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Soulè, il talento conteso tra Italia e Argentina: “Mi piace l’asado, ma anche la pasta...”

Matias Soulé

 (fotogramma)
Il ragazzo di Mar del Plata di proprietà della Juve sta facendo benissimo a Frosinone. Il ct dell’Albiceleste Scaloni non lo ha ancora chiamato, e Spalletti spera
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Firenze - A domanda esplicita sulla sua preferenza tra Argentina e Italia, il mattatore del Frosinone Matias Soulé, 20 anni, prestito della Juventus nato a Mar del Plata, sbocciato nelle giovanili del Velez Sarsfield e arrivato a Torino all’inizio del 2020, ha abbozzato un altro dribbling, dopo i tanti con cui aveva fatto ammattire la difesa del Verona: “Non fatemi sudare, per favore”. Ma la domanda era logica e l’altro dribbling di Soulé, stavolta a sfondo gastronomico (“mi piace l’asado, però anche la pasta”), lascia intatto il senso dell’interrogativo: l’ennesimo talento col doppio passaporto argentino e italiano potrà finire in maglia azzurra o sceglierà l’Albiceleste campione del mondo in carica, come di norma capita?


L’attuale divario numerico di potenziali campioni tra le due Nazionali…

Firenze - A domanda esplicita sulla sua preferenza tra Argentina e Italia, il mattatore del Frosinone Matias Soulé, 20 anni, prestito della Juventus nato a Mar del Plata, sbocciato nelle giovanili del Velez Sarsfield e arrivato a Torino all’inizio del 2020, ha abbozzato un altro dribbling, dopo i tanti con cui aveva fatto ammattire la difesa del Verona: “Non fatemi sudare, per favore”. Ma la domanda era logica e l’altro dribbling di Soulé, stavolta a sfondo gastronomico (“mi piace l’asado, però anche la pasta”), lascia intatto il senso dell’interrogativo: l’ennesimo talento col doppio passaporto argentino e italiano potrà finire in maglia azzurra o sceglierà l’Albiceleste campione del mondo in carica, come di norma capita?


L’attuale divario numerico di potenziali campioni tra le due Nazionali è perfino crudele e non è dunque più in questione il fatto che ogni ct dell’Italia ormai decida pragmaticamente di ricorrere agli oriundi del terzo millennio, in genere sudamericani di ascendenza appunto argentina, brasiliana o uruguaiana: nessuna Nazionale si esime ormai dal censimento su scala mondiale. Lontana l’era degli angeli dalla faccia sporca Sivori, Maschio e Angelillo, Trapattoni rinverdì la prassi nel 2003 con Camoranesi, futuro campione del mondo con Lippi. Da allora l’elenco si è infoltito, fino al reclutamento del centravanti Retegui da parte di Mancini, che poco prima di abbandonare la panchina della Nazionale fece debuttare l’attaccante del Tigre e lo convinse poi a trasferirsi in serie A, dove è stata ottima la sua partenza di stagione nel Genoa: al di là del recente infortunio al ginocchio che lo ha costretto a saltare questa convocazione, i gol di Mateo hanno indotto Spalletti a confermarlo.

Convocabili in A sono appena il 30%

Oggi che la percentuale di convocabili dal massimo campionato si è fatta clamorosa minoranza attorno al 30%, il nuovo commissario tecnico e il suo staff sono più che attenti al tema. Nel caso di Soulé il corteggiamento è stato diretto. Lo giustifica l’alto rendimento dell’ala destra di piede sinistro che Di Francesco, ripagato per ora anche da due gol, ha trasformato nel fantasista della squadra. Il curriculum del giocatore autorizza qualche speranza azzurra, anche se alla Juventus, nella scorsa stagione, lo prese sotto la sua ala uno tra i protagonisti del titolo dell’Albiceleste in Qatar. Angel Di Maria è il modello tecnico al quale lui ha dichiarato di ispirarsi e non a caso nel Mondiale Under 20, giocato con l’Argentina, Matias prese la maglia numero 11. Mascherano, allenatore dell’Under 23 serbatoio di quella maggiore, lo ha lanciato e non pare intenzionato a mollare la presa.

Soulé escluso a sorpresa da Scaloni

Del resto il ct Scaloni lo aveva adocchiato subito, nella nidiata da fare crescere accanto alla chioccia Messi. I nomi di due tra i giovani monitorati dell’epoca – Julian Alvarez ed Enzo Fernandez, titolari in Qatar – sono abbastanza indicativi.
Tuttavia, in queste ore, Scaloni non ha inserito Soulé tra i calciatori che si ritrovano a Ezeiza per preparare le due partite delle qualificazioni al Mondiale 2026 con Ecuador e Perù, nonostante nella lista non manchino gli Under 23, che Mascherano utilizzerà poi, dopo gli allenamenti con Messi & C, nel torneo preolimpico del prossimo gennaio. Vi figurano tra gli altri tre giocatori provvisti del fatidico doppio passaporto e per questo potenzialmente convocabili da Spalletti, fino a quando non avranno giocato una partita ufficiale con la Nazionale maggiore dell’Argentina: il difensore del Milan Marco Pellegrino, il fantasista della Fiorentina Lucas Beltran e il centrocampista dell’Atletico Paranaense Bruno Zapelli, che ha già esordito nel marzo scorso con l’Under 21 azzurra, allora allenata da Nicolato. L’assenza di Soulé dalla lista di Scaloni lo proietta apparentemente nel limbo.

Papà Norberto, accanito tifoso dell’Independiente, ha deciso la prima parte della sua carriera: dal Banco Nación all’Argentinos del Sud e al Kimberley, sempre a Mar del Plata, fino alle giovanili del Velez Sarsfield a 12 anni, col trasferimento a Liniers, sobborgo di Buenos Aires.

La legge di papà Norberto

Nel 2020 Norberto Soulé esercitò la legge argentina della patria potestà e stabilì che il figlio, allora minorenne, si sarebbe trasferito alle giovanili della Juventus invece di continuare nel Velez. Il percorso in Italia del ragazzo di Mar del Plata è stato assai lineare. Nella Juventus Next Gen, in serie C, ha fatto l’opportuno apprendistato, ma Allegri lo ha comunque lanciato in prima squadra: 15 presenze e 1 gol alla Sampdoria, 7 mesi fa, e anche il debutto in Champions League. Dove ha già giocato 3 volte, l’ultima a novembre 2022 nel finale contro il Psg, quando ha incrociato sul campo Messi e Mbappé. Ora il prestito al Frosinone sembra proprio il trampolino giusto.

Non solo Soulé, i monitorati da Spalletti

Spalletti osserva molto interessato, però il suo sguardo si allunga inevitabilmente anche altrove. I nuovi oriundi non vengono necessariamente tutti dal Sudamerica. Il centrocampista del Sassuolo Daniel Boloca, nato a Chieri 24 anni fa, è figlio di immigrati romeni e dopo congrua gavetta fra il Tatran Presov slovacco (toccata e fuga), la Romanese, la Pro Sesto, il Francavilla e il Fossano in serie D, è passato a sua volta attraverso il Frosinone in B per un triennio fondamentale: 82 presenze, 3 gol e la certezza di poter fare la mezzala anche in A. Adocchiato da Mancini, che lo volle per lo stage a Coverciano, aveva già debuttato a novembre 2022 nella Romania. In amichevole, però. Adesso il suo obiettivo è convincere Spalletti per entrare, un anno dopo, nelle convocazioni azzurre del novembre 2023.

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