Scamacca e il gol all’Inghilterra, la rinascita riparte dove la corsa si era fermata
dal nostro inviato Matteo PinciGianluca Scamacca a Wembley prima di Inghilterra-Italia
LONDRA - “Cosa ci manca? Un po’ di culo”. Gianluca Scamacca sorride, raccoglie da terra il borsone della nazionale, si stampa un sorriso un po’ amaro sul volto e lascia Wembley. Il suo primo gol in Nazionale avrebbe meritato un finale diverso. Invece la sconfitta dell’Italia per 3-1 contro l’Inghilterra lascia un sapore amaro, nonostante quell’avvio così promettente.
Scamacca, rinascita in Inghilterra dopo i dolori al West Ham
Scamacca è arrivato a quel gol che sapeva d’illusione dopo dodici partite in maglia azzurra in cui aveva tirato verso la porta praticamente mai, o quasi. Così, quando si è trovato la palla sul piede e l’ha infilata in porta, quasi non sapeva come festeggiare. Alla fine ha portato le…
LONDRA - “Cosa ci manca? Un po’ di culo”. Gianluca Scamacca sorride, raccoglie da terra il borsone della nazionale, si stampa un sorriso un po’ amaro sul volto e lascia Wembley. Il suo primo gol in Nazionale avrebbe meritato un finale diverso. Invece la sconfitta dell’Italia per 3-1 contro l’Inghilterra lascia un sapore amaro, nonostante quell’avvio così promettente.
Scamacca, rinascita in Inghilterra dopo i dolori al West Ham
Scamacca è arrivato a quel gol che sapeva d’illusione dopo dodici partite in maglia azzurra in cui aveva tirato verso la porta praticamente mai, o quasi. Così, quando si è trovato la palla sul piede e l’ha infilata in porta, quasi non sapeva come festeggiare. Alla fine ha portato le mani alle orecchie e baciato il tricolore sul petto. Curioso il gol sia arrivato subito dopo aver lasciato l’Inghilterra e la Premier: nell’estate del 2022 aveva firmato per il West Ham ma lì non ha funzionato, complici una serie di infortuni. La sua corsa verso il successo si è fermata lì, in Inghilterra: “Ho giocato per gran parte del tempo con un menisco compromesso. Mi convincevo nella mia testa che non era niente. Mi allenavo sopra al dolore, prendevo i medicinali per non sentire male. Perché mi uccideva correre e sentire che il ginocchio non c’era. Avevo paura di non tornare più forte come prima”.
Scamacca, gli esordi, l’amicizia con Frattesi e il tifo per la Roma
Ci è voluto del tempo, il percorso non è ancora completo. Ma quel gol a Wembley è la base per la sua rinascita, per cui ha scelto Bergamo e l’Atalanta. Pensare che lo aveva cercato anche la Roma: per lui aveva un debole il general manager giallorosso Tiago Pinto. E lui sarebbe tornato di corsa nella squadra in cui è cresciuto. Sì, perché Scamacca è tifoso della Roma. Lo ha rivelato lo stesso Scamacca, indirettamente, raccontando un aneddoto di quando, insieme al suo inseparabile amico, Davide Frattesi, giocavano nelle giovanili della Lazio: “La domenica facevamo i raccattapalle. Una volta, in un Lazio-Juve, questo ragazzetto qui – indicando Frattesi – urlò davanti a tutti: “Lui tifa Roma”. Io restai come un baccalà, feci segno di “no” con le dita e cominciai a urlare Forza Lazio”.
Il gol di Scamacca all'Inghilterra
Scamacca: il padre e la fuga in Olanda
Quando si parla di Scamacca e della Roma, impossibile non ricordare un episodio che ha rischiato di danneggiarlo seriamente. Nel 2021 il padre Emiliano entrò a Trigoria brandendo una spranga ed avventandosi contro alcune auto di dirigenti, fino all’intervento della polizia. Se ne parlò molto, Scamacca fu costretto a far sapere, indirettamente, che i suoi rapporti col padre sono praticamente inesistenti e che la sua famiglia si limita da tempo a madre e sorella. Ma fu un motivo di imbarazzo per il ragazzo, esploso pochi mesi dopo tornando al Sassuolo: i 16 gol nel campionato 2021/22 restano il miglior bottino della sua giovane carriera. Iniziata paradossalmente in Olanda: a 16 anni infatti il ragazzo ha lasciato la Roma e l’Italia per trasferirsi al Psv. Salvo farvi ritorno due anni più tardi, acquistato dal Sassuolo. Da lì una raffica di prestiti senza troppo successo: Cremonese, Pec Zwolle in Olanda, poi un buon campionato all’Ascoli in B e uno discreto in A col Genoa. Fino all’esplosione. E a una rinascita che riparte proprio da dove la sua corsa si era fermata.