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Nazionale, con Spalletti torna il ct sergente di ferro

Luciano Spalletti

 (ansa)
Primo giorno di raduno in vista delle sfide contro Malta e Inghilterra. Il tecnico detta le regole sugli infortuni e la disciplina
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FIRENZE - Alla lezione tattica sul campo anche i due acciaccati Chiesa e Di Lorenzo hanno assistito come scolari attenti, senza perdersene un attimo. Spalletti aveva l’aria soddisfatta di chi si trova esattamente dove ha sempre sognato di essere: a Coverciano, a fare il ct. Però, avverte lui, deve essere un sogno per tutti. La felicità, argomenta lui, è quella che si regala agli altri, a chi è andato all’estero col suo fagotto perché non arrivava alla fine del mese e aspetta la partita degli azzurri due ore prima davanti alla televisione. La felicità non è "girare per Coverciano come un ebete con le cuffie nelle orecchie. Chi non ha questi requisiti potrà continuare a fare il calciatore, ma non con me. A difendere di continuo i figlioli li si rende più deboli”.

La ‘svolta’ di Coverciano

Decisamente il ct non corre questo rischio: è duro, se occorre durissimo. Le porte di Coverciano spesso sono state un po’ troppo girevoli, l’attaccamento alla maglia azzurra va dimostrat…

FIRENZE - Alla lezione tattica sul campo anche i due acciaccati Chiesa e Di Lorenzo hanno assistito come scolari attenti, senza perdersene un attimo. Spalletti aveva l’aria soddisfatta di chi si trova esattamente dove ha sempre sognato di essere: a Coverciano, a fare il ct. Però, avverte lui, deve essere un sogno per tutti. La felicità, argomenta lui, è quella che si regala agli altri, a chi è andato all’estero col suo fagotto perché non arrivava alla fine del mese e aspetta la partita degli azzurri due ore prima davanti alla televisione. La felicità non è "girare per Coverciano come un ebete con le cuffie nelle orecchie. Chi non ha questi requisiti potrà continuare a fare il calciatore, ma non con me. A difendere di continuo i figlioli li si rende più deboli”.

La ‘svolta’ di Coverciano

Decisamente il ct non corre questo rischio: è duro, se occorre durissimo. Le porte di Coverciano spesso sono state un po’ troppo girevoli, l’attaccamento alla maglia azzurra va dimostrato coi fatti. Il fatto nuovo è che adesso si può vedere un calciatore non giocare con il proprio club per un infortunio e poi, se sta bene, tornare abile e arruolato per l’Italia. Di solito accadeva l’opposto. Il messaggio vale anche per i dirigenti: è il calciatore a decidere, non il presidente. I casi tangibili, nella preparazione alle partite di qualificazione a Euro 2024 contro Malta (14 ottobre a Bari) e Inghilterra (17 a Wembley), sono almeno tre.

Spalletti: “Chiesa? Decide lui”

Caso Chiesa: “Siccome l’altra volta sentiva male e poi dopo tre giorni ha giocato nella Juventus, stavolta facciamo il contrario. Secondo la società c’è pochissimo (“dolore postero-mediale del ginocchio in miglioramento”, ndr) e secondo i nostri accertamenti pure. Poi decide lui”. Caso Zaccagni: “Gli hanno fasciato la caviglia. Probabilmente la Lazio spera, come Sarri, di avere il maggior numero possibile di calciatori. Noi non forziamo nessuno, abbiamo deciso con Immobile che era meglio lasciarlo a casa. Ma se i ragazzi stanno bene e vengono volentieri, li portiamo”. Caso Biraghi: non ha giocato con la Fiorentina a Napoli per un guaio alla caviglia, ma a Coverciano si è allenato regolarmente. Morale. Biraghi è già pronto, Chiesa entro oggi deciderà se restare per essere poi a Wembley, obiettivo di Zaccagni.

Moise Kean

 (ansa)

L’occasione di Kean

Poi c’è la regola del gruppo: riconduce a Kean, provato nel tridente per Bari con Berardi e Scamacca: “Non so come si sia comportato in passato, a me piace. Verrò a conoscenza dei suoi comportamenti qui dentro: divento un soggetto scomodo con chi non ha subito chiaro come si deve stare qui”. Morale: Kean ha una grande occasione, non la deve sprecare. Del resto, conclude il ct, c’è già il regalo di Natale pronto per la squadra: “Il libro sugli All Blacks: Niente teste di cazzo”. Detto in maniera meno icastica, il 20 novembre la Nazionale potrebbe festeggiare la qualificazione all’europeo contro l’Ucraina, secondo la stampa tedesca sul campo neutro di Leverkusen, città piena di italiani di Germania orgogliosi della Nazionale. Esserci, quella sera, significherebbe avere passato l’esame Spalletti.
 

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