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Italia, lo spavento e la rimonta: 2-1 all’Albania firmato Bastoni-Barella

Buona la prima agli Europei per la squadra di Spalletti, che va sotto dopo appena 23” ma riesce prima a pareggiare e poi a sorpassare. Nel finale Donnarumma salva il risultato
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DORTMUND – Per rompere il ghiaccio, la Nazionale non lo ha tritato, come hanno fatto invece Germania, Svizzera e Spagna. Però la vittoria sull’Albania, dentro il Westfalenstadion colorato di rosso, non è banale. Frutto di uno spartito spesso nitido, consegna a Spalletti un più sereno avvicinamento alla sfida del 20 giugno a Gelsenkirchen con la Spagna e rende la qualificazione agli ottavi una missione più abbordabile.

«La cronaca della partita»

La rimonta in un quarto d’ora

La prima metà del film è stata avvincente sia per la trama sia per l’interpretazione. Lo sceneggiatore occulto ha inserito il thriller all’inizio: l’errore che, dopo appena 23 secondi, ha offerto l’1-0 all’Albania. Sull’incauta rimessa laterale all’indietro di Dimarco si è avventato come un’aquila Bajrami per il fulmine sul primo palo di Donnarumma: gli striscioni con le aquile vere hanno ammantato di gioia, dal loro punto di vista, il palese misfatto. In realtà si era solo spento il motore al semaforo. La macchina…

DORTMUND – Per rompere il ghiaccio, la Nazionale non lo ha tritato, come hanno fatto invece Germania, Svizzera e Spagna. Però la vittoria sull’Albania, dentro il Westfalenstadion colorato di rosso, non è banale. Frutto di uno spartito spesso nitido, consegna a Spalletti un più sereno avvicinamento alla sfida del 20 giugno a Gelsenkirchen con la Spagna e rende la qualificazione agli ottavi una missione più abbordabile.

«La cronaca della partita»

La rimonta in un quarto d’ora

La prima metà del film è stata avvincente sia per la trama sia per l’interpretazione. Lo sceneggiatore occulto ha inserito il thriller all’inizio: l’errore che, dopo appena 23 secondi, ha offerto l’1-0 all’Albania. Sull’incauta rimessa laterale all’indietro di Dimarco si è avventato come un’aquila Bajrami per il fulmine sul primo palo di Donnarumma: gli striscioni con le aquile vere hanno ammantato di gioia, dal loro punto di vista, il palese misfatto. In realtà si era solo spento il motore al semaforo. La macchina di Spalletti si è riaccesa immediatamente: in un quarto d’ora la rimonta era già fatta e nulla di casuale aveva ispirato i gol di Bastoni e Barella.

Chiesa in serata di vena

Il 4-2-3-1 della fase difensiva, minima in percentuale rispetto a quella offensiva (le statistiche avrebbero registrato il 30% di possesso palla), si trasformava addirittura in 3-1-6, quando Barella si incastrava sulla trequarti: è la teoria degli invasori, che la scuola di Coverciano riassume nel rapporto causa-effetto tra quantità di giocatori portati a ridosso dell’area avversaria e produzione di occasioni per segnare. L’azione zampillava dal trio arretrato Di Lorenzo-Bastoni-Calafiori, con l’interista promosso fulcro della difesa e il semidebuttante del Bologna pronto a sfruttare la tecnica per un palleggio al limite della sfrontatezza. Con Jorginho addetto allo smistamento sicuro, i movimenti erano sincronici, a cominciare dalle avanzate sulle fasce di Dimarco e Chiesa: in serata di vena, lo juventino ha presto seminato il panico sulla destra, da ala pura con licenza di assecondare l’estro. Frattesi e Pellegrini, convergendo oppure scattando in base alla densità di popolazione e alle imbeccate del pivot Scamacca, hanno fiutato i corridoi giusti, salvo lasciarne libero qualcuno sul centro-sinistra per Barella pendolo.

Il lavoro di Scamacca

Di Scamacca centravanti è stata essenziale la funzione manovriera. La disorientata Albania di Sylvinho non ha potuto frenare l’ingranaggio inesorabile. Il pari, mancato da Pellegrini con un destro largo, lo ha confezionato lo stesso numero 10 col cross rientrare per la zuccata felice di Bastoni. Il 2-1 è nato da un insistente aggiramento, con imbucata di Scamacca per Dimarco e corto anticipo di Asani, assist per l’esterno destro lampo di Barella, il cui decimo gol in Nazionale ha spiegato perché i suoi preziosi muscoli siano stati preservati con una settimana di riposo e allenamenti mirati. A cavallo tra il 27’ e il 29’ si è contato un minuto e mezzo di passaggi ininterrotti, a certificare il dominio. Va rilevato il difetto conseguente: l’Italia non ha più segnato, pur avvicinandosi alla meta in particolare col taglio di Scamacca per Frattesi, che ha cercato il pallonetto e ha trovato la mano di Strakosha per la deviazione sul palo.

Ripresa con brivido finale

Nel secondo tempo il film ha mostrato sequenze più lente. Per stanchezza progressiva l’egemonia si è ridotta a dimostrazione di controllo, con brivido finale sullo scatto del nuovo entrato Manaj, che sull’uscita di Donnarumma ha architettato un cucchiaino: riuscita la deviazione di schiena del capitano, non rilevata dall’arbitro, del quale rimangono agli atti le ammonizioni a Pellegrini e Calafiori, la seconda opinabile. Intanto, mentre Sylvinho aveva tolto gli oriundi macedoni Seferi e Asani (piccola vendetta postuma del destino), Spalletti aveva inserito Cristante e Cambiaso, poi Darmian e Retegui: nessuno stravolgimento, come del resto per la staffetta finale tra Barella e Folorunsho. La voce di Gianna Nannini, con le sue “Notti magiche”, è parsa un sommesso messaggio agli azzurri.

Italia-Albania 2-1 (2-1)
ITALIA (4-2-3-1): Donnarumma, Di Lorenzo, Calafiori, Bastoni, Dimarco, Jorginho, Barella (47' st Folorunsho), Chiesa (31' st Cambiaso), Frattesi, Pellegrini (31' st Cristante), Scamacca (12 Vicario, 26 Meret, 4 Buongiorno, 6 Gatti, 17 Mancini, 13 Darmian, 15 Bellanova, 21 Fagioli, 20 Zaccagni, 22 El Shaarawy, 19 Retegui). All.: Spalletti.
ALBANIA (4-3-3): Strakosha, Hysaj, Ajeti, Djimsiti, Mitaj, Asllani, Ramadani, Bajrami (42' st Muci), Asani (23' st Hoxha), Broja (31' st Manaj), Seferi (23' st Laci). (1 Berisha, 12 Kastrati, 2 Balliu, 25 Aliji, 24 Kumbulla, 13 Mihaj, 22 Abrashi, 16 Medon Berisha, 18 Ismajli, 8 Gjasula, 19 Daku). All.: Sylvinho.
Arbitro: Zwayer (Ger).
Reti: nel pt 1' Bajrami, 11' Bastoni, 16' Barella.
Angoli: 5-3 per l'Italia.
Recupero: 3' e 5'.
Ammoniti: Pellegrini, Calafiori, Broja e Hoxha per gioco falloso

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