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Spalletti costretto a pensare alla Croazia: “La condizione fisica non ci aiuta”. Ma l’aritmetica sì

Luciano Spalletti 
Lunedì la sfida sarà decisiva, ma 4 punti sono sufficienti per passare agli ottavi
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Gelsenkirchen — Un brutale ko, tecnico e tattico, al netto della generosa reazione nel finale. L’Italia non s’è ancora fatta e ha viceversa dato una traumatica spallata alla sua autostima, nel secondo round dei campionati Europei, ma se non altro c’è la consolante certezza che tutti i giochi per la qualificazione rimangono aperti e dunque, classifica alla mano, dopo la lezione di calcio subita a Gelsenkirchen dalla Spagna non si muore. Il destino degli azzurri si deciderà lunedì nell’ultima gara del girone B a Lipsia contro la Croazia e la Nazionale avrà comunque a disposizione due risultati su tre per guadagnarsi direttamente il pass per gli ottavi di finale.

L’aritmetica ci salva: cosa serve all’Italia

La matematica parla infatti chiaro e con 4 punti si va avanti da secondi nel girone, grazie anche al vantaggio nello scontro diretto con l’Albania. La squadra di De la Fuente giocherà negli ottavi il 30 giugno a Colonia contro una terza. L’Italia può finire seconda, con vista sul…

Gelsenkirchen — Un brutale ko, tecnico e tattico, al netto della generosa reazione nel finale. L’Italia non s’è ancora fatta e ha viceversa dato una traumatica spallata alla sua autostima, nel secondo round dei campionati Europei, ma se non altro c’è la consolante certezza che tutti i giochi per la qualificazione rimangono aperti e dunque, classifica alla mano, dopo la lezione di calcio subita a Gelsenkirchen dalla Spagna non si muore. Il destino degli azzurri si deciderà lunedì nell’ultima gara del girone B a Lipsia contro la Croazia e la Nazionale avrà comunque a disposizione due risultati su tre per guadagnarsi direttamente il pass per gli ottavi di finale.

L’aritmetica ci salva: cosa serve all’Italia

La matematica parla infatti chiaro e con 4 punti si va avanti da secondi nel girone, grazie anche al vantaggio nello scontro diretto con l’Albania. La squadra di De la Fuente giocherà negli ottavi il 30 giugno a Colonia contro una terza. L’Italia può finire seconda, con vista sul match del 29 giugno a Berlino alle 18 contro la seconda del gruppo A, che sarà la Svizzera (o in alternativa la Germania, se perderà contro gli elvetici all’ultima giornata). Questo vuol dire finire nella parte peggiore del tabellone, con possibili incroci con l’Inghilterra nei quarti e la Francia in semifinale.

In teoria, perdendo con la Croazia gli azzurri potrebbero sperare ancora nel ripescaggio fra le migliori terze: nel 2021 l’Ucraina passò con 3 punti e -1. Ma c’è pure il rischio di finire quarti se l’Albania battesse una Spagna già sazia e chiudesse a 4. Si giocherà il 24 giugno, a 10 anni esatti dalla sfida di Natal contro l’Uruguay al Mondiale 2014: pure lì serviva un punto, non arrivò.

Spalletti: “Differenza di condizione”

Il bivio della Schalke Arena era probante e non ha dato putroppo a Luciano Spalletti le risposte che si aspettava. «Se serve sporchiamoci le maglie, ma non rispettiamo troppo i nostri avversari», aveva ordinato alla vigilia il ct, dando credito eccessivo alla differenza minima che separa nell’ultimo ranking Fifa la Spagna e l’Italia, rispettivamente ottava e decima. Invece il gap in campo tra le due squadre è stato extra large e gli azzurri hanno fatto lo stesso la figura degli sparring partner: concedendo tredici palle gol agli avversari e non riuscendo a costruirne — al netto di qualche mischia — nemmeno una. Solo le parate di Donnarumma e l’aiuto della buona sorte hanno permesso alla Nazionale di cavarsela col passivo minimo, nonostante i cambi difensivi fatti con l’inevitabile bagno di umiltà dalla panchina. «C’è stata troppa Spagna e poca Italia — ha ammesso a caldo pure Spalletti, apparso a lungo sconsolato in panchina — La differenza l’ha fatta la loro freschezza. Noi abbiamo avuto spesso delle letture ritardate e si è vista una differenza di condizione. La chiave dei nostri problemi è sempre la stessa: eravamo sotto livello in molti aspetti del gioco. I nostri avversari erano più scattanti e ci hanno creato tanti problemi. Con i cambi siamo riusciti a essere più intensi e abbiamo recuperato dei palloni nella loro metà campo, creando delle situazioni che ci potevano potevano portarci a pareggiarla. Ma loro hanno meritato la vittoria», ha tirato le somme con onestà il ct, facendo trasparire la sua inevitabile preoccupazione in vista della sfida decisiva di lunedì prossimo. «Dipenderà da come ci arriveremo, contro la Croazia».

Spalletti era partito con una formazione quasi spavalda e dopo aver rischiato troppo già nel primo tempo non gli è bastato rinforzare gli ormeggi nell’intervallo, con gli ingressi di Cristante e Cambiaso. Ma adesso gli azzurri devono voltare subito pagina. Nulla è ancora perduto.

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