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Italia e Spagna, l’ora del verdetto: chi vince è prima

Il ct Luciano Spalletti durante l'allenamento (ansa)
Fiducia agli azzurri che hanno battuto l’Albania. Sotto esame Jorginho, Scamacca e la difesa
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GELSENKIRCHEN — Secondo il calendario stasera scatta l’estate, anche se il cielo tedesco ospita una discreta nuvolaglia. Non c’è afa, il che per una partita ad alto ritmo non è un male, e Spalletti promette che la sua Nazionale non cascherà come le foglie d’autunno. L’obiettivo, contro la Spagna, è chiaro: «Davanti a una tra le migliori scuole calcistiche del mondo abbiamo la voglia matta di fare vedere che anche la nostra è importante». Il duello resta aperto a ogni conseguenza, dopo il 2-2 tra Croazia e Albania.

La maglia dell'Italia XXL a Piazza di Spagna (ansa)

La Spagna di De La Fuente

La vittoria può fruttare il primo posto nel girone. Il pareggio non garantisce ancora il secondo posto. Una sconfitta non pregiudica la qualificazione tra le migliori terze, ma nemmeno evita a priori l’eliminazione. In sostanza, non conviene fare calcoli e d’altronde l’Italia di Spalletti non è fatt…

GELSENKIRCHEN — Secondo il calendario stasera scatta l’estate, anche se il cielo tedesco ospita una discreta nuvolaglia. Non c’è afa, il che per una partita ad alto ritmo non è un male, e Spalletti promette che la sua Nazionale non cascherà come le foglie d’autunno. L’obiettivo, contro la Spagna, è chiaro: «Davanti a una tra le migliori scuole calcistiche del mondo abbiamo la voglia matta di fare vedere che anche la nostra è importante». Il duello resta aperto a ogni conseguenza, dopo il 2-2 tra Croazia e Albania.

La maglia dell'Italia XXL a Piazza di Spagna (ansa)

La Spagna di De La Fuente

La vittoria può fruttare il primo posto nel girone. Il pareggio non garantisce ancora il secondo posto. Una sconfitta non pregiudica la qualificazione tra le migliori terze, ma nemmeno evita a priori l’eliminazione. In sostanza, non conviene fare calcoli e d’altronde l’Italia di Spalletti non è fatta per questo. Semmai vale il concetto abusato di prova della verità, di fronte alla Roja uscita più o meno indenne dalla bufera dell’ex presidente Rubiales. Il ct De La Fuente, che un anno fa si è incollato alla panchina proprio battendo gli azzurri nella semifinale di Nations League e vincendo quel torneo, ha una rosa di lusso. Carvajal e Rodri hanno deciso coi loro gol le ultime due finali di Champions, Nacho ne ha vinte sei come lo stesso Carvajal e Morata si ferma a due, si fa per dire. Sulle ali Williams è in ballottaggio con Dani Olmo a sinistra, ma a destra il sedicenne Yamal è il prodigio annunciato.

Italia e Spagna, i valori in campo

La Nazionale può opporre solo l’Europa League di Scamacca con l’Atalanta e la Conference 2022 di Cristante, Pellegrini, Mancini ed El Shaarawy con la Roma. Però l’apparenza un po’ inganna. Quest’Italia è in costruzione, ma ha sei campioni d’Europa tra i titolari e con l’Albania ha sfoggiato un gioco elegante, con Barella vero tuttocampista, con Chiesa inafferrabile all’ala e con l’intesa naturale della coppia difensiva Bastoni-Calafiori, stilosa nel palleggio e capace di guadagnarsi la conferma. Squadra che convince non si cambia. Al netto di qualche dubbio tra Dimarco e Cambiaso o Darmian, il ct pare intenzionato a riproporre gli undici di Dortmund, sapendo che i soli Donnarumma, Barella e Chiesa sono difficili da sostituire e che Cristante, Folorunsho, Buongiorno, Retegui e Raspadori, altri cambi potenziali, sono affidabili.

Le indicazioni di Spalletti

Il riassunto del ct comincia da Radiorai («l’unica strada è togliere alla Spagna il possesso palla, vedo buone risposte al lavoro di campo») e prosegue per aforismi: «Proveremo a ripetere la partita con l’Albania. Si può vincere coi campioni che decidono da soli oppure col gioco di squadra: è l’unica strada per noi, che non abbiamo chi strappa a 34 km all’ora. Dobbiamo alzare i nostri tempi di reazione, portandoli al livello della Spagna, che ha Rodri uomo ovunque e Morata, centravanti non pigro: pressa il portiere 20 volte a partita». Il messaggio pare indirizzato a Jorginho e Scamacca e alla coppia Bastoni-Calafiori: tutti sotto esame. I tifosi italiani, in netta minoranza con l’Albania, stavolta alla Veltins Arena dovrebbero capovolgere il censimento.

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