Donnarumma e i videogames: “Spalletti non ci ha dato regole, solo consigli. Ora scriviamo una nuova storia”
dal nostro inviato Matteo PinciDORTMUND – C’è una parola che ricorre, mentre parla il capitano della Nazionale italiana: “Storia”. Lo dice pensando al passato recente al futuro che immagina, o almeno desidera a poche ore dall’esordio contro l’Albania. “La storia è stata scritta ora cerchiamo di scrivere una nuova pagina di storia per l’Italia”. La strada? Senza regole: “No, Spalletti non ci ha dato nessuna regola ferrea, solo consigli. I videogiochini li usiamo, ma l’importante è dormire la notte”.
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Donnarumma, con quale spirito arriva l’Italia a questo Europeo?
“Lo spirito sarà quello di tre anni fa, proviamo a ripercorrere quelle notti magiche. La squadra è pronta, cerco di dare consigli alla squadra su quello che è stato tre anni fa. Ma la squadra è già pronta, non ha bisogno dei miei consigli. Io, Jorginho, Barella che ci eravamo tre anni fa daremo dei suggerimenti per le cose che ti aiutano ad arrivare in fondo”.
Cosa teme dell’Albania?
“È la sfida più insidiosa, abbiamo un girone difficile, ma domani ci sono tante insidie, loro sono bravi, rapidi, fanno un bel gioco. Non si può essere al 70 o 80 per cento, ma al 100 per cento. Dobbiamo stare attenti a non allungarci, sono bravi nei contropiede. Si può vincere al primo minuto ma anche all’ultimo”.
Vincere contro l’Albania sembra quasi obbligatorio.
“Vincere è obbligatorio. Sì. Vincere è un mattoncino importante sulla qualificazione. La prima è sempre importante, abbiamo un girone difficile, non fare punti domani vorrebbe dire avere maggiore responsabilità di farne in due partite difficilissime. Ma il nostro obiettivo è vincere tutte e tre le partite”.
Che impatto ha il divieto di usare i videogiochi in camera?
“Nessun impatto. Anche lì importante è l’equilibrio. Magari in stanza i giochi li usiamo, ma l’importante è non fare tardi, riposare per potersi allenare il giorno dopo. Dopo cena stiamo in sala giochi, passiamo ore insieme, guardiamo un po’ di partite. Ma nessun problema. Il mister ci ha dato consigli, ma nessuna regola ferrea”.
Come cambia il suo ruolo da capitano?
“Per me non cambia, è una responsabilità in più ma non cambia, abbiamo vari leader, che si faranno sentire. Mi farò sentire anche io. Lo scorso Europeo è indimenticabile, la storia è stata scritta ora cerchiamo di scrivere una nuova pagina di storia per l’Italia”.
Meglio la difesa a tre o a quattro?
“Difesa a tre o a quattro? Per me è uguale”.
Cosa vuol dire avere nello spogliatoio Buffon?
“Buffon qui ci aiuta moltissimo, ci racconta delle sue esperienza, dell’estate indimenticabile che hanno vissuto nel 2006. Sentirlo raccontare, sentirsi dare consigli è ancora meglio. Ma poi in campo scendiamo noi e dovremo battagliare, perché non è facile qui”.
Il designatore Rosetti ha detto che se il capitano è il portiere, come lei, dovrà indicare un altro per discutere con l’arbitro.
“Quando ci saranno situazioni vicino all’area andrò io a parlare con gli arbitri, poi prima della partita decideremo chi nel caso andrà a parlare con l’arbitro lontano dall’area: Jorginho, Barella, decideremo a inizio partita”.
Lavora sempre con la mental coach di Jacobs?
“Sì, lavoro con la stessa mental coach. È importantissimo, lo consiglio a tutti. Ti aiuta a restare in equilibrio, a essere equilibrato in partita, a non farti prendere dalle emozioni. Le tensioni sono alte, le ambizioni sono alte. È importante avere equilibrio, testa, essere piantati con i piedi per terra per non perdere lucidità”.
Si dice che per vincere serve un grande portiere, e c’è lei, e un grande centravanti. L’Italia l’ha trovato il suo?
“Scamacca è un grandissimo attaccante, ha fatto passi da gigante, ho guardato ogni sua partita, ha fatto cose incredibili. Sono contento per lui, per noi, può fare la differenza in ogni momento. Con lui sai di avere un punto di riferimento, di appoggio, e siamo contenti di averlo. Poi abbiamo in alternativa Retegui, Raspadori: due grandi attaccanti, ci possono dare una grande mano”.