Migliaia di esuli ucraini alla partita con l'Italia. Shevchenko: "Per tutti noi è una serata importantissima"
dal nostro inviato Enrico CurròOleksandr Zinchenko
LEVERKUSEN - “Non è una partita qualsiasi: è importantissima per tutti noi”. L’ex Pallone d’oro Andriy Shevchenko, spettatore attesissimo e nominato ambasciatore personale dal presidente Zelensky, è in viaggio e sintetizza al telefono il senso di Ucraina-Italia, che al freddo atmosferico (piove e la temperatura è gelida) contrapporrà un ambiente decisamente caldo. I calciatori ucraini, che peraltro hanno avuto modo di acclimatarsi al meteo durante il ritiro polacco di Danzica chiuso sotto la neve, sono arrivati sul luogo un giorno prima della Nazionale italiana: li ha accolti un nutrito gruppo di tifosi, per lo più esuli in Germania, in fuga dalla guerra. Shevchenko raggiungerà la squadra il giorno della gara: l’ex Pallone d’oro, ex ct dell’Ucraina ed ex grande attaccante del Milan non ha mai mancato di presenziare agli appuntamenti delle qualificazioni a Euro 2024 e non salterà quello decisivo.
La scena della squadra itinerante, acclamata dai propri connazionali, non è inconsueta: si…
LEVERKUSEN - “Non è una partita qualsiasi: è importantissima per tutti noi”. L’ex Pallone d’oro Andriy Shevchenko, spettatore attesissimo e nominato ambasciatore personale dal presidente Zelensky, è in viaggio e sintetizza al telefono il senso di Ucraina-Italia, che al freddo atmosferico (piove e la temperatura è gelida) contrapporrà un ambiente decisamente caldo. I calciatori ucraini, che peraltro hanno avuto modo di acclimatarsi al meteo durante il ritiro polacco di Danzica chiuso sotto la neve, sono arrivati sul luogo un giorno prima della Nazionale italiana: li ha accolti un nutrito gruppo di tifosi, per lo più esuli in Germania, in fuga dalla guerra. Shevchenko raggiungerà la squadra il giorno della gara: l’ex Pallone d’oro, ex ct dell’Ucraina ed ex grande attaccante del Milan non ha mai mancato di presenziare agli appuntamenti delle qualificazioni a Euro 2024 e non salterà quello decisivo.
La scena della squadra itinerante, acclamata dai propri connazionali, non è inconsueta: si ripete ormai da quasi un anno e mezzo, da quando cioè l’Ucraina non può più giocare le sue partite casalinghe allo stadio Oliympiskiy di Kiev e nemmeno a Lviv, a Kharkiv e nelle altre città ucraine (l’ultima volta in casa fu a Odessa, l’11 novembre 2021). In giro per l’Europa c’è sempre qualche famiglia che si sposta in pellegrinaggio dai giocatori e dal loro ct Rebrov, già stella della Dinamo Kiev e compagno del futuro Pallone d’oro Shevchenko. C’è sempre qualche bambino che chiede un selfie. C’è sempre una bandiera gialla e blu da autografare. L’Ucraina del calcio è un simbolo del Paese: assolve una precisa funzione sociale e politica e ne è perfettamente consapevole.
In Germania sono un milione i rifugiati ucraini
La squadra nazionale ucraina ha giocato “in casa” in Slovacchia (a Trnava), in Polonia, (a Breslavia, Lodz e Cracovia) e in Repubblica Ceca (a Praga). Le due più grandi squadre di club, lo Shakhtar Donetsk e la Dinamo Kiev, hanno iniziato da tempo questo perenne tour in campo neutro, che per lo Shakhtar dura di fatto dal 2014, prima nelle altre città dell’Ucraina e poi all’estero, e che lo ha portato da Varsavia ad Amburgo. Dove qualche giorno fa, lo scorso 7 novembre, ha battuto il Barcellona in Champions. Quella storica vittoria, firmata dall’attaccante Danylo Sikan che è anche qui a Leverkusen, è avvenuta sotto gli occhi di 57 mila spettatori, arrivati con ogni mezzo possibile. Si è rafforzato quella sera il legame con la Germania, dove sono tantissimi i rifugiati ucraini: a fine settembre erano censiti in 975 mila (dato inferiore solo alla Polonia, con 1.6 milioni), ma nel frattempo sono certamente saliti. Per questo, anche se la scelta ufficiale di Leverkusen e del Nord Reno-Vestfalia come sede della partita con l’Italia risale allo scorso 11 ottobre, la presenza della rappresentativa di calcio ucraina in uno dei Land tedeschi più popolosi (18 milioni di persone), cuore dell’industria, diventa particolarmente significativo.
