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Nazionale, Spalletti ha indicato strada giusta: ora serve la formazione per la Germania

(afp)
Il ct tra Ecuador e Venezuela ha inculcato principi interessanti di gioco, ma ancora è incerto con chi affronterà l’appuntamento tedesco
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Se l’Europeo della Nazionale iniziasse domani, sarebbe difficile immaginare la formazione titolare. Ma mancano 82 giorni a Italia-Albania e Spalletti ha tutto il tempo di plasmarla. Per ora il ct ha confermato che gli bastano pochi giorni di lavoro per inculcare ai giocatori la giusta disciplina, sul campo e fuori, e questo lascia presumere che dal ritiro di Coverciano saprà sfornare una squadra pronta per il viaggio in Germania.

La visita lampo ai cugini d’America si chiude con un bilancio buono, visti i progressi tra il faticato 2-1 col Venezuela e il più convincente 2-0 con l’Ecuador, anche se la precisione tecnica, sotto porta e dintorni, è un’altra cosa. Assodato che le due avversarie sudamericane più o meno si equivalevano e che hanno la stessa ruvidezza nemica del palleggio, la seconda partita è stata migliore della prima, non solo per il risultato.

In Florida aveva brillato praticamente soltanto Retegui, la cui efficacia al tiro è stata rimpianta nel New Jersey, dove lui è rim…

Se l’Europeo della Nazionale iniziasse domani, sarebbe difficile immaginare la formazione titolare. Ma mancano 82 giorni a Italia-Albania e Spalletti ha tutto il tempo di plasmarla. Per ora il ct ha confermato che gli bastano pochi giorni di lavoro per inculcare ai giocatori la giusta disciplina, sul campo e fuori, e questo lascia presumere che dal ritiro di Coverciano saprà sfornare una squadra pronta per il viaggio in Germania.

La visita lampo ai cugini d’America si chiude con un bilancio buono, visti i progressi tra il faticato 2-1 col Venezuela e il più convincente 2-0 con l’Ecuador, anche se la precisione tecnica, sotto porta e dintorni, è un’altra cosa. Assodato che le due avversarie sudamericane più o meno si equivalevano e che hanno la stessa ruvidezza nemica del palleggio, la seconda partita è stata migliore della prima, non solo per il risultato.

In Florida aveva brillato praticamente soltanto Retegui, la cui efficacia al tiro è stata rimpianta nel New Jersey, dove lui è rimasto in panchina per 75’. In compenso stavolta gli azzurri luccicanti sono stati di più. Pellegrini ha riscaldato subito la fredda giornata americana, segnando il suo sesto gol in Nazionale: numero eloquente, come il 10 che ha indossato a mo’ di indizio, e come i 9 gol di Barella, che ha sigillato la vittoria con l’Ecuador.

La difesa, dopo le svagatezze del giovedì, la domenica ha ritrovato attenzione e compattezza. Il debuttante Bellanova ha esibito una corsa utile a spaccare i muri altrui. In porta Vicario si è dimostrato all’altezza, nella staffetta col capitano Donnarumma, che occupa uno tra i sei ruoli in teoria assegnati: ci sono anche il duo complementare di centrocampo Barella-Jorginho, Bastoni e Dimarco, difensori capaci di impostare e attaccare, e Mancini, centrale scafato.

Per il resto l’appuntamento tedesco è ancora un po’ al buio, con possibili eventuali novità fra i 23: Calafiori, ad esempio. Tatticamente si oscilla tra il 4-3-3 canonico, coperta di Linus, e il 3-4-2-1 provato negli Usa, ma in realtà la differenza è tra una squadra più fisica e verticale, con Retegui, e una più agile, con Raspadori. Un sistema cangiante, senza posizioni fisse, è l’obiettivo dello stratega, che guarda con interesse all’Inter di Simone Inzaghi e alla Roma di De Rossi. Segno di concretezza: è lì che gioca la maggioranza degli arruolabili. Coverciano sarà decisivo. Fu così per Lippi nel 2006 e per Mancini nel 2021. La promessa ai cugini d’America, di tornare a trovarli tra due anni per il Mondiale, non dovrà essere da marinai. Ma anche in Germania gli italiani non mancano. E si aspettano una Nazionale da applaudire.

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