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Fagioli e il ritorno in Nazionale: 30 minuti, 19 palle toccate, nessun errore. Ma una volta ha fatto arrabbiare Spalletti

Nicolò Fagioli, 23 anni
Nicolò Fagioli, 23 anni (agf)

Il centrocampista della Juve ha ritrovato l’azzurro dopo la squalifica per la vicenda scommesse. Nel test contro la Turchia alcune cose buone e altre meno. La speranza è aver convinto il ct a portarlo in Germania

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BOLOGNA - C’è stato un momento in cui Nicolò Fagioli ha fatto arrabbiare Spalletti. Ma il suo ritorno in campo con la maglia della Nazionale – nello 0-0 contro la Turchia – resta un’immagine potente. Perché dopo quei minuti nell’ultima di campionato con la Juventus, certifica la rinascita di un talento italiano finito in un tunnel oscuro.

Fagioli è tornato in Nazionale: com'è andata

Un sorriso, la stretta di mano e l’abbraccio con Spalletti. Sono iniziati così i 30 minuti e spicci trascorsi da Nicolò Fagioli con la maglia della Nazionale. I primi dopo la lunga squalifica per violazione del divieto di scommesse. Come sia andata lo dicono i numeri: 19 passaggi, tutti riusciti, compresi due bei cambi di gioco, uno a sinistra per Dimarco, uno a destra per Cambiaso. Una palla recuperata, una chiusura in corner, un fallo subito. Ma anche un bel contropiede sprecato per passare la palla a sinistra, a un compagno vicino. In quel momento Spalletti se l'è presa un po'. Per un motivo: se Fagioli è nel gruppo è perché l'allenatore lo ritiene uno dei pochi in grado di pensare una giocata imprevedibile. Di dare qualità. Lui invece ha scelto regolarmente il passaggio piú facile, al compagno piú vicino. Buono per le statistiche, non per meritarsi una maglia per la Germania.

Fagioli e l'incubo scommesse

Ma Spalletti vorrebbe dargli ancora fiducia. Perché in quel ragazzo vede forse l'unico rimedio contro la noia. E forse - anche se non lo ammetterà mai - perché crede nella sua voglia di riscatto. Anche in quei giorni neri, quando il problema con le scommesse esplose pubblicamente mentre lui trattava la pena da scontare con la Federcalcio - l’Italia si fermava per guardare la Nazionale. Il verbale del suo drammatico interrogatorio con la Procura federale emerso mentre l’Italia si faceva maltrattare a Wembley dall'Inghilterra. A Fagioli sembrava un tunnel senza fine, anche se iniziava a sentirsi piú leggero. Ora va meglio, sta guarendo. Un biglietto aereo per Dusseldorf e una camera nel raduno di Iseelhon: non ci sarebbe nulla di meglio per mettersi quell'incubo alle spalle.

L'ingresso in campo di Fagioli
L'ingresso in campo di Fagioli (reuters)

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