Fagioli: “La convocazione in Nazionale era un sogno, ora mi gioco il posto. Sono rinato quando mi hanno squalificato”
di Matteo DovelliniFIRENZE - Insieme al ct Luciano Spalletti, a presentare l’amichevole di domani a Bologna contro la Turchia c’è anche Nicolò Fagioli, regista classe 2001 della Juventus, che il ct ha voluto inserire nella lista dei convocati appena scontata la squalifica di sette mesi per la vicenda scommesse.
Quanto ha sperato in questa convocazione?
“In questi sette mesi molto lunghi per me mi sono sempre allenato con l’obiettivo di tornare in campo con la Juventus, per tornare in forma in quelle ultime due partite di campionato. Per me è un onore essere già nei 30, poi vedremo le scelte del mister. La rinascita è stata sette mesi fa, quando mi hanno squalificato: ho capito l’importanza del quotidiano”.
Come si tr…
FIRENZE - Insieme al ct Luciano Spalletti, a presentare l’amichevole di domani a Bologna contro la Turchia c’è anche Nicolò Fagioli, regista classe 2001 della Juventus, che il ct ha voluto inserire nella lista dei convocati appena scontata la squalifica di sette mesi per la vicenda scommesse.
Quanto ha sperato in questa convocazione?
“In questi sette mesi molto lunghi per me mi sono sempre allenato con l’obiettivo di tornare in campo con la Juventus, per tornare in forma in quelle ultime due partite di campionato. Per me è un onore essere già nei 30, poi vedremo le scelte del mister. La rinascita è stata sette mesi fa, quando mi hanno squalificato: ho capito l’importanza del quotidiano”.
Come si trova nel calcio di Spalletti?
“Nel calcio moderno è importante saper fare più cose, adattarsi con quel che già facciamo nel club”.
Cosa ne pensa dell’esclusione di Locatelli?
“E’ stata una sorpresa anche per me. Sono amico di Locatelli, gli voglio bene. E’ dispiaciuto, è normale. Ma gli ho parlato e gli ho detto che meritava di stare qua e gli sono vicino in questo momento brutto a livello calcistico. Adesso però mi concentrerei su chi è convocato ai prossimi Europei”.
Cosa l'ha colpita dell’incontro con Spalletti?
“L’ho incontrato in campo l’anno scorso contro il Napoli, poi è venuto a vedere un allenamento alla Juventus. Dopo quel che è successo mi ha fatto una telefonata a marzo per sapere come stavo a livello umano e poi a Roma dove mi ha chiesto di parlare. Mi ha dato qualche consiglio anche in campo. Ci speravo nella convocazione ma non era certo”.
Quando ha saputo della convocazione?
“Soltanto al momento della convocazione, su internet. Stavo riposando, ho visto mille messaggi sul telefono e ho capito che mi stava accadendo qualcosa di bello. Era un sogno, a chi me lo prospettava non ci credevo. Emozione fantastica, mi gioco il posto nei 26 e darò il massimo. E se non sarà così, tiferò Italia”.
Come sta a livello mentale?
“Molto bene, ho lavorato in questi sette mesi. Sto vivendo al massimo questa settimana prima delle convocazioni ufficiali. Ogni momento è bellissimo, come quando ho visto i “Magnifici 10”. Il preferito, essendo juventino, è Del Piero ma li amo tutti”.
Qual è la sua promessa futura?
“Devo essere me stesso, fare quel che so fare in campo. Godermi l’esperienza, cercare anche di divertirmi”.
Che Turchia si aspetta?
“Una gara difficile. Una nazionale molto forte, non deve essere mai un’amichevole come approccio. Calhanogluè tra i cinque più forti al mondo, uno dei pochi che mi ha parlato durante la squalifica e mi ha aiutato. Una persona fantastica”.
Pensa di poter diventare un numero 10?
“E’ impossibile paragonarsi a loro. La tecnica che avevano era la qualità maggiore nella loro carriera. Posso dare tanto anche io sotto quel profilo. Ma loro sono campioni”.
Dove si trova meglio in campo?
“Mi sono allenato di più davanti alla difesa, alla Juventus faccio la mezzala ma mi piacciono entrambi i ruoli”.