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Il telecronista canta e il commentatore si spettina

La rubrica Eurovisioni: quando l’Europeo dà il meglio in onda
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Scozia-Svizzera, su Sky, è il momento degli inni. Quando parte quello scozzese la solennità viene infranta da una voce in sottofondo che sta cantando a sua volta (cantando è una parola grossa) l’inno medesimo. La voce è quella del telecronista Nicola Roggero, sempre eccentrico e anche di più, stavolta preso da un entusiasmo appunto solenne.

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Landon Donovan, ex calciatore di rilievo degli Usa, ora è opinionista in Germania per la rete Fox. E l’altra sera lo hanno visto sbigottiti a milioni, microfono in mano e un’acconciatura agghiacciante, con una larga radura laterale tra i capelli. Donovan ha dovuto poi spiegare di aver appena fatto un trapianto di capelli, “ma mi avevano assicurato che il problema non si sarebbe visto in televisione”. Forse gli hanno anche detto che i trapianti di capelli non si notano.

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Come si sa, è l’ora delle decisioni irrevocabili ma soprattutto c’è grossa crisi. E quindi sono sbarcati anche su Raiuno a ridosso delle partite quegli spot con protagonisti …

Scozia-Svizzera, su Sky, è il momento degli inni. Quando parte quello scozzese la solennità viene infranta da una voce in sottofondo che sta cantando a sua volta (cantando è una parola grossa) l’inno medesimo. La voce è quella del telecronista Nicola Roggero, sempre eccentrico e anche di più, stavolta preso da un entusiasmo appunto solenne.

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Landon Donovan, ex calciatore di rilievo degli Usa, ora è opinionista in Germania per la rete Fox. E l’altra sera lo hanno visto sbigottiti a milioni, microfono in mano e un’acconciatura agghiacciante, con una larga radura laterale tra i capelli. Donovan ha dovuto poi spiegare di aver appena fatto un trapianto di capelli, “ma mi avevano assicurato che il problema non si sarebbe visto in televisione”. Forse gli hanno anche detto che i trapianti di capelli non si notano.

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Come si sa, è l’ora delle decisioni irrevocabili ma soprattutto c’è grossa crisi. E quindi sono sbarcati anche su Raiuno a ridosso delle partite quegli spot con protagonisti ex calciatori che invitano a frequentare questo o quel sito “per diventare esperti di sport”. E lo si diventa davvero, c’è da scommetterci.

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Spot più innocui. Gira quello con Thierry Henry che inizia così: “Ho due grandi passioni: giocare al calcio e...”. Lì, l’ex campione fa una pausa che mette i brividi a molti spettatori. Ma poi parte un riferimento al prodotto che deve pubblicizzare.

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“Non posso entrare in questa parte dello stadio. Quindi sono qui a guardare gli altri che lavorano. Peraltro, è uno dei miei passatempi preferiti” (Umberto Martini, Raiuno).

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Il suddetto Martini è dislocato in vari luoghi d’Europeo con il compito di realizzare dirette che mischiano calcio giocato, tifosi e costume. E ha un modo ironico-consapevole-disincantato, più altri dieci aggettivi a scelta, che nel giro Rai è un po’ una rarità.

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Fulvio Collovati: “Su Leao non sono assolutamente d’accordo con te”.

Marco Mazzocchi: “E chi se ne frega”.

(Notti Europee, Raiuno)

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Stessa sede, si fa un accenno al fatto che sono in corso gli esami di Maturità e viene chiesto a Eraldo Pecci come sia stata la sua, di Maturità. Risposta: “Io ho studiato un po’, ma alla Maturità non sono mai arrivato. Dicevo già troppe stupidaggini da ragazzino”.

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Marco Mazzocchi: “Bello questo servizio da Lipsia con il ricordo del suo illustre cittadino, Johann Sebastian Bach...”.

Eraldo Pecci: “Ma tu ci sei mai stato a Lipsia? No, perché, se lo chiedi a un tedesco sai cosa ti risponde? Per Bach!”.

(Notti Europee, Raiuno).

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