Retegui, la favola dell’oriundo nello stadio di Messi: “Ma per l’Europeo devo tenere i piedi per terra”
di Enrico CurròMateo il perseverante, che il 29 aprile farà 25 anni e che da quando ha scelto la Nazionale ha sempre avuto la meta dell’Europeo in mente, non vuole sbagliare proprio adesso che, grazie alla doppietta rifilata al Venezuela, è a un centimetro dal traguardo: “Voglio andare in Germania, ma per riuscirci devo restare coi piedi per terra e pensare a giocare per la squadra, non per me stesso. Devo pensare all’Ecuador, come tutti noi: pensare sempre alla partita successiva”. Il concetto vale in Nazionale e nel Genoa, ma è un dato di fatto che la casella del centravanti per l’Europeo, che aveva un punto interrogativo, ora si sia riempita, a tre mesi dal viaggio in Germania, col nome di Mateo Retegui, numero 9 classico. L’investitura è arrivata da Spalletti in persona: “Chi fa gol ci mette sempre più degli altri nel nostro calcio, lui è stato bravo in tutto, addirittura splendido: ha fatto perfino il difensore aggiunto. Ha lavorato bene anche nel fare salire la squadra e nel proteggerla con il…
Mateo il perseverante, che il 29 aprile farà 25 anni e che da quando ha scelto la Nazionale ha sempre avuto la meta dell’Europeo in mente, non vuole sbagliare proprio adesso che, grazie alla doppietta rifilata al Venezuela, è a un centimetro dal traguardo: “Voglio andare in Germania, ma per riuscirci devo restare coi piedi per terra e pensare a giocare per la squadra, non per me stesso. Devo pensare all’Ecuador, come tutti noi: pensare sempre alla partita successiva”. Il concetto vale in Nazionale e nel Genoa, ma è un dato di fatto che la casella del centravanti per l’Europeo, che aveva un punto interrogativo, ora si sia riempita, a tre mesi dal viaggio in Germania, col nome di Mateo Retegui, numero 9 classico. L’investitura è arrivata da Spalletti in persona: “Chi fa gol ci mette sempre più degli altri nel nostro calcio, lui è stato bravo in tutto, addirittura splendido: ha fatto perfino il difensore aggiunto. Ha lavorato bene anche nel fare salire la squadra e nel proteggerla con il colpo di testa. E in area di rigore è una certezza”. Lo dicono del resto i numeri: 4 gol in 5 presenze in Nazionale, di cui una è stata però uno spezzone. Era difficile fare meglio.
Un anno alla media di un gol a partita
La prima presenza di Retegui con l’Italia risale a un anno fa, il 23 marzo 2023 a Napoli con l’Inghilterra. La squadra perse, ma lui segnò, per ripetersi poi tre giorni dopo a Malta. Non ha fatto gol nella finale per il terzo posto della Nations League in casa dell’Olanda e nei minuti finali della sfida per l’Europeo con l’Ucraina a Milano. L’infortunio al ginocchio gli è costato 4 partite in maglia azzurra e due mesi di assenza col Genoa, ma appena ha avuto l’occasione l’ha subito sfruttata: “Sono particolarmente contento, perché ho passato un momento duro, ma l’ho superato”. Così ha capito che adesso la strada per la Germania è spianata. Solo che lui, per evitare sorprese, non vuole appunto sbagliare nulla.
Mateo si traveste da Lionel
Al Chase Stadium di Fort Lauderdale c’era suo papà Carlos, che indossava la maglia azzurra, lui che da ct della Nazionale argentina di hockey su prato ha vinto le Olimpiadi del 2016. Era come un presagio. “Vamoooos”, è esploso al primo gol del figlio, esultando accanto all’amico Diego. Stessa scena per il secondo gol, decisivo. È un segno del destino che tutto sia accaduto nello stadio dove gioca Leo Messi. . Il Chase Stadium ribattezzato col nome dello sponsor – JP Morgan Chase, colosso bancario con partnership sportive (il Madison Square Garden, gli Us Open, il Gran Premio di F1 a Miami) – è il cuore del business per la Mls, campionato mai davvero decollato, malgrado le stelle attirate nella nuova era del calcio Usa (Beckham, Higuain, Pirlo, Gerrard, Ibrahimovic) dopo i pionieri Pelé, Beckenbauer e Chinaglia. Ma Messi è Messi: un affare per tutti. E Mateo, per un giorno, si è travestito da Lionel.