Le pagelle dell’Europeo dopo la prima giornata: Germania e Spagna eurobellezze, Italia da 6.5
di Paolo CondòUn power ranking del primo turno dell’Europeo è puro impressionismo, un digestivo dopo l’abbuffata iniziale di calcio che ci ha fatto vedere 24 nazionali in 5 giorni. Ma una classifica ponderata non guarda soltanto a punti e gol, considera le sensazioni rilasciate dalle varie squadre in relazione al valore delle avversarie, fondamentale dopo una sola gara. E dunque è giusto applaudire la Germania che con decisione non disgiunta da leggerezza s’è impadronita della partita inaugurale, ma nessuno degli scozzesi in campo a Monaco si sentiva Braveheart. La Spagna perché ha battuto seccamente la Croazia nella riedizione dell’ultima finale di Nations League e la Romania perché a sorpresa ha travolto l’Ucraina meritano grossomodo lo stesso rilievo.
Germania 7.5
Debutto facile, ma senza tentennamenti. Kroos è stato il primo dei molti quarterback — il regista lanciatore del football americano — visti all’opera in questi giorni (come lui Fabian Ruiz, Xhaka e il più conservativo Lobotka), Musiala…
Un power ranking del primo turno dell’Europeo è puro impressionismo, un digestivo dopo l’abbuffata iniziale di calcio che ci ha fatto vedere 24 nazionali in 5 giorni. Ma una classifica ponderata non guarda soltanto a punti e gol, considera le sensazioni rilasciate dalle varie squadre in relazione al valore delle avversarie, fondamentale dopo una sola gara. E dunque è giusto applaudire la Germania che con decisione non disgiunta da leggerezza s’è impadronita della partita inaugurale, ma nessuno degli scozzesi in campo a Monaco si sentiva Braveheart. La Spagna perché ha battuto seccamente la Croazia nella riedizione dell’ultima finale di Nations League e la Romania perché a sorpresa ha travolto l’Ucraina meritano grossomodo lo stesso rilievo.
Germania 7.5
Debutto facile, ma senza tentennamenti. Kroos è stato il primo dei molti quarterback — il regista lanciatore del football americano — visti all’opera in questi giorni (come lui Fabian Ruiz, Xhaka e il più conservativo Lobotka), Musiala ha illuminato la scena con i migliori dribbling del turno d’avvio, Wirtz ha retto lo stesso livello, e nel gioco ben riuscito della collaborazione vecchi/giovani Gündogan è stato il solito premio per gli occhi più allenati.
Spagna 7.5
Più del 3-0 alla Croazia ha colpito la perdita del possesso palla sedici anni dopo l’ultima volta. Il dato è un po’ drogato, la partita era finita al 45’, ma in passato la Spagna gestiva il vantaggio tenendo palla, stavolta l’ha lasciata ai croati (che percepiva impotenti). Non è un caso che l’ultimo precedente risalisse al 2008: cominciò allora il dominio culturale del Barcellona anche in nazionale, che De La Fuente sta invertendo in direzione Real Madrid.
Romania 7.5
Agile, tecnica, impietosa: la rivelazione del primo turno ha esaltato il talento picaresco di Stanciu (stava per riuscirgli il gol olimpico!), l’implacabile rudezza di Dragusin, il movimentismo di Man. Siamo curiosi di vederli alla seconda uscita coi belgi, la prova del nove.
Svizzera 7
È il momento di rivelare la nostra passione per Granit Xhaka, che Mourinho tentò di portare alla Roma. A 31 anni e dopo la stagione trionfale al Leverkusen, è entrato nel torneo col piglio di chi vuole marchiarlo a fuoco. E il tanto Bologna attorno a lui (Aebischer, Ndoye, Freuler) l’ha subito assecondato.
Slovacchia 6.5
Galvanizzato dal fatto che i giocatori seguissero le sue consegne — non sempre gli è successo — Calzona ha confezionato il primo regicidio (se il Belgio è ancora tra i re d’Europa). Qualcosa di casuale nella dinamica del risultato, ma dal grande marcatore Hancko al timing di Schranz in zona gol gli slovacchi hanno fatto ciò che dovevano fare. Ed è bastato.
Inghilterra 6.5
Jude Bellingham possiede il dono della leggerezza, e anche in una gara ricca di (sapienti) pause il suo carisma è emerso in modo inequivocabile. Attorno a lui alti e bassi: puntuale la retrovia di Rice, sulfureo il dribbling di Saka, impalpabile il contributo di Foden, da minimo sindacale la presenza di Kane. La difesa, che lasciava dei dubbi, ha retto bene l’attacco tosto dei serbi.
