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Calafiori, il nuovo Cabrini. L’eleganza al potere 46 anni dopo

Riccardo Calafiori, 22 anni (afp)
Dal Bell’Antonio di Argentina ‘78 lanciato da Bearzot al Bel Riccardo valorizzato da Spalletti il passo è breve. Il difensore del Bologna promette altre scintille: “Devo migliorare, ma non voglio fermarmi qui: con la Spagna nessuna sbavatura”
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DORTMUND - Attorno al Westfalenstadion erano appena cominciati i caroselli dei tifosi dell’Albania, felici nonostante la sconfitta, perché essere qui era già la vittoria di un popolo sparpagliato per l’Europa e soprattutto per la Germania. Mentre i tifosi fasciati negli striscioni con l’aquila festeggiavano fuori, dentro lo stadio c’era un ragazzo che stava ancora raccontando il suo sogno a occhi aperti. Riccardo Calafiori, 22 anni, difensore del Bologna, era appena diventato il Cabrini del 2024, lui capace di passare in pochi giorni dallo status di convocato in extremis a quello di titolare senza discussione, e infatti nessuno lo discute, tanto meno il suo partner di difesa Bastoni, col quale ha composto una coppia inedita, dedita al palleggio nitido e all’impostazione degna di due registi (tre con Di Lorenzo) ma anche di chiusure e recuperi eleganti. “Calafiori è un grande giocatore”, ha sintetizzato Bastoni.

La coppia con Bastoni all’esame di spagnolo

In effetti la caratter…

DORTMUND - Attorno al Westfalenstadion erano appena cominciati i caroselli dei tifosi dell’Albania, felici nonostante la sconfitta, perché essere qui era già la vittoria di un popolo sparpagliato per l’Europa e soprattutto per la Germania. Mentre i tifosi fasciati negli striscioni con l’aquila festeggiavano fuori, dentro lo stadio c’era un ragazzo che stava ancora raccontando il suo sogno a occhi aperti. Riccardo Calafiori, 22 anni, difensore del Bologna, era appena diventato il Cabrini del 2024, lui capace di passare in pochi giorni dallo status di convocato in extremis a quello di titolare senza discussione, e infatti nessuno lo discute, tanto meno il suo partner di difesa Bastoni, col quale ha composto una coppia inedita, dedita al palleggio nitido e all’impostazione degna di due registi (tre con Di Lorenzo) ma anche di chiusure e recuperi eleganti. “Calafiori è un grande giocatore”, ha sintetizzato Bastoni.

La coppia con Bastoni all’esame di spagnolo

In effetti la caratteristica del numero 5 azzurro che subito balza agli occhi è proprio l’eleganza, nella corsa e nel tocco. Lo era anche di Cabrini, col quale il paragone non sembra dunque forzato. Lo juventino, rivelazione al Mondiale d’Argentina 46 anni fa grazie all’intuito di Bearzot, era terzino mancino puro, mentre il suo successore si è presto accentrato, ma li accomunano l’intraprendenza, il piede sinistro felice e perfino l’estetica, capello al vento. Dal bell’Antonio da Cremona al bel Riccardo da Roma il passo è breve.

Però il calcio favorisce spesso le lodi sperticate, salvo trasformarle in critiche spietate al primo scivolone. Adesso per la difesa della Nazionale c’è subito la controprova con la Spagna, che contro la Croazia ha esibito un attacco spietato. Lo sa bene Calafiori stesso, del quale colpisce, oltre all’autorevolezza in campo, la lucidità nell’analisi. Appare consapevole di tutto, della propria forza, ma anche della caducità dei giudizi: “Non vogliamo fermarci sicuramente a una vittoria, ma personalmente so di dovere migliorare. Ho cercato di non emozionarmi troppo”. Ci è sicuramente riuscito, anche se nel finale gli è sfuggito Manaj e lì ci ha pensato Donnarumma: “La prossima volta nessuna sbavatura”, promette.

Calafiori, primo da sinistra, festeggia la vittoria contro l'Albania (afp)

Calafiori: “Non faccio discese inutili”

Il Bologna di Thiago Motta lo ha allenato al gusto del palleggio e delle discese che inguaiano gli avversari. In Nazionale, con Spalletti, sta affinando questa predisposizione naturale: “Dipende sempre dalla partita. Stavolta, dopo quel gol subito a freddo, abbiamo tenuto quasi sempre il pallino del gioco, senza nemmeno sbilanciarci tanto. Perciò non serviva che io mi spingessi avanti, c’erano altri compagni che lo facevano. Mi sono semplicemente adattato al tipo di partita”. Questa con l’Albania ha rischiato di comprometterla l’errore iniziale sul gol di Bajrami: una “bischerata”, come l’ha definita il ct Spalletti: “Non è stato facile partire così, ma mi è piaciuta tantissimo la reazione della squadra. I gol sbagliati? Verranno quando serviranno di più. Magari a cominciare dalla Spagna. Perché noi non abbiamo intenzione di fermarci qui”.

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