di Immobile

È lecito abbozzare in prospettiva la formazione del futuro, che però potrebbe non essere subito quella della prima partita con la Macedonia del nord. In porta Donnarumma e davanti a lui il quartetto formato dai terzini Di Lorenzo e Dimarco e dalla giovane coppia centrale Scalvini-Bastoni, insidiata da Casale. A centrocampo l’attuale varietà di scelta metterebbe in concorrenza per le tre maglie canoniche Barella, Tonali, Locatelli e Frattesi, anche se con l’Inter ha iniziato da riserva. È cruciale il ruolo del regista, con inserimento possibile di Rovella e Ricci e con Miretti e Fagioli nei pressi. In attacco il tridente è la formula prediletta, ma non è impossibile l’uso del trequartista, alle spalle del centravanti, quando il modulo elastico virerà verso il 4-2-3-1. Il redivivo Belotti e il sempreverde Candreva hanno lanciato i loro squilli, ma le gerarchie Berardi e Chiesa partono in teoria in vantaggio sulle fasce: non di molto, però, su Zaccagni e Zaniolo, i due “nemici” che dovranno riconciliarsi per la ragion di stato. Baldanzi è il jolly potenziale. Il vero dilemma, alla fine, resta il solito: chi farà il centravanti? Immobile ha già parlato chiaro, segnando subito. Deve resistere al sorpasso di Raspadori, il più duttile perché è in grado di giocare da falso nove ma anche in tutti gli altri ruoli dell’attacco, l’oriundo Retegui contende a Scamacca la veste della punta classica. Spalletti ha già in testa la sua Italia. Solo che per adesso, data anche la tradizione del settembre scivoloso per la Nazionale, conteranno pure le indicazioni dell’avvio della serie A. Anche l’ingannevole calcio d’agosto proverà a dire le sue verità.
 

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