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Spalletti dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin: “Basta codardi di merda travestiti da principi azzurri, difendiamo le donne e la loro libertà”

Il ct dell'Italia Luciano Spalletti

Il ct dell'Italia Luciano Spalletti

 (afp)

A poche ore dalla partita contro l’Ucraina, decisiva per la qualificazione all’Europeo, il ct parla dell’omicidio della 22enne che ha scosso l’Italia: “Non ne possiamo più di queste atrocità”

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LEVERKUSEN — "Non ne possiamo più di questi codardi di merda, travestiti da principi azzurri. Dobbiamo aiutare le donne a stare lontane da chiunque pretenda di possedere la loro libertà. Veramente non ne possiamo più di vedere queste cose atroci che non si possono fare, che nessuna persona può fare". Il ct della Nazionale, Luciano Spalletti, torna con Radiorai e Raisport sul dramma dell'omicidio di Giulia Cecchettin. Lo fa a poche ore dalla partita con l'Ucraina, decisiva per la qualificazione diretta a Euro 2024, un duello senza alternative, anche se gli azzurri hanno a disposizione due risultati su tre. “Ma noi ci siamo creati carattere proprio nelle difficoltà e finora abbiamo giocato partite tutte decisive, già come questa. Dobbiamo prenderci la responsabilità – le parole del ct - di trovare le soluzioni. E la soluzione è trovare giocate geniali, come hanno fatto Barella e Chiesa sul secondo gol alla Macedonia. Soluzioni improvvise che non stanno scritte in nessuna lavagna degli allenatori".

La formazione dell’Italia contro l’Ucraina

La formazione da schierare contro l'Ucraina è stata a lungo ponderata. È il frutto dell'equilibrio tra la necessità di coprire la porzione massima possibile di campo e di avere più fisico e la volontà di attaccare: Frattesi, Zaniolo e Raspadori sono i prescelti. "Noi abbiamo giocatori fortissimi. Poi è chiaro che nella partita vanno messe più cose, non solo le scelte dei giocatori. Ad esempio Frattesi è uno tra i più completi, perché ci mette un po' di tutto. Poi, in tutto questo lavoro che fa, può perdere un po' di pulizia di gioco. Zaniolo è fisico e ha buoni strappi, poi c 'è il continuo posizionamento, la maturità su pressione e attesa, la capacità di restare legato al blocco squadra: sono tutte cose che dobbiamo assolutamente fare per restare una squadra corta".

Gli attaccanti dell’Italia ispirati da Gigi Riva

Qualcosa in attacco si sta muovendo: anche se il record di Riva 35 gol resta ancora irraggiungibile, Raspadori, Chiesa e in prospettiva Scamacca possono salire in graduatoria: "Dobbiamo fare vedere prima di tutto le nostre qualità in queste partite, dobbiamo essere del livello di queste partite, che ti staccano il biglietto per andare a fare parte dei giocatori mitici. Sono, i nostri giovani, calciatori con un futuro. In attacco abbiamo anche Kean, che ha tante qualità e deve lavorare su altre. Poi c'è Retegui, un altro buonissimo riferimento per la posizione di prima punta. Ci sono miglioramenti da fare in ognuno di questi ragazzi, che hanno potenzialità per fare felici i loro allenatori e le loro squadre".

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