Francia 6.5
Aveva in assoluto la rivale più dura, l’ottima Austria. L’ha superata col minimo scarto e su autogol, ma va detto che negli spazi concessi da Rangnick gli scattisti guidati da Mbappé avrebbero potuto segnare cinque gol. Ha impressionato un recupero di Kante su Wimmer in fuga nel finale di gara: giocano in dodici pure stavolta.
Italia 6.5
Primo tempo molto promettente, nonostante l’incidente iniziale. Ma il dominio assoluto di circa un’ora avrebbe dovuto produrre 4 gol e non 2, per garantire un finale più sereno. Barella e Donnarumma sono big del torneo, Calafiori un debuttante di talento, Chiesa si sta rivitalizzando. Se si connette con Scamacca, arriviamo ben dentro luglio.
Turchia 6.5
Arda Guler è entrato nel torneo con la meraviglia assoluta del gol che ha distanziato la Georgia. Talento sconfinato, che in tandem con Yildiz — pure lui 2005 — proietterà presto la Turchia nel giro delle grandi nazionali. Montella ha trovato le galline dalle uova d’oro, deve però registrare una difesa che fino all’ultimo ha rischiato di dissipare il capitale accumulato davanti.
Olanda 6
Salvato da Weghorst, centravanti vecchia maniera tornato di moda come il tedesco Füllkrug, Koeman continua a convincere poco anche se gli va dato atto di una sfortuna epocale alla voce infortuni. Il giorno in cui si accorgesse di Zirkzee, le cose potrebbero cambiare. Xavi Simons è molto reclamizzato, ma non c’è paragone.
Polonia 6
Ha retto quasi fino in fondo (Szczesny super) il match con l’Olanda, duro in assoluto, impari se ti manca Lewandowski. Che con l’Austria dovrebbe esserci.
Slovenia 6
Sesko ha seminato indizi da iradiddio anche al debutto europeo. Il punto con i danesi è meritato, e lascia aperto uno spiraglio.
Austria 6
Grande calcio fino alla trequarti, coraggioso e codificato il giusto. Rangnick raccoglie il lavoro di una vita, vista la quantità di nazionali provenienti dalla filiera Red Bull. Gli servirebbe un centravanti forte com’è Sabitzer a centrocampo.
Georgia 6
Debutto dignitoso dopo un inizio da mal di testa, pari sfiorato nel finale, Kvara più a suo agio col passare dei minuti.
Portogallo 6
Troppa fatica con i ceki, ma pure la perseveranza premiata in extremis. Ronaldo è una bandiera agitata per spaventare, e un certo effetto continua a suscitarlo: frana piuttosto il contorno che gli gira nei pressi, a partire da Leao. Ma da Bruno Fernandes a Bernardo Silva, l’unico fenomeno nei club che se la cava pure qui è Vitinha. E per vincere occorre il ragazzino.
Serbia 5.5
Giocatori di alto livello, ma la resa collettiva è spuntata.
Danimarca 5.5
Più o meno sempre gli stessi, con qualche anno in più. Il recital di Eriksen è toccante ma l’unica stella nuova, Hojlund, di fresco non fa accadere niente.
Rep. Ceca 5.5
Difesa a oltranza, un gol in contropiede appena il ct toglie le punte, crollo per un’autorete e una papera del difensore. Destino rimandato all’ultimo, ma scritto.
Croazia 5
Dalic ha in Gvardiol uno dei migliori difensori al mondo, tenerlo a sinistra è un lusso che può permettersi il City: lui dovrebbe metterlo al centro della scacchiera.
Belgio 5
Altra grande incanutita. Poi perde perché i gol che Lukaku segna contengono minuscole irregolarità (sarebbero stati buoni quelli che s’è mangiato), ma in generale perfino un totem come De Bruyne sembra sfiduciato.
Ungheria 5
Discreta rivelazione nel 2021 (due pareggi contro Francia e Germania), ha bucato il match spareggio con gli svizzeri. Ora Rossi insegue il terzo posto.
Albania 4.5
Il lampo di Bajrami poteva innescare una gara più virile ma Sylvinho organizza uno smaccato Fort Apache: quando l’Italia cala è tardi per azzannarla ancora.
Scozia 4
Invitata d’onore alla cerimonia d’apertura, resta a guardare la Germania per tutta la sera.
Ucraina 4
La delusione più significativa. È crollata sotto il peso dell’ipermotivazione. E il Lunin del Real Madrid non è certo questo.