Zaniolo e l’ombra delle scommesse, ritrova l’azzurro ma l’inchiesta è aperta
di Emanuele GambaNicolò Zaniolo in campo per l'Aston Villa
(reuters)Nicolò Zaniolo aveva lasciato Coverciano un mese fa alla chetichella e senza il telefonino, sequestrato dai poliziotti che erano scesi a Firenze per interrogare lui e Tonali, scommettitori clandestini. Lunedì il giocatore dell’Aston Villa tornerà nel centro sportivo federale, convocato anche se ancora indagato: Gravina e Spalletti hanno scelto di seguire una linea garantista, reinserendo in gruppo un giocatore a conti fatti solamente lambito dallo scandalo dell’autunno, al contrario degli squalificatissimi Fagioli e Tonali. Per Zaniolo, invece, l’unico effetto del coinvolgimento nell’inchiesta di Torino, e nelle delazioni di Fabrizio Corona, è stata quell’uscita anticipata dal ritiro azzurro che a ottobre gli impedì di giocare contro Malta e soprattutto a Wembley contro l’Inghilterra. Però adesso può tornare, perché la sua versione («Ho scommesso su siti clandestini, ma mai sul calcio»), esposta già nell’interrogatorio di Coverciano e poi ribadita in quello del 27 ottobre in Procura a…
Nicolò Zaniolo aveva lasciato Coverciano un mese fa alla chetichella e senza il telefonino, sequestrato dai poliziotti che erano scesi a Firenze per interrogare lui e Tonali, scommettitori clandestini. Lunedì il giocatore dell’Aston Villa tornerà nel centro sportivo federale, convocato anche se ancora indagato: Gravina e Spalletti hanno scelto di seguire una linea garantista, reinserendo in gruppo un giocatore a conti fatti solamente lambito dallo scandalo dell’autunno, al contrario degli squalificatissimi Fagioli e Tonali. Per Zaniolo, invece, l’unico effetto del coinvolgimento nell’inchiesta di Torino, e nelle delazioni di Fabrizio Corona, è stata quell’uscita anticipata dal ritiro azzurro che a ottobre gli impedì di giocare contro Malta e soprattutto a Wembley contro l’Inghilterra. Però adesso può tornare, perché la sua versione («Ho scommesso su siti clandestini, ma mai sul calcio»), esposta già nell’interrogatorio di Coverciano e poi ribadita in quello del 27 ottobre in Procura a Torino, sta reggendo ai riscontri degli investigatori. A livello penale rischia al massimo un’ammenda mentre a livello sportivo non c’è stato, e probabilmente non ci sarà, un deferimento a suo carico, a meno che dall’inchiesta dei magistrati torinesi non emergano nuovi elementi. I legali di Zaniolo mirano all’estinzione del reato, anche se ci vorranno ancora un paio di mesi per la chiusura del procedimento: il tempo necessario per avere un quadro su tutte le posizioni coinvolte.
Zaniolo e il posto stabile con Spalletti
A livello di giustizia sportiva su Zaniolo non ci sono dunque macchie e Spalletti gli ha ribadito volentieri la fiducia, dopo avergli fatto giocare il secondo tempo contro la Macedonia e averlo schierato tra i titolari contro l’Ucraina: sulla fascia destra, dove l’ex romanista avanza la sua candidatura, troverà la concorrenza di Berardi e soprattutto di Politano, che in questi mesi è in stato di grazia ed è molto caro al ct. Zaniolo, però, un posto stabile nella rosa della Nazionale adesso sembra averlo, mentre con Mancini andava e veniva, senza continuità e con prospettive tecniche abbastanza confuse.
Nicolò Zaniolo al termine dell'audizione in Procura a Torino, il 27 ottobre
Sì a Kean, no a Immobile
Tra i 29 che dovranno meritarsi la qualificazione a Euro 2024 (venerdì ci sarà Italia-Macedonia a Roma, tre giorni dopo Ucraina-Italia a Leverkusen, in Germania), Spalletti ha anche inserito due debuttanti assoluti, il terzino juventino Cambiaso e il trequartista monzese Colpani, un altro di quelli che possono giocare nel ruolo di Zaniolo, di Politano eccetera, anche se dovrebbe venire inserito nel pacchetto delle mezze ali. C’è anche il ritorno di un campione d’Europa, Jorginho, che di fatto occupa la casella lasciata vacante da Tonali, e di due difensori, il granata Buongiorno e specialmente Calabria, che in Nazionale non metteva piede dal giugno del 2022, nonostante sia il capitano del Milan. Tra i convocati non c’è invece Immobile, malgrado i segni di vita che il laziale ha dato tra campionato e Champions League, segnando due gol in quattro giorni. Mai come stavolta, però, il ct pensa che il ruolo di centravanti sia coperto: ha puntato su Scamacca, Raspadori e Kean, che nella Juventus è ancora a secco ma che nelle gerarchie di Allegri ha scalzato Vlahovic.