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Italia, perché con la Macedonia non è più sfortuna: i dati dietro un incubo ricorrente

Ciro Immobile

Ciro Immobile

 
La nazionale di Bardhi e Trajkovski non è un’altra Corea del Nord: giocare con loro, per noi, è quasi come affrontare alcune superpotenze mondiali
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E allora non era solo una partita maledetta. Un tiro venuto fuori dal nulla, al 92’, solo perché la sorte aveva deciso che dovevamo tornarcene a casa. No, il pari di Skopje, all’esordio di Luciano Spalletti sulla panchina azzurra, ci ha raccontato che la Macedonia del Nord non è un’altra Corea del Sud, ma un vero e proprio incubo ricorrente del calcio italiano.

Lo dicono i numeri: con la Macedonia abbiamo giocato quattro volte, ne abbiamo vinta solo una. E che fatica, pure lì. Un 3-2 in casa loro (qualificazioni mondiali, era il 2016), strappato solo 91’ con un gol di Ciro Immobile. Poi due pareggi — l’1-1, recentissimo, di Skopje, e quello di Torino nel 2017 — e una sconfitta, la funesta serata di un anno e mezzo fa, quando a Palermo ci siamo ritrovati senza Mondiale.

Italia, con quali squadre abbiamo un bilancio negativo?

Con la modesta Macedonia, riassumendo, il bilancio su quattro incontri è pari. Non è qualcosa che succede spesso all’Italia, che ha un bilancio positivo con la stragrande maggioranza del calcio mondiale.

Ci sono comunque altre squadre “anomale” per la nostra storia, che ci ricordano più dolori che gioie, nonostante il minore blasone. Poche, ma ci sono. Abbiamo un bilancio negativo con la già citata Corea del Nord, Islanda, Costa d’Avorio; siamo pari con Slovacchia o Corea del Sud. Macchie sul curriculum che, però, potremmo ridurre a episodi, perché con nessuna di queste abbiamo giocato abbastanza volte da poter intuire una tendenza statistica, oltre la sfortuna. Con le squadre in questa lista, infatti, abbiamo giocato al massimo un paio di volte. Giusto col Cile abbiamo giocato tre volte senza vincere la maggioranza delle gare.

La Macedonia e gli altri incubi ricorrenti

Sempre stando ai dati, che a volte raccontano la realtà così bene da sembrare assurdi, la Macedonia per noi somiglia più a squadre come la Croazia, l’Unione Sovietica o l’Uruguay. Inutile dirlo, con le dovute proporzioni. Contro di loro abbiamo una maggioranza di sconfitte sulle vittorie, su un campione comunque un po’ più ampio di scontri diretti (9, 11 e 11, rispettivamente). Poi i risultati vanno anche pesati: più facile perdere con una superpotenza o pareggiare con una nazionale che rappresenta 2 milioni di persone?

Non scomodiamo, sarebbe troppo, Spagna e Brasile, le ultime due nazionali rimaste con cui abbiamo un bilancio negativo. La Spagna ci ha sconfitto 13 volte contro 11 vittorie azzurre e 16 pareggi. Il Brasile ci ha battuto otto volte, noi a loro cinque, con soli tre pareggi negli scontri diretti. Un altro mondo. Ma chissà chi ci farebbe più paura affrontare, oggi, Socrates e Falcao o Bardhi e Trajkovski?

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