Spalletti semina indizi nei numeri di maglia: quale sarà la squadra per gli Europei
di Enrico CurròFIRENZE – Tra due giorni, il 12 giugno, Luciano Spalletti celebrerà in Germania — da ct della Nazionale pronto all’esordio all’Europeo (72 ore dopo, a Dortmund con l’Albania) — i 30 anni dal suo primo successo in panchina. L’allora trentacinquenne neofita portò alla salvezza in C1 l’Empoli, agli spareggi. Fu quello, col giovane Montella centravanti, il preludio alla doppia promozione fino alla Serie A e l’inizio di una carriera eccellente sì, ma costruita dalla gavetta senza sconti.
Ultimo test con la Bosnia
È dunque quasi un omaggio alla provincia e a un percorso di “umiltà e convinzione”, come il diretto interessato riassume, quest’ultima tappa prima della trasferta tedesca proprio a Empoli, dove l’Italia an…
FIRENZE – Tra due giorni, il 12 giugno, Luciano Spalletti celebrerà in Germania — da ct della Nazionale pronto all’esordio all’Europeo (72 ore dopo, a Dortmund con l’Albania) — i 30 anni dal suo primo successo in panchina. L’allora trentacinquenne neofita portò alla salvezza in C1 l’Empoli, agli spareggi. Fu quello, col giovane Montella centravanti, il preludio alla doppia promozione fino alla Serie A e l’inizio di una carriera eccellente sì, ma costruita dalla gavetta senza sconti.
Ultimo test con la Bosnia
È dunque quasi un omaggio alla provincia e a un percorso di “umiltà e convinzione”, come il diretto interessato riassume, quest’ultima tappa prima della trasferta tedesca proprio a Empoli, dove l’Italia ancora in fieri si sottopone con la Bosnia Erzegovina alla verifica di gioco, tattica e valore tecnico. L’ossimoro dice che è campione in carica, ma dietro, nei pronostici, almeno a Francia, Inghilterra, Germania, Spagna e Portogallo.
Il ct resta cauto
Spalletti non autorizza il pessimismo, né le facili illusioni: “Veniamo da una mancata qualificazione al Mondiale, è una ferita aperta”. È un modo per ricordare che lui, in carica da sole 9 partite, è arrivato dopo l’Europeo vinto da Mancini, ma soprattutto dopo il doloroso inciampo con la Macedonia del Nord. Il messaggio implicito, dati il ringiovanimento di una rosa in cui i superstiti del 2021 sono solo 8 e il cantiere tattico evidente, potrebbe essere questo: il vero obiettivo è il Mondiale 2026, perché per 2 volte di seguito l’Italia delle 4 stelle sulla maglia è stata spettatrice del torneo più importante e mettere fine allo scempio è un obbligo. Ciò non toglie che in Germania possa e voglia fare bella figura, senza porsi limiti, e che affronti la Bosnia con la necessità di scoprire urgentemente la propria condizione attuale.
Una questione di uomini
Sono prove tecniche di trasmissione, intesa come capacità di passare il pallone sbagliando il meno possibile. A Empoli il ct si aspetta meno errori di quelli che martedì scorso a Bologna, nello 0-0 con la Turchia, lo avevano fatto un po’ allarmare: se si perde troppo palla, aveva riassunto, poi si fa il doppio della fatica per recuperarla e per attaccare: “E le distanze tra i reparti aumentano”. La tattica non è un sofisma, al di là della teoria senza ruoli fissi e con interpreti duttili: sono sotto esame il pressing accanito, la difesa a 3, il centrocampo a 4 con incursori, i 2 trequartisti che si aggiungono al centravanti. La questione, visti i non pochi ballottaggi per l’Albania, è però di uomini.
Barella verso il recupero
Tolti Donnarumma, Jorginho e l’acciaccato Barella (“eravamo in ansia, è un giocatore molto forte, ma sta meglio e può recuperare per Dortmund”), le certezze sui titolari non sono assolute. Per questo, oltre alla nuova occasione in porta per offrire ulteriore esperienza a Vicario, sono importanti gli esami per Buongiorno e Calafiori in difesa, Cambiaso jolly di fascia, Fagioli accanto a Jorginho, Frattesi e Bellanova alternative sulla trequarti e da esterno, Scamacca centravanti. Per Chiesa discorso a parte: “Dopo la Turchia non era soddisfatto: in allenamento ha vampate eccezionali”. Deve ripeterle in partita. In panchina attende l’occasione Folorunsho, “alla Nainggolan”. L’assegnazione dei numeri per l’Europeo semina qualche indizio: Pellegrini ha il 10, Scamacca il 9. Ma la ratifica può arrivare solo dal campo.