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Retegui segna, Donnarumma para: l’Italia non brilla ma batte il Venezuela 2-1

Retegui esulta dopo il gol (afp)
L’attaccante del Genoa, autore di una doppietta, tra le poche note liete della prima amichevole in America. Il portiere del Psg para un rigore dopo 3’
2 minuti di lettura

FORT LAUDERDALE – La colpa non è né di Romo o di Donnarumma o Bonaventura, ma di Pep Guardiola: questa mania di ricamare il gioco dal basso stava producendo danni, fino a quando un silenzioso centravanti argentino che ha scelto l'Italia non ha ricordato a tutti cosa deve fare un 9: buttarla dentro.

«La cronaca della partita»

I segnali di Retegui

L’unica verità assoluta nel calcio sono i gol. Mateo Retegui doveva fornire segnali e lo ha fatto. Due reti, da vecchio attaccante, il secondo arrivato in coda a una partita macchiata dagli errori difensivi del primo tempo, quando anche i commentatori messicani in tribuna avevano urlato al microfono “si sentono tutti Beckenbauer”.

Errori e gol

Al 40’ il portiere del Venezuela Romo aveva sbagliato il rinvio, intercettato da Locatelli. Cambiaso ha servito rapido in area Retegui, che ha controllato il pallone e trovato un diagonale di destro. Uno a zero per gli azzurri e partita che in altri tempi si sarebbe detta in discesa. Ma con il guardiolis…

FORT LAUDERDALE – La colpa non è né di Romo o di Donnarumma o Bonaventura, ma di Pep Guardiola: questa mania di ricamare il gioco dal basso stava producendo danni, fino a quando un silenzioso centravanti argentino che ha scelto l'Italia non ha ricordato a tutti cosa deve fare un 9: buttarla dentro.

«La cronaca della partita»

I segnali di Retegui

L’unica verità assoluta nel calcio sono i gol. Mateo Retegui doveva fornire segnali e lo ha fatto. Due reti, da vecchio attaccante, il secondo arrivato in coda a una partita macchiata dagli errori difensivi del primo tempo, quando anche i commentatori messicani in tribuna avevano urlato al microfono “si sentono tutti Beckenbauer”.

Errori e gol

Al 40’ il portiere del Venezuela Romo aveva sbagliato il rinvio, intercettato da Locatelli. Cambiaso ha servito rapido in area Retegui, che ha controllato il pallone e trovato un diagonale di destro. Uno a zero per gli azzurri e partita che in altri tempi si sarebbe detta in discesa. Ma con il guardiolismo il campo si fa in salita. Tre minuti dopo Donnarumma ha rischiato con i piedi sul pressing di Rondon, ha servito Bonaventura che, spalle al centrocampo, ha passato lateralmente il pallone all’uomo sbagliato, Machis. Conclusione a porta vuota e pareggio.

Donnarumma para un rigore

Poi, nella ripresa, ci ha pensato Retegui, servito da Jorginho e bravo a girarsi in un metro per concludere di destro. E’ finita così 2-1 per gli azzurri la prima volta di Italia-Venezuela e la vittoria è stata anche merito, ebbene sì, di Donnarumma. Quando si è limitato a fare il portiere, l’ex Milan è stato un gran portiere: ha neutralizzato in avvio il rigore calciato da Rondon (fallo di Buongiorno) e ipnotizzato Cadiz nel finale di partita. Tutti i discorsi sulla formula scelta da Spalletti, il 3-4-2-1, pronto a trasformarsi in 3-2-4-1, a seconda della spinta degli esterni, sono finiti un po’ ai margini in una partita prima lenta, poi da corrida. Mettere tre o cinque giocatori sopra la linea del pallone implica la conquista alta della sfera, per ritrovarsi con molti uomini e pochi metri da coprire.

Stadio pieno a metà

Servivano intensità e quella si è vista solo a tratti. C’erano, però, tutti i presupposti per fare brutta figura: due amichevoli in mezzo al momento chiave della stagione e lontano dall’Europa, il brivido dell’estate avanzata della Florida, uno stadio pieno a metà in una città satellite di Miami dove a Ponciana Park si potrebbero incrociare alligatori. E’ lo stadio di Leo Messi, okay, ma non abbastanza da trasformarlo in tempio del calcio, anche se chiedevano minimo 60 dollari più 37 di parcheggio.

Il rigore parato da Donnarumma 

L’ultimo passaggio

Nel primo tempo gli azzurri avevano preferito controllare più il gioco che aggredire, con Locatelli e Frattesi alti per evitare al Venezuela di salire per vie centrali e ripartire in contropiede con rapidi passaggi. Retegui, solido a sufficienza da attrarre su di sé due difensori, ha provato subito a liberare i compagni. Bonaventura ne ha approfittato, ma finendo per assaggiare la durezza degli avversari.

Superare il muro dei “vinotintos”, che si ritrovavano in nove in sedici metri, è stato sempre macchinoso, soprattutto nell’ultimo passaggio, anche nella ripresa, mancando un Baggio o un Totti. Anche perché poi quando i sudamericani riuscivano a innescare il gioco sulle fasce, nascevano i problemi per l’Italia. Barella al posto di Bonaventura, Jorginho per Locatelli, Zaccagni per Chiesa, Pellegrini per Frattesi, Zaniolo per Cambiaso e, nel finale, Raspadori per Retegui, molto applaudito, e non solo per i gol.

Italia-Venezuela 2-1 (1-1)
Italia (3-4-2-1): Donnarumma, Di Lorenzo, Buongiorno, Scalvini, Cambiaso (29' st Zaniolo), Locatelli (20' st Jorginho), Bonaventura (1' st Barella), Udogie; Frattesi (20' st Pellegrini), Chiesa (20' st Zaccagni), Retegui (42' st Raspadori). (21 Meret, 12 Vicario, 23 Bastoni, 25 Bellanova, 13 Darmian, 3 Dimarco, 16 Mancini, 26 Folorunsho, Lucca, 17 Orsolini). All. Spalletti.
Venezuela (4-2-3-1): Romo; Ferraresi, Angel (33' st Makoun), Osorio, Navarro, Aramburu (41' st Otero), Martinez (33' st Castillo), Machins (17' st Cadiz), Casseres (41' st Rincon), Savarino (17' st Pereira); Rondon. (1 Graterol,12 Contreras, 9 Cordova, 14 Murillo, 17 Rivas, 21 Gonzalez, 25 Segovia, 32 Zauner, 33 Andrade). All. Batista.
Arbitro: Vazquez (Usa)
Reti: nel pt 40'Retegui, 43' Machis; nel st 35' Retegui
Angoli: 10-2 per l'Italia
Recupero: 1' e 3'
Note: al 3' pt Donnarumma para un rigore a Rondon

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