✕

Spagna-Italia 1-0, un autogol di Calafiori condanna gli azzurri. Per gli ottavi sarà decisiva la sfida con la Croazia

I giocatori della Spagna esultano dopo l'autogol di Calafiori (afp)
Le Furie Rosse dominano e conquistano la qualificazione agli ottavi con una giornata di anticipo
3 minuti di lettura

Gelsenkirchen - Se da 8 anni l’Italia non riesce a battere la Spagna (dal 2016 lo ha fatto solo tre anni fa ai rigori, nella semifinale europea di Wembley, grazie a Donnarumma), la ragione è evidente: il netto divario tecnico. Questo 1-0, che fa seguito ai famosi coccodrilli di Ventura al Bernabeu, e ai due consecutivi inciampi in Nations League con Mancini in panchina, è ben più pesante del punteggio, contenuto da Donnarumma stesso. E rinvia al duello con la Croazia la qualificazione agli ottavi di finale, raggiungibile ma senza potere mascherare le ammaccature.

«La cronaca della partita»

Spalletti in difesa, il tikitaka di De La Fuente

Sotto gli occhi del re spagnolo Felipe e di un pubblico quasi equamente ripartito, per meta serata è stato come se lo spiritello calcistico si fosse reimpossessato delle due nazionali, annacquando le rispettive riforme tattiche in atto. Il primo tempo ha riproposto con chiarezza i canoni di entrambe le scuole, per riflesso quasi involontario. L’I…

Gelsenkirchen - Se da 8 anni l’Italia non riesce a battere la Spagna (dal 2016 lo ha fatto solo tre anni fa ai rigori, nella semifinale europea di Wembley, grazie a Donnarumma), la ragione è evidente: il netto divario tecnico. Questo 1-0, che fa seguito ai famosi coccodrilli di Ventura al Bernabeu, e ai due consecutivi inciampi in Nations League con Mancini in panchina, è ben più pesante del punteggio, contenuto da Donnarumma stesso. E rinvia al duello con la Croazia la qualificazione agli ottavi di finale, raggiungibile ma senza potere mascherare le ammaccature.

«La cronaca della partita»

Spalletti in difesa, il tikitaka di De La Fuente

Sotto gli occhi del re spagnolo Felipe e di un pubblico quasi equamente ripartito, per meta serata è stato come se lo spiritello calcistico si fosse reimpossessato delle due nazionali, annacquando le rispettive riforme tattiche in atto. Il primo tempo ha riproposto con chiarezza i canoni di entrambe le scuole, per riflesso quasi involontario. L’Italia, che Spalletti stava convertendo al monopolio del pallone, si è ritrovata chiusa all’angolo e obbligata dall’altrui palleggio superiore a fare leva sulle classiche armi: la difesa serrata attorno all’atavica capacità di concentrazione, le parate di un portiere molto forte e il contropiede, per lo più speranzoso. Quanto alla Spagna, che De La Fuente ha plasmato sulla velocità delle ali e sulla verticalità per liberarla dalla schiavitù del possesso palla, ha sì sfoggiato la novità della continua ricerca del cross, rispetto al fraseggio rasoterra, però stava ricadendo nei vizi del tikitaka: all’egemonia dell’azione non si accompagnava la concretezza al tiro.

Poco azzurro

La Nazionale non è mai riuscita a ripetere la fluida transizione, esibita nel debutto contro l’Albania, dalla linea difensiva a 4 all’impostazione a 3, con 6 uomini pronti a catapultarsi in attacco. Il solo Barella ha invano cercato di spezzare la ragnatela, abbozzando un paio di percussioni con Dimarco. A destra Di Lorenzo ha barcollato sotto le picconate di Williams, in vena di finte e dribbling da funambolo. A sinistra Dimarco ha contenuto un po’ di più l’imberbe prestigiatore Yamal, ma ne ha comunque subìto la freschezza. Al centro la coppia Bastoni-Calafiori ha richiesto, per non affondare, l’aiuto del regista Jorginho travestito suo malgrado in difensore aggiunto. A centrocampo Frattesi e Pellegrini, incursori solo teorici, hanno rincorso a vuoto le maglie rosse. E i due potenziali cacciatori di gol, Chiesa e Scamacca scollegati da un gioco che mirava a raggiungerli con avventurosi cambi di campo o con imbucate prevedibilissime, nemmeno hanno fatto il solletico al portiere Simon: unico prodotto offensivo il frettoloso destro alto di Chiesa, a fine primo tempo.

Donnarumma salva il risultato

Invece la Spagna ha accumulato occasioni. Tre le ha sventate Donnarumma: balzo su colpo di testa di Pedri, non esattamente un gigante, parata di piede su girata rasoterra di Morata imbeccato da Yamal e volo su sinistro da fuori di Fabian. Scampati a un certo numero di mischie in mezz’ora e in particolare a una testata di Williams sopra la traversa, i discepoli di Spalletti si sono illusi di potere resistere al dominio, un po’ affievolito per ovvio abbassamento del ritmo.

L'autogol di Calafiori

Ma era appunto un’illusione, perché la squadra riemersa dagli spogliatoi, corretta con le staffette Cambiaso-Frattesi e Cristante-Jorginho per il varo del quartetto mediano Cambiaso-Cristante-Barella-Chiesa, non ha retto al rinnovato assalto. Graziata da Pedri, è caduta sull’ennesimo affondo di Williams a sinistra, con cross avvelenato: l’autogol di Calafiori, ingannato sul passo dalla deviazione di Donnarumma in tuffo, è assai simbolico, perché rimanda ad altri esami la recluta e con lui l’Italia. Tuttavia - anche se il 2-0 lo hanno evitato ancora il capitano con i suoi riflessi sui tiri di Morata e (2 volte) di Ayoze entrato nel finale, ma soprattutto la traversa su un’invenzione di Williams – il resto della partita ha permesso di constatare almeno che l’orgoglio e i cambi (Raspadori, Retegui, in parte Zaccagni) possono aggiustare qualcosa. Che sia abbastanza per la Croazia, lunedì possimo, lo potrà dire solo la partita di Lipsia.

Spagna-Italia 1-0 (0-0)
SPAGNA (4-3-3): Unai Simon, Carvajal, Le Normand, Laporte, Cucurella; Fabian Ruiz (49' st Merino), Rodri, Pedri (26' st Baena), Yamal (26' st Torres), Morata (33' st Oyarzabal), Williams (33' st Pérez). (1 Raya, 10 Olmo, 12 Grimaldo, 13 Remiro, 4 Nacho, 18 Zubimendi, 22 Navas, 25 López, 5 Vivian, 9 Joselu). All.: De La Fuente.

ITALIA (4-2-3-1): Donnarumma, Di Lorenzo, Bastoni, Calafiori, Dimarco; Barella, Jorginho (1' st Cristante), Frattesi (1' st Cambiaso), Chiesa (19' st Zaccagni), Scamacca (19' st Retegui), Pellegrini (37' st Raspadori). (12 Vicario, 26 Meret, 4 Buongiorno, 6 Gatti, 17 Mancini, 13 Darmian, 15 Bellanova, 25 Folorunsho, 21 Fagioli, 22 El Shaarawy ). All.: Spalletti
Arbitro: Slavko Vincic (Slovenia)
Rete: 10' st autorete Calafiori
Angoli: 5 a 2 per la Spagna
Recupero: 2' e 4'.
Ammoniti: Donnarumma per proteste, Rodri, Cristante, Le Normand, Carvajal per gioco scorretto.

Leggi i commenti