Italia-Spagna è la prova del 9: Spalletti cerca i gol degli attaccanti
dal nostro inviato Enrico CurròISERLOHN — Italia-Spagna all’Europeo è un Clásico: dai tempi di Kubala e Bearzot (1980) a quelli di Mancini e Luis Enrique (2021) si è già giocata 7 volte a ogni altezza del torneo, dalla partita del debutto alla finale. E tra gioie e dolori, tikitaka e rigori (2008, inizio dell’era vincente della Roja, e 2021, preludio al trionfo azzurro a Wembley), più o meno il bilancio è in pari. Solo che adesso, per dirla con Buffon custode di mille ricordi della sfida, al posto del falso nueve c’è la prova del nove: giovedì 20 giugno a Gelsenkirchen la Nazionale, dopo la vittoria arzigogolata con l’Albania, si misurerà con una tra le favorite, cioè coi propri limiti. Lo spiega appunto Buffon: «Nel 2-0 del 2016 con Conte ct, loro erano un po’ a fine ciclo, dopo avere vinto due Europei e un Mondiale. Ora noi siamo quasi all’inizio di un ciclo nuovo, che può culminare nel Mondiale 2026».
L’Italia agli ottavi se… tutte le combinazioni
Il duello è dunque il vero esame di un gruppo rinnovato e il ct i…
ISERLOHN — Italia-Spagna all’Europeo è un Clásico: dai tempi di Kubala e Bearzot (1980) a quelli di Mancini e Luis Enrique (2021) si è già giocata 7 volte a ogni altezza del torneo, dalla partita del debutto alla finale. E tra gioie e dolori, tikitaka e rigori (2008, inizio dell’era vincente della Roja, e 2021, preludio al trionfo azzurro a Wembley), più o meno il bilancio è in pari. Solo che adesso, per dirla con Buffon custode di mille ricordi della sfida, al posto del falso nueve c’è la prova del nove: giovedì 20 giugno a Gelsenkirchen la Nazionale, dopo la vittoria arzigogolata con l’Albania, si misurerà con una tra le favorite, cioè coi propri limiti. Lo spiega appunto Buffon: «Nel 2-0 del 2016 con Conte ct, loro erano un po’ a fine ciclo, dopo avere vinto due Europei e un Mondiale. Ora noi siamo quasi all’inizio di un ciclo nuovo, che può culminare nel Mondiale 2026».
L’Italia agli ottavi se… tutte le combinazioni
Il duello è dunque il vero esame di un gruppo rinnovato e il ct intima la strada del bel gioco: «Solo così possiamo andare avanti». Andare avanti, secondo famoso aforisma di Capello, significa “vincere o perdere in tutti”. “In tutti” la squadra ha rimontato l’Albania, reagendo al gol istantaneo regalato e prenotando gli ottavi. In teoria basta un punto, tra Spagna e Croazia, per essere tra le quattro migliori terze. In pratica ci si potrebbe perfino qualificare con tre punti: capitò all’Ucraina tre anni fa, con differenza reti -1. Ma poi la questione sarebbe il cammino successivo: il primo posto nel girone garantisce un percorso più semplice, il secondo spinge nella parte del tabellone con Francia e Inghilterra, il terzo è un tuffo nelle incognite.
Mancano i goleador
Spalletti è contrariato per le occasioni sbagliate, che potevano costare la beffa finale evitata da Donnarumma, però la faticosa caccia al gol è un difetto strutturale. I 6 attaccanti della lista si sono presentati qui con 25 gol complessivi nel curriculum, 10 in meno dello storico cannoniere Gigi Riva. Il conteggio è rimasto invariato. Hanno segnato un difensore (Bastoni) e un centrocampista (Barella), che alla scuola cagliaritana intitolata a Riva è cresciuto: a quota 10 è lui il Pichichi azzurro. Quello originale manca pure agli spagnoli, che suppliscono con Morata (solo una contusione) e con la rottura della tradizione.
La Spagna di De La Fuente
Con De La Fuente il tikitaka è scomparso (la Croazia ha vinto nel possesso palla, ma ha perso 3-0) a favore del gioco verticale, basato sul talento di due figli dell’immigrazione, il giovanissimo Yamal e Nico Williams, velocissime ali: la difesa Di Lorenzo-Bastoni-Calafiori-Dimarco sarà particolarmente sollecitata. Spalletti a Dortmund ha talvolta eccepito sui movimenti di Frattesi e Pellegrini, ma sembra verosimile che il 3-2-5 offensivo, con Chiesa ala destra e Scamacca pivot, venga affidato agli stessi interpreti, in attesa di eventuali variazioni con la Croazia. Tra i dubbi c’è la percentuale di tifosi italiani a Gelsenkirchen, data la clamorosa sproporzione con gli albanesi a Dortmund (10 mila contro 52 mila). Al momento in 10 mila hanno acquistato il biglietto dichiarandosi tifosi dell’Italia e altrettanti l’hanno comprato come tifosi della Spagna. I restanti 30 mila orienteranno la Veltins Arena. L’Italia-Spagna più simile a questa si giocò proprio in Germania, a Francoforte, a Euro 1988. Finì 1-0 per gli azzurri di Vicini, con gol di Vialli.