La città di Leverkusen ha concesso gratis la BayArena
Il sindaco di Leverkusen, Uwe Richraht, ha rivelato che l’accordo è stato raggiunto rapidamente e che la BayArena, lo stadio teatro delle partite del Bayer, è stata concessa gratuitamente alla Uaf, la federcalcio ucraina, il cui vicepresidente Vadim Kostyuchenko ha ringraziato pubblicamente la città famosa per la Bayer, la multinazionale farmaceutica con la quale viene identificata: “L’Uaf esprime la sua sincera gratitudine sia alla dirigenza del club tedesco Bayer, per la fruttuosa collaborazione e il sostegno fornito al calcio ucraino, sia alla Federcalcio tedesca per il suo aiuto e per l’assistenza nell’organizzazione di questa partita. Apprezziamo molto, ce ne ricorderemo per sempre". L’ad del Bayer, Fernando Carro, ha chiuso il cerchio: “Siamo lieti di essere riusciti a inviare un messaggio, anche se piccolo, di solidarietà e sostegno. Per molti ucraini che hanno trovato nella Renania la loro seconda casa, questa partita alla BayArena è un’ottima occasione per tifare direttamente la propria squadra, così come accade ai tanti cittadini italiani che vivono nella nostra regione”.
Attesi almeno 10mila italiani
In effetti anche la Nazionale di Spalletti, nonostante la partita si giochi di lunedì sera all’inizio di una settimana lavorativa, avrà il sostegno di un congruo numero di tifosi: lo dimostra il precedente del Mondiale 2006, in cui l’Italia costruì da queste parti il proprio successo, nel ritiro del Landhaus Milser hotel di Duisburg gestito dall’italiano Antonio Pelle. Proprio al Landhaus Milser aveva chiesto inizialmente ospitalità la federcalcio ucraina per preparare vicino a Leverkusen, con una settimana di ritiro ad hoc, questa partita decisiva per la qualificazione diretta a Euro 2024. Ma non c’era posto e d’altronde il cuore di Pelle e del suo staff batte sempre per gli azzurri, che il Landhaus Milser spera di ospitare ancora durante il torneo della prossima estate. Intanto saranno almeno 10 mila, secondo le previsioni, gli italiani sulle tribune della BayArena, che ha una capienza di 30 mila spettatori, ma ne potrà ospitare solo 25mila: un settore resterà chiuso per la sanzione dell'Uefa alla Uaf, dopo "i comportamenti razzisti dei tifosi nelle partite con l' Inghilterra e con l'Italia a Milano". Gli spettatori ucraini dovrebbero essere in lieve maggioranza.
Tsygankov: “Regaleremo felicità al popolo che soffre”
Che non si possa trattare di una partita qualunque, per gli avversari degli azzurri, lo conferma Shevchenko stesso: “Ovviamente è un appuntamento importantissimo per tutti noi ucraini, perché sappiamo bene che cosa rappresenta”. I giocatori lo dichiarano sempre con chiarezza, prima di ogni partita e dopo, come ha fatto in queste ore Tsygankov, ala del Girona: “Se vogliamo andare all’Europeo, serve un’impresa, perché dobbiamo battere l’Italia. Dobbiamo provarci, perché andare all’Europeo, visti i tempi che stiamo vivendo, sarebbe fondamentale. Da mesi il nostro popolo soffre: vogliamo regalargli momenti felici”. Zinchenko, centrocampista dell’Arsenal e tra i talenti più celebrati insieme al numero 10 Mudryk, stellina del Chelsea, è già alle schermaglie: “Gli italiani vivono di calcio e come avversari sono davvero difficili. Non stanno zitti durante il gioco e ti fanno perdere la concentrazione”.
L’ex campione Tymoshchuk accusato di essere filorusso
Il ct Rebrov, nelle scorse settimane, ha duramente criticato Tymoshchuk, lo storico centrocampista col record di presenze in Nazionale (144): un primato che è stato cancellato, come tutti i trofei che Tymoshchuk ha vinto. Lo ha deciso l’Uaf, la federcalcio di Kiev, perché l’attuale viceallenatore dello Zenit San Pietroburgo è rimasto in silenzio, benché sollecitato a parlare, e non si è espresso contro l’invasione russa, il che ne ha fatto implicitamente un filorusso. Il caso non accenna a sgonfiarsi, anzi: “Il nome di Tymoshchuk era importante nel calcio, ma adesso non esiste più”, ha detto Rebrov, reduce con la squadra da una settimana di ritiro a Danzica, in Polonia: una settimana non priva di polemiche. L’amichevole di mercoledì col Lechia Danzica è stata infatti introdotta e seguita dalla questione mediatica dell’opportunità di giocarla, col rischio di vanificare il vantaggio degli allenamenti in più rispetto all’Italia, che ha poche ore per recuperare dalle fatiche con la Macedonia del nord: “Ci hanno costretto a giocare questa amichevole”, è il mantra dei polemisti al seguito dell’Ucraina, col sottinteso che gli azzurri vengano favoriti dall’Uefa.
L’altra polemica extracampo riguarda la vicenda dell’elenco, pubblicato secondo il sito sport.ua il 15 novembre dal ministero della gioventù e dello sport e poi sparito il 17 novembre, dei 304 atleti che dovrebbero rientrare in Ucraina dopo ogni gara per restare a disposizione della patria. Vi figuravano 4 nazionali: il portiere Trubin del Benfica, il difensore Zabarniy del Bournemouth, la punta Dovbyk del Girona e la suddetta stellina del Chelsea, l’estroso Mudryk. Che non possa essere una partita qualsiasi, per l’Ucraina squadra di un Paese in guerra dall’invasione russa del febbraio 2022, lo confermano inequivocabilmente i fatti.