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Nazionale, missione Europeo: sette giorni da vera Italia per evitare i play-off

Il ct Luciano Spalletti

Il ct Luciano Spalletti

 

Gli azzurri di Spalletti attesi dalle sfide con Macedonia del Nord (il 17 novembre a Roma) e Ucraina (il 20 in campo neutro a Leverkusen)

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FIRENZE — Sono i sette giorni del dentro o fuori: qualificazione diretta all'Europeo tedesco del prossimo anno oppure rinvio ai rischiosi play-off del marzo 2024, un imbuto nel quale la Nazionale si è incagliata due volte negli ultimi sei anni, nel 2017 e nel 2022, quando mancò il Mondiale scivolando con Svezia e Macedonia del Nord. Ripetere quell’esperienza sarebbe disastroso per il calcio italiano. In palese contrasto con la propria storia, con i quattro titoli di campione del mondo e i due di campione d’Europa, gli azzurri precipiterebbero sostanzialmente tra i comprimari, lontani dall’olimpo dei grandi del pallone, di cui hanno sempre fatto parte. L’Italia campione d’Europa in carica ha però tutte le possibilità di evitare questo epilogo del girone di qualificazione a Euro 2024, agguantando il secondo posto della qualificazione diretta, dietro l’Inghilterra che ha già prenotato il viaggio in Germania nel prossimo giugno. Alla Nazionale bastano 4 punti tra la partita di Roma con la Macedonia del Nord e quella di Leverkusen in campo neutro con l’Ucraina. La logica suggerisce che sarebbe meglio vincere subito in casa con i macedoni, per poi garantirsi il vantaggio di affrontare gli ucraini con due risultati a disposizione su tre.

Colpani e Cambiaso debuttano in gruppo

In ogni caso non c’è tempo per le elucubrazioni, bisogna tuffarsi subito nel lavoro sul campo. Il raduno a Coverciano si apre secondo il principio base che Spalletti ha dichiarato in tempi non sospetti di volere seguire: da un lunedì all'altro, dal laboratorio fiorentino alla decisiva partita del 20 novembre a Leverkusen contro l'Ucraina, passando attraverso l'appuntamento del 17 a Roma con la Macedonia del Nord, la Nazionale dovrà essere come una squadra di club. Dovrà allenarsi con intensità e impegno massimi, assimilando le richieste tattiche del ct. E ne dovrà accettare le scelte, anche le più drastiche. Le convocazioni sono già una conferma del metodo, con l'esclusione ovvia degli infortunati, ma anche degli acciaccati e di chi ultimamente non ha convinto nella propria squadra. Il commissario tecnico, esattamente come un allenatore di club, attinge dalla rosa intera, allargata di continuo, scegliendo i migliori sì, ma anche i più in forma. Si spiega così la chiamata dal Monza di Colpani e dalla Juventus di Cambiaso: due debuttanti assoluti nel gruppo. Si spiega così la rinuncia a Udogie, eccellente in ottobre a Londra, e a Scalvini, che a Wembley non ha vissuto certo la sua migliore serata, ma resta un giovane difensore sul quale puntare per il futuro.

Il ritorno di Jorginho e il blocco dell’Inter

Le prime quattro uscite della nuova Nazionale (pari in Macedonia, vittoria a Milano con l’Ucraina e a Bari con Malta, sconfitta a Wembley con l’Inghilterra) sono state incoraggianti per il gioco. Gli azzurri hanno assimilato in fretta i dettami tattici di Spalletti, che ha ribadito anche dopo la sconfitta di Wembley di non volere derogare all’idea di attaccare sempre, di comandare la partita e di pressare nella metà campo avversaria per recuperare il pallone, a costo di correre qualche rischio in più nella propria. Lo esige il calcio moderno, ha spiegato, e in effetti il primo tempo nella casa dell’Inghilterra ha confermato la validità del concetto, prima che la classe di Bellingham e Kane decidesse la serata londinese. Ovviamente contano anche gli interpreti del canovaccio e in questo senso il ct sa benissimo come il problema cruciale del gol rimanga quello fondamentale da risolvere. La fiducia confermata nel giovane trio di centravanti Scamacca-Raspadori-Kean è giustificata anche dalle loro recenti prestazioni nei rispettivi club. A Immobile non è riuscita la rincorsa e Retegui è infortunato. Toccherà a Berardi e al rientrante Chiesa affiancare il prescelto. Ma molto dipenderà anche dai centrocampisti e qui, preso atto dell’assenza di Tonali per il caso scommesse, Spalletti ha scelto l’usato sicuro: oltre a confermare tra i convocati lo scintillante Bonaventura di questi tempi, ha richiamato Jorginho, che nell’Arsenal sta ritrovando spazio e che sembrava accantonato per via dello scarso impiego in Premier League. Né Locatelli, né Cristante, i registi schierati finora, hanno evidentemente convinto fino in fondo il commissario tecnico. Che si può rallegrare dell’affidabilità del gruppo dell’Inter, l’unico tra i grandi club a puntare sugli italiani (sono presenti tutti e sei, guidati dal trascinatore Barella: Acerbi, Bastoni, Dimarco reduce dal gol inventato contro il Frosinone, Darmian, Frattesi goleador in maglia azzurra e appunto Barella).

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Di Lorenzo squalificato, Darmian scelta obbligata

Ma i contrattempi non mancano mai. A ottobre ci fu quello clamoroso dei poliziotti a Coverciano per sequestrare cellulari e tablet di Tonali e Zaniolo (che è riuscito a confermare la sua linea difensiva sulla vicenda scommesse e partecipa a questo raduno, entrando con El Shaarawy nel ballottaggio tra gli esterni d’attacco). Stavolta il guaio è la squalifica di Di Lorenzo per la partita di Roma. Spalletti si era cautelato, riportando in Nazionale Calabria e chiamando Toloi. Ma i loro infortuni, insieme a quello del portiere del Napoli Meret, hanno per il momento abbassato a 26 il numero degli azzurri e impongono la scelta obbligata di Darmian terzino destro contro la Macedonia del Nord. Non c’è tempo da perdere: le prove tattiche per dribblare i play-off cominciano subito.

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