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Italia-Bosnia 1-0: un lampo di Frattesi decide l’ultimo test prima degli Europei

Italy's midfielder #07 Davide Frattesi scores his team first goal during the International friendly football match between Italy and Bosnia-Herzegovina in Empoli on June 09, 2024. (Photo by Isabella BONOTTO / AFP) 
Azzurri vincenti nella gara di Empoli. Il 15 giugno esordio continentale contro l’Albania
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EMPOLI - Prima di salire sull’aereo per la Germania, la Nazionale si è pesata sulla stessa bilancia scelta una settimana fa dall’Inghilterra: il confronto con la resistibile Bosnia attuale. Il diverso risultato (1-0 con salvataggio finale di Donnarumma per l’Italia, contro il 3-0 degli inglesi a Wembley) non va preso come parametro indicativo, visto il progressivo miglioramento di una squadra che non ha esibito il volto definitivo dell’esordio all’Europeo con l’Albania, tra cinque giorni a Dortmund. Se però la formazione attende soprattutto l’innesto prezioso di Barella, ancora in dubbio, la tattica appare prossima alla volontà di Spalletti: è forgiata sulla difesa a tre, sulle rotazioni in avanti attorno a Scamaccca e sull’uso continuo delle fasce. Il ct: “"C'è ancora qualche timidezza di troppo, ma siamo convinti di avere una buona squadra"

«La cronaca della gara»

Gli avversari guidati dalla gloria del calcio bosniaco Barbarez - neofita promosso ct dopo la mancata qualificazione del…

EMPOLI - Prima di salire sull’aereo per la Germania, la Nazionale si è pesata sulla stessa bilancia scelta una settimana fa dall’Inghilterra: il confronto con la resistibile Bosnia attuale. Il diverso risultato (1-0 con salvataggio finale di Donnarumma per l’Italia, contro il 3-0 degli inglesi a Wembley) non va preso come parametro indicativo, visto il progressivo miglioramento di una squadra che non ha esibito il volto definitivo dell’esordio all’Europeo con l’Albania, tra cinque giorni a Dortmund. Se però la formazione attende soprattutto l’innesto prezioso di Barella, ancora in dubbio, la tattica appare prossima alla volontà di Spalletti: è forgiata sulla difesa a tre, sulle rotazioni in avanti attorno a Scamaccca e sull’uso continuo delle fasce. Il ct: “"C'è ancora qualche timidezza di troppo, ma siamo convinti di avere una buona squadra"

«La cronaca della gara»

Gli avversari guidati dalla gloria del calcio bosniaco Barbarez - neofita promosso ct dopo la mancata qualificazione della squadra per l’Europeo – non si presentavano nella migliore versione: senza 5 titolari, su tutti Dzeko e Kolasinac. Eppure la Nazionale ha subito un paio di punture, per un eccesso di confidenza di Calafiori in palleggio (Donnarumma ha sventato il rasoterra di Hajradinovic, a conferma della propria indispensabilità) e a causa di una copertura un po’ sommaria, che Gigovic, incursore del danese Midtjyilland costruito con gli algoritmi, ha presto smascherato.

Gli azzurri, senza algoritmo, hanno provato ad alzare il ritmo, apprezzati dall’indulgente pubblico di Empoli, che ha applaudito il profeta in patria Spalletti, l’Under 17 premiata per il fresco titolo europeo e i calciatori passati di qui: Cambiaso, Frattesi, Vicario, Dimarco e Di Lorenzo. L’indulgenza ha valorizzato le cose funzionanti: le avanzate con cross di Bellanova a destra e Cambiaso a sinistra, l’impostazione disinvolta di Calafiori e e i duetti rapidi tra Scamacca e Frattesi, in particolare il tacco smarcante del centravanti per la mezzala, fallace per abuso di dribbling.

La studiata sovrappolazione dell’area davanti ai duecento tifosi ospiti, cantanti a torso nudo sotto la pioggia, ha prodotto alcune mischie e il salvataggio del centrale Katic su Chiesa. Logica ha voluto che a segnare, con un destro al volo di piatto su breve cross cesellato da Chiesa, sia stato al tramonto del primo tempo il più assiduo nei pressi del portiere Piric: il dodicesimo uomo dell’Inter Frattesi, la cui media gol in Nazionale (1 ogni 3 presenze, per un totale di 5 su 15) gli cuce addosso lo stesso ruolo del club, quello di titolare aggiunto o di affidabile tuttofare in zona d’attacco.

Non è tuttavia possibile tacere le cose che, per metà partita, hanno destato perplessità: le sbavature difensive, lo scollamento sulle avanzate avversarie palla al piede, la regia un po’ frenata di Jorginho in coppia scolastica con Fagioli, i sincronismi non sempre ben scanditi tra Chiesa accentrato e Scamacca pendolo. Trattasi probabilmente di rodaggio, perché nella ripresa lo schema più ripetuto - la ricerca dell’imbucata con pallone restituito all’indietro e immediatamente rispedito all’invasore di turno – è diventato prassi, piuttosto felice. Scamacca è stato liberato per due volte al tiro (la seconda da Buongiorno) e disinnescato da Piric. La fluidità dell’azione era intanto aumentata con le staffette Dimarco-Bellanova, Cristante-Fagioli e Pellegrini-Jorginho: il trasloco a destra di Cambiaso e il maggiore dinamismo di Pellegrini hanno offerto più soluzioni offensive.

Nel quarto d’ora finale ha debuttato Folorunsho, da vice Frattesi, e Donnarumma ha salvato la vittoria sulla fuga di Ahmedhodzic, lanciato da un retropassaggio di Dimarco, per il resto incisivo. Con lui, anche Bastoni, Pellegrini e possibilmente Barella disegneranno l’Italia di Dortmund.

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