Azzurri, delusione e pessimismo. E Spalletti con la Croazia cambia tutto
dal nostro inviato Enrico CurròIserlohn – Tra l’allegria del dopo vittoria dell’esordio con l’Albania e la mestizia del dopo batosta con la Spagna ci sono solo quattro giorni di calendario, eppure l’atmosfera all’Hemberg Stadion, il laboratorio della Nazionale di Spalletti avvolto in un clima cupo, rende l’idea della metamorfosi e della sua naturale conseguenza: il secondo posto nel girone si può catturare con un solo punto contro la Croazia, che però non è affatto scontato. E gli ottavi di finale, traguardo minimo a inizio Europeo, restano alla portata teoricamente perfino perdendo, attraverso un piazzamento tra le migliori quattro terze classificate, se si incastrano certi risultati. Ma proseguire il cammino infilandosi nel camino, con due sconfitte in tre partite, sarebbe una scappatoia ingloriosa. E farebbe ripiombare l’Italia nella mediocrità, dalla quale pensava di essersi affrancata.
Cristante e Donnarumma severi
Giovedì sera a Gelsenkirchen, mentre col trofeo di migliore in campo in mano il funambolo N…
Iserlohn – Tra l’allegria del dopo vittoria dell’esordio con l’Albania e la mestizia del dopo batosta con la Spagna ci sono solo quattro giorni di calendario, eppure l’atmosfera all’Hemberg Stadion, il laboratorio della Nazionale di Spalletti avvolto in un clima cupo, rende l’idea della metamorfosi e della sua naturale conseguenza: il secondo posto nel girone si può catturare con un solo punto contro la Croazia, che però non è affatto scontato. E gli ottavi di finale, traguardo minimo a inizio Europeo, restano alla portata teoricamente perfino perdendo, attraverso un piazzamento tra le migliori quattro terze classificate, se si incastrano certi risultati. Ma proseguire il cammino infilandosi nel camino, con due sconfitte in tre partite, sarebbe una scappatoia ingloriosa. E farebbe ripiombare l’Italia nella mediocrità, dalla quale pensava di essersi affrancata.
Cristante e Donnarumma severi
Giovedì sera a Gelsenkirchen, mentre col trofeo di migliore in campo in mano il funambolo Nico Williams celebrava se stesso e il suo gemello Yamal (“è incredibile che cosa sappia fare Lamine a 16 anni”), ha colpito nella sfilata un po’ triste dei giocatori della Nazionale l’autocritica variegata e non sempre coincidente con le parole del ct. Se Spalletti ha infatti posto l’accento soprattutto sulla condizione atletica della squadra, i suoi discepoli hanno messo in rilievo la differenza tecnica: quasi una resa sconsolata. Leggere per credere. Il capitano Donnarumma: “Abbiamo sbagliato troppi passaggi”. Il veterano Cristante: “Ci hanno dato una lezione e dobbiamo prenderla come il punto di ripartenza. La cosa buona è solo il punteggio tenuto in bilico. Ma quando la palla la vedi poco, manca un po’ tutto”. Il penultimo arrivato Cambiaso: “È oggettivo che loro si siano dimostrati più forti e che abbiano tenuto un ritmo più alto. La verità è tutta lì”.
Scamacca giù, Raspadori e Retegui si candidano
Sulla soluzione del problema, però, c’è concordanza unanime con Spalletti. Ancora Cambiaso: “In un grande torneo basta un attimo per cambiare le cose, basta una grande partita con la Croazia”. Zaccagni la butta sull’orgoglio: “Loro sono entrati in partita prima di noi. Ma siamo professionisti. E siccome si erano creati i presupposti per pareggiare, bisogna archiviare velocemente la sconfitta e fare quello che ci dice il ct”. Solo che quello che diceva Spalletti a Gelsenkirchen è stato completamente disatteso.
La memoria delle sue parole, a pochi minuti dall’inizio della partita con la Spagna, è troppo fresca per potere essere cancellata: “Questa è letteralmente la sfida estrema. Passerà tutto dalla nostra capacità di togliere il pallino del gioco a loro, perché altrimenti sarà, come è sempre stata, una partita difficile”. È stata difficilissima. E se è vero che i giocatori hanno speso tante energie, tra Albania e Spagna, con la Croazia è verosimile che la Nazionale cambi volto: Scamacca, Jorginho, Di Lorenzo e almeno uno tra Chiesa e Frattesi rischiano il posto. Barella è uscito zoppicante dalla partita per un colpo alla schiena, ma dovrebbe recuperare. Per tutti saranno decisivi i test atletici. Raspadori, Retegui, Cristante, Cambiaso e Zaccagni, entrati nel secondo tempo, bussano alla porta della formazione titolare insieme a Darmian, Folorunsho, El Shaarawy e Fagioli. A Lipsia almeno tre di loro si candidano per giocare dall’inizio.