Donnarumma, appello da leader: “Nazionale giovane, abbiamo bisogno dei nostri tifosi”
dal nostro inviato Enrico CurròEMPOLI - Per confermarsi il leader sul campo della Nazionale, Gigio Donnarumma non aveva bisogno delle due parate decisive per la vittoria nell’amichevole pre Europeo con la Bosnia. E nemmeno delle statistiche, che descrivono numeri inusuali per un giocatore di 25 anni: 61 presenze in Nazionale, 13 delle quali da capitano. Ma è comunque soddisfatto il portiere del Psg, che a questo punto si candida a entrare in tempi non troppo lunghi nel ristretto clan dei 100 (appunto le presenze con l’Italia), in cui figurano due suoi illustri predecessori come Dino Zoff (112, ottavo in classifica) e Gigi Buffon (176, primatista) vincitori dei due Mondiali azzurri del dopoguerra: “Sono orgoglioso di essere il capitano di questo gruppo, dove si respirano senso di responsabilità e senso di appartenenza”.
EMPOLI - Per confermarsi il leader sul campo della Nazionale, Gigio Donnarumma non aveva bisogno delle due parate decisive per la vittoria nell’amichevole pre Europeo con la Bosnia. E nemmeno delle statistiche, che descrivono numeri inusuali per un giocatore di 25 anni: 61 presenze in Nazionale, 13 delle quali da capitano. Ma è comunque soddisfatto il portiere del Psg, che a questo punto si candida a entrare in tempi non troppo lunghi nel ristretto clan dei 100 (appunto le presenze con l’Italia), in cui figurano due suoi illustri predecessori come Dino Zoff (112, ottavo in classifica) e Gigi Buffon (176, primatista) vincitori dei due Mondiali azzurri del dopoguerra: “Sono orgoglioso di essere il capitano di questo gruppo, dove si respirano senso di responsabilità e senso di appartenenza”.
Gigio leader di una squadra ringiovanita
Intanto lui, che tre anni fa con le sue prodezze aveva trascinato la Nazionale alla conquista del titolo europeo col corredo del premio al migliore giocatore, si ritrova nel ruolo di indiscusso di guida di una squadra ringiovanita, ma campione in carica e non intenzionata ad abdicare. L’appello di Donnarumma ai tifosi della Nazionale è una logica conseguenza delle premesse: “Agli italiani dico di sostenerci. Siamo una squadra giovane, abbiamo bisogno di voi e del vostro appoggio. Vogliamo essere all’altezza del vostro affetto”. Il paragone col 2021 è inevitabile e il capitano dell’Italia, passato dalla condizione di giovane talento a quella di veterano e di esempio per gli ultimi arrivati, rassicura chi dubita che le premesse siano le stesse: “Non ci sono grandi differenze, al di là della media d’età che si abbassata. Vivo lo stesso entusiasmo di allora, la stessa coesione di gruppo, la stessa voglia di vincere e di divertirsi sul campo. I nuovi sono forti, ma anche umili. Si vede il frutto del lavoro”.
Elogio della costruzione dal basso
Quanto agli errori della difesa in fase di costruzione del gioco, che hanno causato le azioni dei due tiri della Bosnia da lui salvati con classe, si tratta di giocate spesso fondamentali per poi attaccare in superiorità numerica: il rischio è calcolato: “Quando bisogna lanciare lungo per non rischiare, lo facciamo. Ma la nostra abitudine è giocare a calcio e iniziare l’azione da dietro. È normale che ci sia qualche sbavatura, ma c’è tempo per correggere. Tutte queste situazioni di gioco ci porteranno buoni risultati”.
Stop alle polemiche francesi
La chiusura è sulle polemiche: è verosimile che il capitano della Nazionale alluda a quelle nate in Francia attorno alla sua condizione di portiere titolare indiscusso del Psg, che starebbe vacillando per volontà dell’allenatore Luis Enrique, intenzionato a mettere i tre portieri sullo stesso piano: Donnarumma, il russo Safonov e lo spagnolo Tenas: “Io non faccio caso alle polemiche. Sono concentrato solo sull’Europeo”. Da leader e capitano, con le prodezze di tre anni fa a Wembley ben stampate in testa.